L’UOMO NON CERCA LA PACE
di Eliano Bellanova
Che l’uomo non cerchi la pace è dimostrato dai conflitti internazionali e sociali.
Se l’uomo cercasse la pace, la pace regnerebbe in tutto il mondo. Invece non è così.
La maggior parte delle persone fa dei conflitti e dei litigi una ragione di vita. Anzi molti non sono contenti se non vivono in stato costante di conflitto e attrito sociale.
Si parla contro le armi e, invece, le armi sono l’industria più fiorente del mondo, quella per cui “menti eccelse” si sprecano per metterla disposizione di politici guerrafondai e criminali.
Poi si va alla ricerca di una “causa di forza maggiore” e si riesce a trovarla. Le guerre hanno perfino una ragione d’essere morale e sociale, che si racchiude nella “necessità politica”.
Per questo il mondo è sempre sul filo del rasoio e le guerre sono minacciate e “prodotte”. In tempi di pace si costruiscono armi in vista di una nuova guerra. E quando la pace è lunga le armi che si costruiscono sono ancora più efficaci e distruttive. Forse se la pace fosse circoscritta a un periodo di tempo limitato, sarebbe addirittura meglio, per quanto ciò possa apparire paradossale.
base vi è il principio dell’aggressività, un principio insito nella natura degli esseri viventi ed elevato nell’uomo alla massima potenza.
Le aggressioni familiari sono “la cellula primaria” delle aggressioni sociali, da cui si generano conflitti e tragedie.
La guerra si rivela addirittura come una soluzione-tampone all’aggressività familiare, sociale e, in genere, umana.
Il pericolo comune fa diventare gli uomini, fratelli. In guerra le persone si compattano per combattere il nemico. In pace il nemico lo cercano in ogni caso e in tutte le maniere.
Esistono soluzioni a questo complesso di “cose”? si dovrebbe cambiare radicalmente la mentalità umana, ma tutto ciò è più facile a dirsi che a farsi.
Gli uomini di Stato inventarono le tavole rotonde, un ritrovato contro l’egemonia dei vertici e di coloro che “comandano” e reggono le sorti del mondo. Le tavole quadrate o rettangolari presentano spigoli e quindi è meglio smussarli – si pensò. Le tavole rotonde sono simbolo di un pensiero migliore e mirano al confronto proficuo di idee e filosofie. Eppure non sono servite, in quanto non è certo una formula geometrica in grado di risolvere i problemi della Terra.
Da molto tempo le rubriche degli incontri preludono al litigio e non allo scambio di idee. L’uomo è felice quando impone il suo modo di pensare, non quando lo confronta con quello altrui, senza la pretesa di essere superiore.
Per questo motivo dall’essere “migliore” nascono le teorie della guerra. In effetti l’uomo buono non ha mai regnato e governato. Di lui il mondo intero non ha parlato in nessun tempo. Romanzi, libri, opere letterarie e artistiche trovano meglio rappresentare “il cattivo” anziché il “buono”. Per questo il progresso dell’umanità è dovuto ai “cattivi”, a coloro che meglio interpretano l’animo umano.
I buoni, i nobili e i pacifisti sono un ostacolo al progresso, in base alle teorie filosofico-politiche di ogni tempo.
I cosiddetti “grandi uomini” sono stati coloro che hanno mandato i “buoni” a combattere. I “buoni” non volevano farlo, ma sono stati costretti a farlo. E quando hanno partecipato del sistema dei cattivi, si sono sentiti eroi. Medaglie d’oro, d’argento e di bronzo e per i grandi meriti, sono state conferite a chi si era distinto in guerra. Chi si era distinto era in fondo colui che aveva ammazzato quanti più “nemici” possibile. Gli eroi tornavano lerci di sangue e a loro si sono intitolate piazze, vie e palazzi.
Il trono sorge sulla melma, sul disonore e sulle tragedie.