Lo Statere d’argento di Egina la prima moneta greca e dell’Europa
Egina fu la prima città‑stato nello spazio greco ed europeo a coniare una propria moneta, gli stateri, intorno al 575 a.C. Come simbolo per le prime emissioni venne scelta la tartaruga marina, sostituita in seguito da quella terrestre. Si tratta della moneta più antica d’Europa, nonché della prima moneta internazionale d’argento, poiché si diffuse nei mercati del Mediterraneo e dell’Oriente.
Vivendo su un’isola rocciosa con poche terre coltivabili, gli Egineti si rivolsero presto al mare. Con la loro flotta divennero rapidamente importanti commercianti del Mediterraneo. Fondarono anche colonie, come Cidonia a Creta e Naucrati in Egitto. L’uso della moneta era apparso per la prima volta sulle coste occidentali dell’Asia Minore, nelle regioni della Lidia e della Ionia. I continui viaggi degli Egineti lungo le rotte marittime li misero in contatto con questo nuovo mezzo di scambio.
Gli stateri di Egina superarono presto i confini della città che li aveva emessi. Si diffusero non solo nello spazio greco, ma anche nei mercati del Mediterraneo. Penetrarono perfino in Oriente, dove circolavano le monete dei Persiani. Così divennero la prima moneta internazionale d’argento.
L’argento per le prime emissioni proveniva dalle miniere del Laurio o da quelle di Sifno. Questa iniziativa è probabilmente collegata al fatto che, essendo l’isola l’unica presenza greca nella fondazione della comunità commerciale di Naucrati nel delta del Nilo, gli Egineti erano entrati in contatto con i popoli dell’Oriente e soprattutto con i Lidi, inventori della moneta.
Gli Egineti applicarono un proprio sistema ponderale. Ogni statere pesava 12,4 g. Il peso dello statere variava notevolmente da regione a regione, a seconda del sistema ponderale adottato da ciascuna zecca. Il peso era un parametro fondamentale delle monete antiche, poiché il loro valore era legato alla quantità di metallo contenuta. La produzione delle monete seguiva regole ponderali precise. Ogni sistema aveva un’unità monetaria di base, sulla quale si calcolavano sottomultipli e multipli. Per esempio, Atene seguiva il sistema attico (tetradramma di 17,4 g), Egina quello egineta (statere di circa 12,4 g), mentre Corinto quello corinzio (statere di 8,6 g). La produzione monetaria dell’antichità fu enorme: esistevano numerosi sistemi ponderali, diversi a seconda delle regioni e delle epoche.
Il sistema ponderale egineta si affermò come uno dei più importanti e influenzò molte zecche del mondo antico, poiché gli stateri di Egina furono tra le monete più diffuse del mondo greco per circa quattro secoli, e sono stati rinvenuti in regioni come l’Egitto e Persepoli. L’unità di peso delle monete eginetiche fu ampiamente utilizzata anche da altre città della Grecia, di Creta e dell’Asia Minore.
È noto che, prima che le città di Creta coniassero le proprie monete nel V secolo a.C., usavano come moneta ufficiale dell’isola proprio quella di Egina. Alcune delle “tartarughe” potrebbero essere state coniate a Cidonie, una regione cretese conquistata e colonizzata dagli Egineti (Erodoto, Storie, 3.59). Dopo Egina, seguirono Corinto e Atene nella coniazione di monete d’argento nella Grecia continentale.
Come leggiamo nel Cronico di Paro (un elenco marmoreo del III sec. a.C. che registra eventi e figure importanti della storia greca antica):
«Da quando Fèidone l’Argivo rese pubblici i pesi e le misure e fece coniare una nuova moneta d’argento a Egina, undicesimo discendente da Eracle, nell’anno 631, quando Ferécleo regnava ad Atene…»
Questa è forse la più antica testimonianza sulla “tartaruga” di Egina, che conferma storicamente che fu la prima moneta greca ed europea in forma di vero e proprio conio.
La tartaruga fu raffigurata sugli stateri dall’inizio alla fine della monetazione di Egina. Inizialmente venne usata la tartaruga marina, poi quella terrestre. Già nell’antichità le monete di Egina erano chiamate semplicemente “tartarughe”, poiché divennero una sorta di identità nazionale e il simbolo distintivo della città. La scelta della tartaruga non riflette solo la fauna dell’isola, ma soprattutto la potenza della cantieristica e della navigazione greca. Era anche simbolo di Afrodite, protettrice dei viaggi e del commercio marittimo; inoltre, l’incavo quadrato sul rovescio rappresentava in forma schematica un uomo in cammino.
In origine gli stateri eginetici presentavano una grande varietà nel disegno dell’incavo quadrato sul rovescio. Dopo il 470 a.C., il rovescio assunse una forma relativamente stabile (skew pattern). Questa forma si consolidò nel corso del V secolo a.C., con l’aggiunta di alcuni simboli.
A partire dalla metà del V secolo a.C., nel 431 a.C., gli Ateniesi conquistarono l’isola ed espulsero gli Egineti. Con il dominio ateniese, la tartaruga terrestre sostituì quella marina sulle monete. Secondo alcuni, questo cambiamento segnò anche la perdita della potenza navale dell’isola. La monetazione si interruppe e riprese verso la fine del secolo, quando gli Egineti poterono tornare nella loro patria.
Giórgis Vidákis
Maria S. Karanika, Archeologa
alphapolitismos.gr
Nikólaos Kátris
