IL PENSIERO MEDITERRANEO

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L’UNESCO torna sulla questione per la restituzione alla Grecia dei marmi del Partenone

La Grecia, il mondo della cultura, la storia da decenni inseguono l’ottusa ostinazione del British MUseum nel non voler restituire i reperti che furono sottratti dal Partenone di Atene. Non desidero assolutamente entrare nell’ambito dell’ultra secolare diatriba sulle modalità di acquisizione di detti reperti, se attinenti ad una e vera spoliazione, o ad un regolare acquisto.

Sta di fatto che il mondo dal XIX secolo, penso, abbia fatto dei passi avanti, anche se l’attuale guerra in Ucraina, ovviamente, ci fa pensare diversamente, per cui ritenere che questi reperti debbano far ritorno ad Atene, sia una legittima aspirazione non solo del Popolo Greco.

Avrei capito se ci fosse stato il pericolo o il sospetto di una cattiva custodia, ma a quanto pare dalla fine della seconda guerra mondiale, Atene ha saputo proteggere ed esaltare al meglio il suo patrimonio artistico e culturale. Per fortuna, ma non so quanto potrà pesare, anche l’UNESCO è intervenuto in merito.

L’apposita Commissione Intergovernativa  per la Promozione della Restituzione dei Beni Culturali ai Paesi d’Origine (ICPRCP) dell’Unesco, il 27 e il 28 settembre u.s. ha adottato la Decisione 22.COM 17 con la quale ha chiesto al Regno Unito di riconsiderare la propria posizione e avviare un dialogo con la Grecia ai fini della restituzione dei marmi del Partenone dal 1816 custoditi presso il British Museum di Londra.

Parte del fregio interno del Partenone all’interno del British Museum (fonte: Wikipedia)

Si tratta di 17 statue, 15 metope e 75 metri del fregio interno del tempio.

I marmi, considerati il capolavoro di Fidia, risalgono all’età di Pericle (V secolo a.C.); noti come i marmi di Elgin dal nome del conte di Elgin, il diplomatico Thomas Bruce che finanziò interamente lo scavo (terminato nel 1812) e il trasporto in Inghilterra, furono venduti dallo stesso conte al governo britannico ad un prezzo anche inferiore a quello offerto da altri acquirenti, tra cui Napoleone, purché i marmi fossero collocati all’interno del British Museum.

Il Partenore (fonte: Wikipedia)

Come è noto, da oltre due secoli la Grecia reclama invano la restituzione dei suoi marmi.

L’ultimo, in ordine di tempo, secco diniego è del primo ministro britannico, Boris Johnson, che apertamente, in una intervista a marzo 2021, ha ribadito la posizione di Londra, secondo la quale i fregi “erano stati acquisiti legalmente da Lord Elgin secondo le leggi dell’epoca e sono legalmente di proprietà del British Museum”.

La Ministra della cultura della Grecia, Lina Mendoni, ha richiamato la Decisione del Comitato Unesco affermando, al contrario, che “la questione non è solo una questione del British Museum”, come si sostiene da parte britannica, ma è “di natura intergovernativa” e che “la Grecia ha un diritto valido e legale per richiedere la restituzione delle sculture al loro luogo d’origine”.

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