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Milano-Cortina: è giusto che l’Italia organizzi due Olimpiadi in vent’anni?

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di Pompeo Maritati

Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 rappresentano una delle scelte più ambiziose compiute dall’Italia negli ultimi anni, soprattutto se si considera che il Paese aveva già ospitato un’edizione dei Giochi nel 2006, a Torino. Organizzare due Olimpiadi in meno di vent’anni solleva inevitabilmente una domanda: è una decisione giusta per un Paese che convive con difficoltà economiche strutturali, un debito pubblico elevato e una cronica lentezza nella realizzazione delle opere?

La risposta richiede di tenere insieme costi, benefici e visione strategica. I costi complessivi stimati per Milano-Cortina oscillano tra 5,4 e 6 miliardi di euro, una cifra aumentata rispetto alle previsioni iniziali per effetto dell’inflazione, delle tensioni internazionali e della revisione di alcuni progetti. Una parte significativa di queste risorse è destinata alle infrastrutture, molte delle quali non sportive, con il rischio che alcune possano rivelarsi sovradimensionate o poco utilizzate dopo l’evento.

D’altra parte, i benefici attesi non sono trascurabili: l’impatto economico complessivo stimato è simile ai costi, con un indotto turistico rilevante, una forte visibilità internazionale e un’eredità infrastrutturale che, se ben gestita, può migliorare la competitività dei territori coinvolti. Le regioni interessate – Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige – sono già aree ad alta vocazione turistica e con una buona dotazione di servizi, il che riduce il rischio di sprechi e aumenta la probabilità che gli investimenti producano effetti duraturi.

Il vero nodo, però, non è solo economico: riguarda la capacità del Paese di trasformare un grande evento in un’occasione di sviluppo reale. Le Olimpiadi possono essere un acceleratore, ma solo se inserite in una strategia di lungo periodo che eviti opere inutili, garantisca manutenzione e valorizzi ciò che viene costruito. In caso contrario, diventano un costo che pesa sulle generazioni future. È dunque giusto che l’Italia abbia scelto di organizzare due Olimpiadi in così poco tempo?

La scelta è legittima se interpretata come un atto di fiducia nelle proprie capacità, un investimento sulla reputazione internazionale e un tentativo di rilanciare territori già forti. Ma è rischiosa se non accompagnata da una governance rigorosa, da una visione chiara e da un controllo dei costi che il Paese, storicamente, fatica a mantenere.

In definitiva, Milano-Cortina sarà stata una scelta giusta solo se l’Italia saprà dimostrare che un grande evento non è un lusso, ma un volano di sviluppo. La risposta, dunque, non è nei Giochi in sé, ma in ciò che resterà quando le luci si spegneranno.


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