Mostra Collettiva di Arte Contemporanea Elogio dell’Errore ai Circuiti Dinamici di Milano 16.2-12.3.2025 a cura di Antonia Guglielmo

di Antonia Guglielmo
La bella Associazione Culturale Circuiti Dinamici di Milano ospita dal 16 febbraio al 12 marzo 2025 la mostra collettiva di Arte Contemporanea Elogio dell’errore a cura di Antonia Gugliemo con allestimento di Lorenzo Argentino.
Se per una specie di giustizia l’utilità non fosse la misura comune della nostra stima e dei nostri elogi, la storia degli errori dell’uomo gli farebbe forse altrettanto onore quanto quella delle sue scoperte. (Diderot 1773-5)
“L’arte, eludendo il principio di utilità, si apre all’errore. Un errore proficuo se non ostinato. Ecco dunque il senso della frase iniziale”
L’errore è proficuo – perfino la natura produce ‘mostri’ – e lo è a maggior ragione nell’arte, dove il principio dell’utilità non ha senso d’esistere”.
Biasimare gli errori è considerata pratica virtuosa. Necessaria. Ma le cose, non stanno proprio così.
Nell’esecuzione creativa includere l’errore significa “mantenere una mente aperta e flessibile, abbracciare il cambiamento e fluire con esso, trovando – con il metodo di procedere per tentativi e correzioni – modi creativi per superare ostacoli, sbagli e fallimenti”.
Il bando aveva l’intento di indagare se negare o esaltare l’errore, evidenziare il processo oppure negarlo, sottolineare la strada o al contrario darne solo il risultato.
Ognuno degli artisti selezionati ha dato una risposta inaspettata e personale.
ELOGIO DELL’ERRORE 1
Talvolta ciò che è esterno a noi genera risultati a cui facciamo una sorta di “arrangiamento” per accordarci meglio alla composizione di insieme. Come nel caso dei risultati ottenuti dall’”AI”, usata da Pietro Zennaro per ottenere una scogliera e Canva in Meral Agar, dove stampe “errate” convivono in un essemble armonioso, una corrente artistica è entrata fin nelle viscere in Antonello Daniela, e vi è stato il tentativo di esorcizzare e domare l’istinto (come Chiesa vorrebbe) in Ezio Bedani, infine un sentimento come il dolore per Rossana Cavalleri, è salvifico in un percorso catartico dopo esperienze dolorose.
Talvolta queste influenze per varie ragioni ci stringono troppo e vogliamo allentare la presa quasi a liberacene, proprio come in Mazupo, che si svincola dalla tecnica fotografica per avvicinarsi a quella pittorica ed ai grandi della pittura del ‘900, come La Chigi, che si divincola da un errore che le impedisce l’incedere, attuando quello che si potrebbe definire lo shit-detector. Certamente, necessariamente, fatalmente, immancabilmente, irrimediabilmente, irreparabilmente, ineluttabilmente, senza scampo un
evento non voluto succede… e a quel punto che fare? La risposta degli artisti in mostra è stata quella di dare una seconda vita, una chance nuova alle incrinature del quotidiano.
Dicendoci che è un pregio sbagliare afferma Anna Argentino nella sua poesia, ce lo conferma anche Serena Rossi, sempre nella sua
poesia ma anche nella sua opera, in cui l’errore non spaventa, ma viene elaborato, nell’accettazione di una evoluzione non progettata nelle ceramiche (di per sé come tecnica poco controllabili) di Emanuela Faicchia, nel godimento di una nuova visione per un manufatto nato da una risposta casuale del destino nelle maglie di metallo di Simona Fantappiè, dalla nascita di un prototipo inaspettato, nato da un errore, di un gioiello di Monica Ungarelli ed infine la metacognizione messa in atto da Angelina Saura, che dà valore ad un incidente di percorso … un buco su un foglio di carta di riso.
Spesso le imperfezioni suscitano meraviglia. Nell’ “Albero ricorsivo” di Paola Zorzi un “mutante” ingloba l’imperfezione all’interno di noi stessi, al contrario fatica a convivere con l’anomalia il bronzo di Emilia Persenico dove vulnerabile e fragile è l’accettazione delle deformità fisiche.
Ci viene in aiuto nell’accettazione l’arte marziale che ci protegge dalla fragilità e rende quasi invulnerabili, in Annamaria Targher. Allo stesso modo Bennani Fausta esalta l’elemento che rompe la ripetizione e l’ordine, o esaltazione di un’idea fallita, in Alicia Iglesias. In entrambe il progetto è superato dall’esito inaspettato, dal risultato. Ma il passato torna inesorabilmente a ricordarci che non abbiamo imparato nulla, ribadisce Alex Sala monito riferito alla guerra, monito che fa dei belligeranti stessi dei criminali di guerra.
Ma poi volgendo lo sguardo in altra direzione si può comunque distinguere tra le varie tipologie di errore, alcuni di essi sono necessari altri minano la sopravvivenza per Donatella Sarchini con la sua installazione e con la sua inedita lirica. Molteplicità e interattività in Alejandrina Solares, sono messe in atto per interagire col fruitore in un’ opera performativa ed interattiva che ambisce al rilascio delle emozioni e delle tensioni accumulate. Invece importante è l’introspezione per il giusto procedere in Dino Paccagnella, dall’introspezione di se stessi infatti si comprende meglio l’intera realtà.
Ed infine essenziale è il gioco nell’’opera a quattro mani fatta con un bimbo di due anni di Daniela Poduti Riganelli, che non è un errore ma è “un pasticcio bello”.
Dunque per concludere “Come muoversi con efficacia in un mondo complicato e in gran parte incomprensibile? Come imparare a sbagliare presto, bene, senza farsi male, evitando gli errori catastrofici e soprattutto progredendo? Non evitando l’incertezza, non attuando rigidi codici comportamentali e di pensiero, per poter progredire, sviluppare più libertà e più intelligenza ricordando un aforisma attribuito a Bertrand Russell, in ogni ambito, di tanto in tanto, è salutare mettere un punto interrogativo alla fine di un’affermazione che per lungo tempo si è data per scontata.
La tolleranza dell’errore e la disponibilità ad ammetterlo, oltre che la tolleranza dell’incertezza, sono requisiti fondamentali di personalità (ed io aggiungo artisti) sane e vitali”.
(Parti del libro “Elogio dell’errore e dell’ignoranza” di Carofiglio)
Ma ho lasciato per ultimo una mia convinzione. Col gioco e con il sorriso si possono accettare meglio gli errori. Provate a mettere una penna tra i denti a formare un sorriso, una piccola azione fisica provoca uno stato emozionale differente che ci aiuta nell’affrontare in misura del tutto differente un avvenimento, persino un errore.








