17 Gennaio 2021

IL PENSIERO MEDITERRANEO

Rivista Culturale online

L’alberello di Natale ricordando Gianni Rodari

di Stefania Carofalo

Siamo alle porte del Natale, un Natale diverso quest’anno, un Natale formato puzzle, solo che tutti i pezzi sono rimasti ognuno in una scatola diversa.

Aspettiamo ancora un po’ per riunire tutti i pezzi, quelli gialli, quelli rossi e quelli blu, che festa quando il mondo colorato si amerà sempre di più.

Un abete assai speciale era quello del Rodari, oggi invece colorati, stilizzati e alla moda con fiocchetti e piume rosa.

Sotto l’albero quest’anno vorrei quello dell’altr’anno.

Nel frattempo ricordiamo lo speciale di Rodari.

L’albero di Natale

Quest’anno mi voglio fare
un albero di Natale
di tipo speciale,
ma bello veramente.

Non lo farò in tinello,
lo farò nella mente,
dove non c’è soffitto
e l’albero può crescere
alto alto, dritto dritto,
con centomila rami
e tutti i doni che non stanno
nelle vetrine:
un raggio di sole
per il passero che trema
un ciuffo di viole
per il prato gelato.

E poi giochi, giocattoli, balocchi
quanti ne puoi contare
a spalancare gli occhi:
un milione, cento milioni
di bellissimi doni,
e al posto dei cartellini
i nomi dei bambini
che non ebbero mai
un regalo di Natale.

Perché se un bimbo resta senza niente,
anche uno solo, piccolo
che a piangere non si sente
e sta chissadove,
Natale è tutto sbagliato,
da rifare per bene,
come una divisione
se non viene la prova del nove.

(Gianni Rodari – Il libro dei perché)