Lecce : Giro d’Italia da Libro Cuore Come una storia di Natale
Di Franco Amarella
Questo 2025 volge al termine. E come sempre l’ultimo mese del calendario suggerisce anche l’occasione per i bilanci, non solo finanziari. Certamente illustri penne specialistiche si cimenteranno nell’inquadrare risultati ed obiettivi importanti: per la politica, per l’ambiente, per l’energia, ma anche per le guerre, per il clima e per le trasformazioni sociali.
Invece tocca a questa timida asticciola con pennino scrivere di un fatto accaduto a Lecce, durante il passaggio del Giro d’Italia 2025. Un episodio di cronaca, al tempo ignorato dai media, che oggi diventa una storia di Natale: commovente per la sua semplicità e profondità.
E partiamo dall’inizio. Come si sa il Giro d’Italia è un fenomeno assolutamente unico nel suo genere sportivo, perché coniuga agonismo, fatica e visione di paesaggi; è soprattutto quel ciclismo che -se nei paesini o grandi città sfila veloce fino a lambire le porte delle case- sulle montagne fatica, soffre, quasi arranca e sempre fra due ali di folla che fanno da argini incoraggianti, a volte financo ostruttivi.
Insomma il Giro è la grande magia italiana di primavera che disegna con due ruote, oggi super tecnologiche, un affresco unico ed inimitabile: di sport vero, di impegno muscolare, di tenuta psicologica, di entusiasmo paesaggistico e di tifo popolare.
Quest’anno con l’edizione numero 108 la Corsa prese il via da Durazzo, in Albania, come per tradizione da qualche anno in qua, ovvero facendolo partire da un altro Paese. Ma la prima tappa sul suolo italiano fu da Alberobello a Lecce.
E Lecce rispose degnamente. Addirittura creando un circuito di corsa cittadino (cosi come sarebbe avvenuto poi a Roma, traguardo finale). Ma fra le tante organizzazioni di partecipazione e di coinvolgimento sportivo / spettacolare c’è stato un episodio “piccolo piccolo”, passato inosservato, che ha commosso i telecronisti RAI 2 nel raccontarlo. Un episodio a dir poco da Libro Cuore. Bisogna ricordare che nella postazione RAI sulle immagini di ripresa del Giro, da moto o da elicottero, a guidare la telecronaca c’era Francesco Pancani, con accanto Stefano Garzelli per il commento tecnico; poi c’erano gli interventi dell’ottimo Fabio Genovesi, scrittore e gustoso raccontatore di fatti e personaggi dei luoghi attraversati.
In una telecronaca diretta, successiva alla tappa di Lecce, Francesco Pancani riferì di un messaggio arrivato da Lecce, sul social #giroditalia, riguardante il passaggio dei corridori sul circuito cittadino. La voce gli si abbassò leggermente di tono e, sulle immagini in diretta della corsa verso Tagliacozzo, raccontò quanto fu postato sul social. Un gruppo di ragazzi non vedenti era stato portato dietro le transenne in prossimità dell’asfalto, perché volevano assistere con l’udito a quell’evento sportivo. Già qui ci sarebbe da commuoversi e non poco. Ma veniamo al momento più intenso. E’ noto il frastuono di applausi, urla e incitazioni da tifoseria al passaggio dei corridori. Bene, come per incanto, il pubblico in prossimità di quei ragazzi speciali smorsò completamente l’audio, per favorire loro di gustare appieno, oltre alle folate di vento del gruppo che viaggiava a 60 kmh, soprattutto il “rumore delle catene” delle bici.
Quel rumore che normalmente provoca la catena di una bici, pedalando, nel trasferire la rotazione dalla corona grande a quella piccola, per farla muovere. Noi più fortunati guardiamo la maglie, i colori delle squadre, le vetture ammiraglie, le moto di ripresa, i mezzi al seguito….! A quei ragazzi bastava sentire il forte ronzio delle tante catene e dei tanti rapporti per immaginare quantità, figure, sforzi e forse chissà anche colori. Nel leggere il messaggio Pancani, palesemente coinvolto, aggiungeva il rammarico di non averlo saputo quando era in telecronaca a Lecce. Alla sua voce si aggiungeva quella di Stefano Garzelli con un groppo in gola.
E Fabio Genovesi sicuramente ne trarrà spunto letterario. Parlare di commozione è cosa facile, fermarsi a pensarci su diventa elegia del mondo interiore. A Lecce è successo questo.
Oggi, a consuntivo, è proprio una storia di Natale.