IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

di Eliano Bellanova

… era il Mar Mediterraneo…

… era il Mare Nostrum…

Nel tempo il Mar Mediterraneo è stato sempre qualcosa, non senza l’aspirazione di essere ancor di più…

Gli appetiti di potenti nazioni si sono concentrati spesso nel Bacino Mediterraneo: dagli antichi Egizi, Greci, Persiani, Romani, Cartaginesi, Bizantini, Vandali, Arabi, Turchi, Spagnoli, Francesi, Inglesi, Russi e infine Americani…

Presenza ha assunto spesso il significato di proficui incontri economici, culturali e religiosi e di interessi e guerre. Il Mediterraneo è stato davvero un grande teatro, in cui l’alterna onnipotenza dei destini umani ha dettato leggi basate sui rapporti di forza.

Le cosiddette “zone calde” hanno sempre disturbato le acque in se stesse pacifiche del Mediterraneo…

La “logica degli Stretti” ha imposto i suoi comandamenti, generando scontri di gigantesche proporzioni. Quando c’era la corsa all’oro, c’era di scena il Mediterraneo; quando l’oro si è tinto di nero, gli interessi sono stati sempre più importanti e… pericolosi.

Mappa geografica del mediterraneo

Subito dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la gente di ogni estrazione e cultura vociferava “è successo tutto per lo Stretto di Suez”.

Il Mediterraneo, quindi, “colpevole” inconsapevole, come inconsapevoli furono Ferdinand de Lesseps Luigi Negrelli, “incoscienti” generatori di dissidi di ogni ordine e grado…

L’altro Stretto, quello di Gibilterra, è un collegamento naturale, mentre il Canale di Suez rappresenta un “collegamento artificiale”. Le compagnie di navigazione pagavano e pagano… dazio per il transito delle loro navi.

Gestito dapprima da potenze straniere (soprattutto Gran Bretagna), il Canale di Suez divenne egiziano quando l’ingerenza inglese cessò.

Il Presidente Nasser “condusse” il Canale verso l’Egitto, mentre il Sinai divenne luogo di scontro con gli Israeliani, che avevano coronato il sogno millenario di uno Stato ebraico indipendente, dopo le illusioni di Balfour e Churchill

L’Italia nel Mediterraneo ritornò ad avere qualche importanza nel periodo fascista, allorquando Benito Mussolini tentò di rinverdire i fasti dell’epoca Romana.

Quando il sogno italiano naufragò a dominare il Mediterraneo non c’erano più gli Inglesi, pur vittoriosi, ma gli Stati Uniti d’America.

La Gran Bretagna, prevalentemente coloniale, dovette arrendersi alle sue stesse istanze di libertà, perdendo a poco a poco il suo vasto Impero. Naufragarono i sogni delle dittature continentali e, paradossalmente, quelli dell’Impero Inglese.

Quando a Giorgio VI succedette la figlia Elisabetta II l’Impero Britannico era in fase di netta decadenza. Il lungo regno della seconda Elisabetta non solo non è paragonabile al periodo di Elisabetta I, ma neppure a quello della Regina Vittoria. Se l’odierna Elisabetta non ha potuto rinverdire i fasti trascorsi, a sua volta l’Italia non è certo in grado di contare “qualcosa” nel Bacino Mediterraneo.

In fondo… se i politici del periodo fascista e del dopoguerra erano dotati di qualche talento, quelli odierni rappresentano la farsa e la parodia. E per quanto l’attuale Ministro degli Esteri possa prodigarsi per far qualcosa, è pur sempre un simbolo della decadenza italiana.

La lunga storia del Mediterraneo non è tuttavia giunta all’epilogo.

Vi sono infatti nazioni emergenti, in cui albergano volontà e spirito di sacrificio, ma anche intelligenza e ardimento, che nel “progetto di vasta area mediterranea” (nome dovuto alla mia persona e per il quale mi prodigai senza successo sin agli inizi di questo secolo, imbattendomi per circa un ventennio in forze politiche incapaci di capirlo) potrebbero trovare un “loro perché”, un “loro significato”, insegnando all’Italia che la vuota, sciocca, inconcludente politica dei parolai perdigiorno è finita e che i fatti sono importanti e non le parole.

La politica italiana è paradossale e sciocca perché mentre annette importanza alle stupidaggini, non si cura di cose serie e importanti. Rappresenta la conseguenza di un popolo che elegge spesso persone inette e prive di ogni parvenza di programmazione intelligente. I politici di governo italiani, nel mentre sono ambiziosi e “affaristi”, non sono certamente adatti a una grande politica. Essi non hanno né genio, né talento e si perdono in bizantinismi per interromperli soltanto allorquando sentono odore di denaro.

L’Italia è colpevole di pagare lautamente e incoscientemente i peggiori politici dell’universo, che possono essere paragonati soltanto a quelli della Nigeria, una nazione ricchissima che vive in estrema povertà.

Il progetto di vasta area mediterranea sarà patrocinato dall’Egitto, uno Stato che sente in sé più responsabilità di un’Italia imbrigliata nell’andirivieni sul covid-19 e speculazioni su mascherine e vaccini.

Mare Nostrum?… L’Italia ha in casa la tragedia del… “Mare Monstrum” e degli “annales funesti”, ovvero di un “registro mortuario”, che continua ad annoverare i “morti ordinari” in quelli “per/con coronavirus”, generando un “proscenio” di allarme sanitario che non ha paragoni nel cammino della storia universale.

Anche per questo a livello internazionale e nel bacino mediterraneo continueremo ad essere i “signor nessuno”, mentre è un mistero il viaggio di Renzi in Medioriente e quello di Draghi in Libia… si dice “sulle orme di Berlusconi”, in una specie di edizione del “Non-Far West”…

Eliano Bellanova

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