IL PENSIERO MEDITERRANEO

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La vita prodigiosa di Leopardi: tra bulli e fame di conoscenza

Giacomo Leopardi è stato un ragazzo prodigio:  dagli 11 ai 18 anni ha imparato da solo il greco, l’ebraico, il francese, l’inglese, il sanscrito, lo spagnolo, il tedesco e l’yiddish. Il tutto grazie anche ad un Bibbia Poliglotta che aveva trovato in biblioteca. A quindici anni ha anche scritto una piccola storia dell’Astronomia e diversi saggi di filosofia. Insomma: un vero genio!

Il problema era che mentre la sua mente cresceva, le sue condizioni di salute peggioravano e tutti coloro che gli stavano attorno lo guardavano sempre più con sospetto e con un certo occhio critico, cattivo. I sette famosi anni di studio matto e disperatissimo gli causarono una scoliosi che, con il passare degli anni, peggiorò, arrivando a fargli crescere sulla schiena una doppia gobba. Come se non bastasse Giacomo era piccolo di statura, probabilmente a causa di una malattia genetica.

Giacomo Leopardi ritratto
Giacomo Leopardi ritratto (immagine di pubblico dominio)

Parliamoci chiaro: l’aspetto esteriore di Leopardi non era proprio il massimo, soprattutto se considerate che aveva anche gravi problemi respiratori e di vista. Provate ad immedesimarvi, a pensare a come poteva essere difficile per lui stringere un’amicizia sincera con i suoi coetanei che erano così diversi. Non è esattamente un caso che Giacomo si definisca un passero solitario visto che, girovagando per le strade di Recanati, veniva deriso per la sua gobba e maltrattato verbalmente in ogni modo, subendo i peggiori insulti. 

Giacomo Leopardi è stato “bullizzato” a tutti gli effetti da chiunque gli stesse intorno che, fermandosi all’apparenza, non vedeva lo splendido mondo geniale racchiuso nella sua mente.  Lui ne ha sofferto, ovviamente, come ognuno di noi, ma questo non lo ha fermato e nonostante col passare degli anni fosse diventato molto famoso nell’ambiente letterario dell’epoca, le discriminazioni non si sono mai fermate: qualcuno è persino arrivato a definire le sue opere infantili! 

Leopardi è morto giovane, a 38 anni, dopo una vita vissuta quasi completamente nella solitudine, ma nonostante questo il suo pensiero è tra i più moderni di tutta la letteratura Europea. Lui, gobbo, malato e maltrattato, non ha mai perso la fiducia del prossimo arrivando persino a scrivere La Ginestra, un’opera che ci insegna come la solidarietà umana sia l’unico strumento che abbiamo per sopravvivere alle avversità della natura. Il risultato è che il suo pensiero vivrà in eterno, alla faccia di tutti i bulli che non lo hanno mai capito ma che, al contrario suo, sono finiti nel dimenticatoio. 

Fonte: ScuolaZoo

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