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Maria d’Enghien contessa di Lecce a tò Kalòn con Ida Blattmann d’Amelj, tra storia e archeologia

Evento conferenza a tò Kalòn

di Anna Stomeo

Venerdì 24 Aprile 2026 alle ore 19.00 a Martano (Lecce), presso il Centro Culturale tò Kalòn dell’Associazione Itaca Min Fars Hus la prof.ssa Ida Blattmann d’Amelj, archeologa e storica dell’arte, terrà una lectio dal titolo “Maria d’Enghien: una storia di potere al femminile”.

Sarà un’occasione eccezionale per parlare di una personalità estremamente significativa per la storia del Salento, come quella di Maria d’Enghien, contessa di Lecce e regina di Napoli, vissuta a cavallo dei secoli XIV e XV, ma anche per conoscere, direttamente da una studiosa archeologa e ricercatrice come Ida Blattmann d’Amelj, gli esiti più recenti della ricerca storica sulla figura di Maria d’Enghien, una ricerca in costante dialogo, oltre che con le fonti tradizionali, soprattutto con le scoperte archeologiche, come, in questi ultimi anni, quelle presso il Convento dei Carmelitani di Lecce.

Si tratterà pertanto non solo di una lezione di merito, che approfondirà la storia di Maria d’Enghien nel contesto specifico del tardo medioevo salentino, ma anche di una lezione di metodo, in cui l’apporto fondamentale della ricerca archeologica emergerà in tutta la sua valenza conoscitiva.

La Prof.ssa Blattmann, che gli amici di tò Kalòn già conoscono per le interessanti e puntuali lezioni tenute negli anni scorsi su tematiche di estremo interesse (ricordiamo: La ricerca archeologica nel Salento nel 2022, Ceramiche e cibo nel Salento tra Medioevo e Età Moderna nel 2023, Archeologia, paleobotanica e frutti barocchi nel 2024), proviene dall’Università di Bari dove, a suo tempo, si è laureata in lettere per specializzarsi poi in Archeologia Classica e Medievale a Lecce presso l’Università del Salento con il Prof. Francesco D’Andria, con il quale nel corso di un quarantennio ha sempre collaborato con studi e ricerche di varia importanza e articolazione, dai Messapi ai Romani e al tempio di Minerva a Castro.

Salentina di adozione, già docente di Storia dell’Arte presso il Liceo Classico Palmieri di Lecce, Ida Blattmann d’Amelj studia da quarant’anni il Salento archeologico. Specialista in ceramica medievale, è stata archeologa sul campo sin dagli anni Ottanta, partecipando a varie campagne archeologiche con la Sorbona di Parigi e con le Università di Bari e di Lecce. Ha pubblicato numerose ricerche e articoli scientifici su volumi specialistici e riviste delle Università, dei Musei e delle Sovrintendenze della Puglia.

Si è occupata anche di ceramica moderna, pubblicando alcune affascinanti collezioni private di maiolica di Laterza e Grottaglie.

Collabora con il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce ed è membro del Comitato Scientifico del Museo della Ceramica di Cutrofiano. Collabora con il Gruppo Confartigianato Ceramica per la realizzazione di contributi sulla piattaforma di Puglia Ceramica.
Ha ricevuto l’incarico dall’ Università del Salento – Dipartimento Archeologia di studio dei materiali ceramici (2014-2015) provenienti dagli scavi dell’area del Tempio di Minerva a Castro -località Capanne, responsabile il prof Francesco d’Andria.

Tra le sue ultime pubblicazioni: Cutrofiano, comunità della Ceramica, 2022 e Guida breve del Museo della Ceramica di Cutrofiano, 2024, entrambe in collaborazione con Marco Leo Imperiale e Salvatore Matteo.

Questo studio su Maria d’Enghien, con cui la prof.ssa Blattmann torna a tò Kalòn, occupa uno spazio significativo nel suo percorso di ricerca, poiché affronta la storia di Lecce e della sua Contessa in maniera originale, con una particolare attenzione archeologica rivolta ai mutamenti urbanistico-ambientali, oltre che storico-culturali della Città nella prima metà del XV secolo. Un approccio storico a tutto tondo, che non trascura il contesto naturale e ambientale, secondo le categorie di ricerca più avanzate, e che consente momenti importantissimi non solo di scoperta, ma anche di integrazione, di conferma e di efficace contestualizzazione.

Maria d’Enghien (1367-1446), erede dei Brienne e del padre Giovanni d’Enghien, moglie di Raimondello Orsini del Balzo, contessa di Lecce, principessa di Taranto e poi, una volta vedova, regina di Napoli per aver sposato in seconde nozze re Ladislao, entra nell’immaginario storico collettivo dei salentini come protagonista di un periodo per molti versi sconosciuto e remoto ai più, ma felice e aperto alla cultura umanistica, come altre regioni d’Italia. Lecce fu, nella prima metà del Quattrocento, come sostiene Blattmann, «una corte piccola ma raffinata» e Maria d’Enghien «una donna forte e determinata, moderna e attenta ai cambiamenti storico-culturali», capace di guidare il suo popolo alla resistenza e alla rivolta, ma anche promotrice di una rinascita delle arti, di un rinnovamento dell’architettura e di un Codice per il riordino delle attività economiche e amministrative della Contea di Lecce, un corpus normativo civico all’avanguardia per i tempi, anche perché redatto con documenti in volgare oltre che in latino, relativi alla vita cittadina oltre che alla attività legislativa.

Sotto questo profilo l’incontro offrirà anche l’opportunità, partendo dal titolo «Maria d’Enghien: una storia di potere al femminile», di riflettere sull’effettivo potere esercitato nella storia da tutte quelle donne che, come Maria d’Enghien, giungono “al potere” per necessità e congiuntura storica e divengono poi consapevolmente donne “di potere”, esercitando il proprio dominio con lucida autonomia e determinazione.

L’impegno di studiosa e l’esperienza di ricercatrice e divulgatrice della cultura storica e archeologica del Salento della prof.ssa Ida Blattmann d’Amelj contribuiranno ancora una volta, venerdì 24 Aprile 2026, a fare di tò Kalòn un luogo ineffabile di conoscenza, di relazione e di crescita collettiva. E anche un modo diverso e impegnato di omaggiare il 25 Aprile della Resistenza, con lo studio e l’amore per il sapere. Malgrado i tempi bui che tutti stiamo vivendo.


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