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L’universo su carta di Sandro Chia alla Fondazione Biscozzi | Rimbaud: tra ironia e memoria pittorica.

L’universo su carta di Sandro Chia alla Fondazione Biscozzi | Rimbaud: tra ironia e memoria pittorica.

Cento opere su carta per un’indagine approfondita dell’immaginario di Sandro Chia, artista di punta della Transavanguardia, in una mostra che, pur concentrandosi su un aspetto specifico della sua produzione, riesce a restituire la complessità del suo linguaggio. I due pittori. Opere su carta 1989-2017, allestita allaFondazione Biscozzi | Rimbaud ETS di Lecce, a cura diLorenzo Madaro, è un progetto espositivo che si inserisce in una più ampia riflessione sul ruolo dell’arte italiana negli anni Ottanta e sulle sue interazioni con il contesto internazionale.

L’universo su carta di Sandro Chia alla Fondazione Biscozzi | Rimbaud: tra ironia e memoria pittorica.
Ritratto di Sandro Chia.
Per gentile concessione della Fondazione Biscozzi Rimbaud di Lecce.

L’esposizione si configura come un viaggio nella dimensione intima del disegno e della pittura su carta, medium che, nella pratica di Chia, si rivela spesso autonomo rispetto alla coeva produzione su tela. Attraverso un corpus selezionato con cura, la mostra svela le dinamiche interne alla sua poetica: una pittura che è al contempo esuberante e controllata, ironica e malinconica, capace di un dialogo costante con la storia dell’arte senza risultare mai sterile citazionismo.

Tra citazione e metamorfosi: il lessico visivo di Chia

Il titolo della mostra richiama una delle opere più celebri dell’artista, Due pittori al lavoro, suggerendo un doppio sguardo: quello dell’artista che crea e quello dell’artista che riflette su sé stesso e sulla propria pratica. Questa duplicità permea tutta la produzione di Chia, che, con un segno potente e riconoscibile, gioca con riferimenti alla tradizione – da Masaccio a Picasso, da Rubens a de Chirico – trasformandoli in visioni dinamiche e surreali.

Le opere esposte presentano un repertorio di figure umane, corpi in tensione, simboli e allegorie, in cui l’identità dell’artista sembra continuamente ridefinirsi. Pinocchio, presenza ricorrente, diventa l’emblema di questa metamorfosi perpetua, un alter ego dell’artista stesso, sospeso tra invenzione e realtà. L’ironia, cifra distintiva di Chia, si manifesta in scene buffe, amori improbabili, solitudini sospese, dove il colore gioca un ruolo fondamentale nel rendere plastici i volumi e nel dare vibrazione emotiva alle figure.

L’universo su carta di Sandro Chia alla Fondazione Biscozzi | Rimbaud: tra ironia e memoria pittorica.

Il ruolo del disegno nell’opera di Chia

Il disegno, lungi dall’essere un mero strumento preparatorio, si afferma nella mostra come un territorio autonomo di sperimentazione, un luogo in cui l’artista elabora soluzioni formali con una libertà che la pittura su tela talvolta non permette. La scelta curatoriale di indagare esclusivamente la produzione su carta si rivela dunque vincente, poiché consente di cogliere le stratificazioni del pensiero visivo di Chia, il suo metodo di lavoro basato su continue variazioni e ripensamenti, il suo rapporto quasi ossessivo con l’immagine.

L’approccio curatoriale di Lorenzo Madaro, esperto del periodo e docente all’Accademia di Brera, è rigoroso e al tempo stesso capace di restituire al visitatore l’energia pulsante dell’opera di Chia. Il percorso espositivo si sviluppa in una narrazione fluida, dove ogni disegno dialoga con gli altri in un gioco di richiami e rimandi interni, evitando il rischio di una lettura meramente cronologica o didascalica.

L’universo su carta di Sandro Chia alla Fondazione Biscozzi | Rimbaud: tra ironia e memoria pittorica.

Un omaggio a una stagione cruciale dell’arte italiana

Questa mostra si inserisce in un progetto più ampio della Fondazione volto a ripensare il ruolo della Transavanguardia e, più in generale, dell’arte italiana degli anni Ottanta in una prospettiva storica. Come sottolinea Dominique Rimbaud, presidente della Fondazione, si tratta di un’occasione per avvicinare il pubblico a un artista la cui opera continua ad affascinare per la sua capacità di unire immediatezza e profondità, ironia e classicità.

Il catalogo, edito da Dario Cimorelli Editore, con il saggio di Madaro e un’ampia sezione scientifica curata da Simone Melis, contribuisce a rendere questa esposizione un’importante occasione di studio e riscoperta.

Nel panorama espositivo italiano, I due pittori rappresenta un appuntamento imperdibile per chi voglia comprendere non solo la poetica di Chia, ma anche il valore della pittura come atto di resistenza e rielaborazione del passato in chiave contemporanea.

Articolo di Antonella Buttazzo

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