L’uomo che cambiò il mondo… sedendosi. La storia (spassosa) dell’inventore del water
le curiosità di Zornas
Se qualcuno vi chiedesse quale sia stata l’invenzione più importante dell’umanità, probabilmente rispondereste la ruota, il fuoco, la bussola, l’elettricità, Internet o magari l’intelligenza artificiale.
Quasi nessuno direbbe: il water.
Eppure, fate una prova. Domani mattina svegliatevi e immaginate che il water sia improvvisamente sparito dalla faccia della Terra.
No, forse è meglio non immaginarlo troppo.
In pochi minuti capireste che esistono invenzioni che cambiano la storia e altre che… salvano la giornata.
Per migliaia di anni l’essere umano si è arrangiato come poteva. Gli antichi Romani, bisogna riconoscerlo, erano avanti. Avevano acquedotti, fognature e persino latrine pubbliche. L’unico piccolo dettaglio era che la privacy non era ancora stata inventata. Si sedevano tutti in fila, uno accanto all’altro, come al cinema, con la differenza che il film era decisamente meno interessante. Pare che lì si discutesse di politica, affari e perfino di sport. Immaginate oggi una riunione di condominio organizzata nello stesso modo. Probabilmente durerebbe molto meno.
Con il Medioevo, però, la situazione peggiorò. Molte città europee adottavano un sistema di smaltimento dei rifiuti estremamente semplice: aprire la finestra e affidarsi… alla legge di gravità. Passeggiare per strada richiedeva un misto di coraggio, riflessi pronti e una buona dose di fortuna. Non a caso, alcuni storici sostengono che gli ombrelli sarebbero stati utilissimi già allora, anche se non per la pioggia.
Per fortuna arrivò il 1596. Un eccentrico gentiluomo inglese, Sir John Harington, scrittore, poeta e figlioccio della regina Elisabetta I, ebbe un’idea che avrebbe cambiato la vita di miliardi di persone. Progettò un gabinetto con scarico ad acqua e lo installò addirittura per la sovrana.
Pensate alla scena.
«Maestà, ho un regalo rivoluzionario.»
La regina, probabilmente, si aspettava un gioiello.
Invece ricevette… un water.
Bisogna ammettere che come dono era piuttosto originale.
L’invenzione funzionava, ma aveva qualche difetto. Consumava moltissima acqua e lo scarico produceva un rumore tale da far pensare che nel castello fosse scoppiato un temporale. Non proprio l’ideale per una regina che desiderava un po’ di tranquillità.
Ci vollero ancora quasi due secoli perché altri inventori perfezionassero il sistema, introducendo il sifone e migliorando gli impianti fognari. Ed è proprio quel piccolo sifone, nascosto dietro la ceramica e ignorato da tutti noi, il vero eroe silenzioso della vicenda. È lui che impedisce agli odori di fare il viaggio di ritorno. Un dettaglio tecnico? Forse. Ma anche una delle più brillanti idee della storia dell’ingegneria domestica.
C’è poi una curiosità linguistica che merita un sorriso. Noi italiani diciamo tranquillamente “water”. Gli inglesi, invece, quasi mai. Preferiscono parlare di toilet, loo o bathroom. È uno di quei misteri linguistici per cui noi usiamo con entusiasmo una parola inglese… che gli inglesi hanno praticamente pensionato. Un po’ come se loro chiamassero ancora l’automobile “carrozza a cavalli”.
Ma il vero miracolo del water non è quello di aver reso più comode le nostre abitazioni. È quello di aver contribuito a salvare milioni di vite. Le moderne reti fognarie hanno ridotto drasticamente la diffusione di malattie terribili come il colera, il tifo e la dissenteria. In altre parole, dietro quel tranquillo sanitario bianco si nasconde uno dei più grandi alleati della salute pubblica.
Eppure nessuno gli dedica monumenti.
Non esiste una “Piazza del Water”.
Non si organizzano festival internazionali in suo onore.
Nessuno porta un mazzo di fiori davanti al sifone.
Una certa ingratitudine, bisogna riconoscerlo.
La prossima volta che entrerete in bagno, fermatevi un secondo. Guardate quel silenzioso trono di ceramica con occhi diversi. Non sarà romantico come una gondola veneziana, non sarà emozionante come un razzo spaziale e non finirà mai sulla copertina di una rivista di design… ma poche invenzioni hanno migliorato la qualità della vita dell’uomo quanto lui.
In fondo, il progresso non è fatto soltanto di satelliti, robot e intelligenza artificiale.
A volte è fatto anche di un semplice gesto: tirare uno sciacquone e pensare, con un sorriso, che qualcuno, oltre quattro secoli fa, ebbe la brillante intuizione di rendere il mondo… un posto decisamente più civile.
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