L’urlo di Gaza

Dipinto di Massimo Marangio
di Paolo Protopapa
Fino a quando un popolo, per mille motivi, non si istituisce, rimane (manzonianamente) “un volgo disperso che nome non ha”. Volgo significa “dissoluta multitudo” (T. Hobbes), cioè sommatoria di persone senza capacità di auto-istituirsi e di organizzarsi secondo il principio essenziale della sovranità politica, cioè della emancipazione da ogni violenza e menomazione giuridica interna ed esterna.
La terroristica Hamas (succeduta al socialismo arafattiano di Al Fatah) e la destra integralista sionista omicida israeliana vietano sovranità ai Palestinesi e ne distruggono qualunque presupposto ideologico redentivo. Perciò il gangster Trump, palesemente antieuropeo, sposa cinicamente politiche antidemocratiche e posture liberticide. In tal modo egli trascina ed aggrega uno Stato come Israele (di già delicatissimo e problematico impianto laico e democratico) in scelte tiranniche e, anch’esse, terroristiche.
Di qui la terribile condizione di un assetto internazionale, che, da un lato, piega gli Stati ad una politica di potenza omicida e, dall’altro lato, trasforma la crisi del diritto internazionale in riproduzione malvagia della mostruosità del dominio della forza nella politica. Putin e Nethaniau, con la complicità trumpiana, si configurano, pertanto, come i novelli, fino a ieri inimmaginabili, Leviathan contemporanei. Sicché gli effetti del massacro antipalestinese oltrepassano per gravità la stessa, iperbolica responsabilità ‘suicidiaria’ di Israele (Anna Foa) e divengono aggressione generale e paradigmatica alla convivenza e alla ‘autodeterminazione dei popoli’. Principio, questo, roosveltiano, ma anche risultato epocale del migliore costituzionalismo delle ‘Societá Aperte’ occidentali, a partire dalla vittoria contro il nazifascismo e la lotta democratica contro i totalitarismi novecenteschi. In questo panorama, più simile ai regimi di guerra che non a quello delle comunità democratiche, l’assenza dell’Europa, e di un suo essenziale ruolo politico nell’agone internazionale, manifesta il vulnus più acuminato alla convivenza nel Mediterraneo e alla pace del mondo.
Ecco perché dall’agonia di Gaza e dal suo urlo di dolore impareremo drammaticamente se e quanto l’azzardo democratico universale potrà continuare ad essere ideale congettura storica, oppure rovinare in fola ipocrita e immaginaria di violenza e decadenza dei popoli.