L’AMMIRAGLIO MASSIMO GIROSI

di Eliano Bellanova
Nasce a Napoli il 10 aprile 1899 e muore a Roma il 9 ottobre 1967.
Nel periodo Maggio 1940-Aprile 1941 è al comando della corazzata Littorio (successivamente, nel 1943, è ribattezzata Italia).
Nel 1942 è promosso Capo Ufficio Operazioni di Supermarina-Roma. È contemporaneamente Ufficiale di collegamento con il SIM (Servizio Informazioni della Marina) diretto dall’Ammiraglio siciliano di Gela Franco Maugeri.
Antifascista e antitedesco, il nome di Massimo Girosi ricorre spesso nei capitoli dell’intelligenza con il nemico. Il fratello Marcello Girosi (produttore cinematografico) è agente dei Servizi Segreti statunitensi e lo pone in contatto con l’Office of Strategic Services (OSS).
A Marcello Girosi sarà attribuita la Silver Star Medal “per avere contribuito a staccare il comando della flotta italiana dal regime fascista nell’estate del 1943 e per aver assicurato alla Marina americana importanti segreti di fabbricazione”… (che) “si rivelarono di enorme importanza, secondo quanto ebbe a dichiarare il defunto Ministro della Marina Knox, per la preparazione di nuove armi della flotta”. La dichiarazione è riportata da Antonino Trizzino nella sua opera “Navi e Poltrone”.
Nel caso della Missione McGregor Massimo Girosi torna di attualità creando il contatto tra i vertici politico-militari e gli Alleati. Sarà prodromico all’Armistizio del 3 settembre, reso noto l’8 settembre 1943.
Intanto l’Ammiraglio Carlo Bergamini subentra all’Ammiraglio Angelo Jachino. Girosi ha con lui un incontro il 7 settembre. Imbarcato sulla corazzata Roma, l’Amm. Bergamini, soccombe il 9 settembre a seguito dell’affondamento della stessa nave, sotto i bombardamenti dei Dornier tedeschi, nei pressi della Maddalena. La consegna della flotta agli Alleati a Malta sarà compito dell’Ammiraglio Romeo Oliva.
Massimo Girosi prosegue nella sua carriera e diviene Capo del Reparto Operazioni di Supermarina.
Arrestato in Piemonte, perché partigiano del Fronte della Resistenza della Marina, è liberato il 20 aprile 1945, per essere nominato Comandante della Piazza Militare di Alessandria, nella cui veste stabilisce i termini di resa delle Divisioni del Generale Hildebrand. Sembra un declassamento, ma non è così. È promosso infatti nel dopoguerra Segretario Generale del Ministero della Marina, quindi Capo di Gabinetto della Difesa e infine Comandante in Capo della Forze Navali.
Il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi nel 1956 lo onora del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Muore a Roma il 9 ottobre 1967.
Anche dopo la morte sarà ricordato come figura controversa e come intraprendente fautore del Circolo Marinai d’Italia.
La sua storia, forse ancora da scrivere, ha diversi punti comuni con quella di Franco Maugeri, discusso responsabile del SIM, così come discusso è stato il suo omologo tedesco Ammiraglio Wilhelm Canaris.