IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

L’Europa, origini, visione e necessità di rigenerazione

Stati Uniti d'Europa

di Riccardo Rescio

Il termine Europa affonda le radici nella mitologia greca, Europa era una principessa fenicia rapita da Zeus, trasformata in toro, che la portò a Creta.
Simbolicamente, questo mito rappresenta l’incontro tra Oriente e Occidente, un tema ancora centrale oggi.
Tuttavia, l’uso politico del termine risale agli antichi Greci, che identificarono l’Europa come entità geografica e culturale distinta dall’Asia. Erodoto, nel V secolo a.C., ne parlò già come di un continente con identità propria.
Conoscere i personaggi che nel tempo nei loro scritti hanno evidenziando idee e progetti unitari, contribuendo a definire il concetto di Europa, è importante per capirne l’origine e per farla divenire quello che deve finalmente essere.

Erasmo da Rotterdam (1466–1536) nel saggio “Querela Pacis” (1517), condannò le guerre tra principi cristiani e promosse l’unità culturale e morale dell’Europa basata sull’umanesimo e sul cristianesimo. La sua frase emblematica “La guerra è dolce per chi non la conosce” Carlo V d’Asburgo (1500–1558), Imperatore del Sacro Romano Impero, cercò di unificare l’Europa sotto un’unica autorità cristiana, sebbene il suo progetto naufragò per via della Riforma protestante e dei conflitti con la Francia. La sua visione era un’Europa unita come “Respublica Christiana”.

Ugo Grozio (1583–1645), padre del diritto internazionale con “De Jure Belli ac Pacis” (1625), propose regole comuni per risolvere i conflitti tra Stati europei, gettando le basi per un ordine giuridico continentale.
Il Duca di Sully (1560–1641), Ministro di Enrico IV di Francia, ideò il “Grand Disegno” (1638), un progetto di federazione europea di 15 Stati cristiani, con un consiglio comune per prevenire le guerre.
William Penn (1644–1718), nel saggio “Per la pace presente e futura d’Europa” (1693), propose un parlamento europeo con rappresentanti degli Stati per arbitrare le dispute, anticipando l’idea di governance sovranazionale.
Gottfried Wilhelm Leibniz (1646–1716) Filosofo e diplomatico, sostenne l’unità culturale europea contro le minacce esterne (come l’Impero ottomano) e promosse collaborazioni scientifiche transnazionali.

Charles-Irénée Castel de Saint-Pierre (1658–1743), nell’opera “Progetto per una pace perpetua” (1713), immaginò una lega di Stati europei con un’assemblea permanente per garantire sicurezza collettiva, ispirando futuri federalisti. Montesquieu (1689 – 1755), con “Lo spirito delle leggi” (1748), analizzò i sistemi politici europei, teorizzando la separazione dei poteri e il valore del pluralismo come fondamento della civiltà europea
Jean-Jacques Rousseau (1712–1778), nel “Progetto per una pace perpetua” (1761), riprese le idee di Saint-Pierre, proponendo una federazione europea volontaria per evitare conflitti.

Voltaire (1694–1778), nell “Saggio sui costumi” (1756), celebrò l’Europa come spazio di scambi culturali e progresso, definendola “una sorta di grande repubblica” divisa in nazioni ma unita dalla ragione.
Immanuel Kant (1724–1804), con “Per la pace perpetua” (1795), teorizzò una federazione di Stati repubblicani europei basata sul diritto cosmopolitico, anticipando l’idea di un’Unione Europea democratica.
Edmund Burke (1729–1797), critico della Rivoluzione francese, sottolineò l’importanza della tradizione giuridica e culturale europea come base per l’ordine continentale. Napoleone Bonaparte (1769–1821), con le sue campagne militari (1799–1815), tentò di unificare l’Europa sotto il controllo francese, mescolando ideali rivoluzionari e imperialismo. Sebbene fallimentare, il suo progetto alimentò il dibattito sull’unità continentale.
Nel contesto moderno, l’idea di un’Europa unita emerse con forza dopo le guerre mondiali, grazie a figure come Altiero Spinelli (autore del Manifesto di Ventotene, 1941), Jean Monnete Robert Schuman, architetti del progetto di integrazione europea.

La loro visione era chiara, solo un’Europa unita avrebbe potuto garantire pace, prosperità e contrastare il nazionalismo distruttivo. L’Unione Europea, pur imperfetta, rappresenta un esperimento unico al mondo, garantendo una pace duratura dopo secoli di conflitti, l’Europa unita ha mantenuto la stabilità tra ex nemici storici.
Valori condivisi, democrazia, diritti umani e stato di diritto, sono pilastri che nessuno Stato membro, da solo, potrebbe difendere con la stessa efficacia.
Il peso geopolitico di una Europa unita, in un mondo dominato da giganti come Stati Uniti, Cina e Russia, è indispensabile per negoziare su commercio, clima e sicurezza.
Demolire l’Unione Europea significherebbe regredire a una condizione con Stati frammentati, esposti a crisi economiche, migratorie e a pressioni esterne.
Per questi e per molti altri motivi di ordine pratico per migliore vivibilità la strada da percorrere è quella di una Confederazione di Nazioni gli “Stati Uniti d’Europa”
Le crepe e le disfunzioni le incongruenze organizzative, operative e decisionali, dell’attuale struttura dell’Unione Europea sono profonde.

La burocrazia, la distanza dai cittadini e l’incapacità di evolversi attuando il Progetto Europeo di Ventotene elaborato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni nel. 1941 durante il confino antifascista, che proponeva la creazione di un’Europa federale, che superasse gli stati-nazione per poter garantire pace e cooperazione attraverso istituzioni sovranazionali. Fu un’ispirazione fondativa per l’integrazione europea postbellica, culminata poi nell’Unione Europea. Tutto questo fa apparire l’istituzione Europea poco trasparente, farraginosa e incapace di comunicare il proprio valore fondativo.


Le politiche monetarie, migratorie o sanitarie sono spesso disunite, con Stati che perseguono interessi nazionali a scapito del bene comune.
Il Parlamento Europeo ha poteri limitati rispetto alla Commissione e al Consiglio.
La soluzionen è senza ombra di dubbio una Confederazione di Stati, un modello intermedio tra l’attuale Unione e gli Stati nazionali.
Con decisioni prese al livello più vicino ai cittadini, con un governo centrale focalizzato su difesa, ambiente, fiscalità comune.
Una Democrazia partecipativa con maggiori poteri al Parlamento Europeo, referendum continentali e liste transnazionali.
Un fondo permanente per le crisi (pandemie, migranti, recessioni), finanziato da tasse europee (es. carbon tax, tassa sulle multinazionali).
Una identità culturale condivisa con investimenti in programmi educativi, artistici e mediatici che raccontino l’Europa come “casa comune”, senza cancellare le diversità nazionali.
Il mondo sta cambiando rapidamente, la vorticosa progressione tecnologia, la crisi climatica, l’intelligenza artificiale, le migrazioni epocali e le nuove guerre richiedono risposte continentali.
Gli Stati nazionali, alcuni dei quali si possono sentire grandi nei confronti degli altri membri comunitari, sono comunque troppo piccoli e insignificanti per affrontare da soli queste sfide.
Una Confederazione flessibile permetterebbe di preservare le sovranità nazionali in settori sensibili (cultura, istruzione), ma di unire le forze laddove necessario (difesa, economia verde, digitale).

Questo equilibrio è l’unico modo per evitare il collasso dell’UE e, al tempo stesso, rilanciarne lo slancio.
Come scriveva Victor Hugo nel 1849: «Verrà un giorno in cui tutte le nazioni del continente europeo si fonderanno in una stretta unità»*. Quella visione oggi è a un bivio, o si trasforma in una Confederazione dinamica, capace di coinvolgere i cittadini e agire con coraggio, o rischia di sgretolarsi sotto i colpi del populismo e dell’impotenza.
L’Europa moderna è un crogiolo affascinante di visioni e contraddizioni, ogni idea ha lasciato un’eredità che ancora oggi risuona, e da oggi ogni idea è necessarie e indispensabile per rigenerarla.
L’Europa non va demolita, ma rigenerata non per idealismo, ma per realismo. Perché senza un’Europa unita, nessuno dei nostri Stati potrà garantire un futuro ai propri figli.
Firenze 16 marzo 2025

Credito di immagine : https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Flag_of_the_United_States_of_Europe.png


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