IL PENSIERO MEDITERRANEO

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La silenziosa morte delle democrazie nella totale indifferenza

La silenziosa morte delle democrazie

di Riccardo Rescio

C’è un modo subdolo in cui muoiono le libertà, senza eroismi né drammi, senza il fragore delle rivoluzioni o dei colpi di stato.
Condivido pienamente il pensiero di Cvetan Todorov, nato nell’ombra del totalitarismo bulgaro e rifugiatosi nella luce della Francia libera, che ha trascorso la vita a svelare un meccanismo spietato, “le democrazie non crollano, si consumano”, si sgretolano passo dopo passo, compromesso dopo compromesso, mentre tutti fingono di non vedere.
Il pericolo non arriva mai annunciato dai tamburi della tirannia, ma si insinua tra le pieghe delle buone intenzioni.
Prima il controllo dei media, giustificato come necessità, poi le eccezioni allo stato di diritto, presentate come provvisorie e infine la criminalizzazione del dissenso, spacciata per sicurezza, niente di veramente eclatante, da suscitate una forte reazione, solo una lenta e inesorabile normalizzazione dell’illibertà.
Todorov ci ha mostrato che il totalitarismo del Novecento non è finito, ha solo cambiato volto.
Oggi avanza sotto mentite spoglie, sfruttando le nostre paure, la nostra comodità, il nostro silenzio, la nostra presunzione che a noi nulla di negativo potrà accadere.
Le crisi, reali o presunte, diventano pretesti per restringere diritti, che noi accettiamo, convinti che sia il prezzo da pagare per un’illusoria stabilità, per una maggiore sicurezza, per un diffuso benessere.
La lezione è chiara, la storia lo dichiara che quando la libertà si sacrifica sull’altare della sicurezza, alla fine si perde entrambe.
Eppure continuiamo a cedere terreno, convinti che il male sia solo quello che irrompe con violenza, non quello che si insedia lentamente nelle nostre coscienze, nelle nostre leggi, nelle nostre abitudini.
Todorov ci ha lasciato un avvertimento, non una predica, non serve un tiranno per distruggere una democrazia, basta l’indifferenza di chi ritiene che rinunciare oggi non significhi perdere domani, ma la storia non è mai indulgente con chi abbassa la guardia.



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