Mostra d’arte a Palazzo Reale di Milano- Mario Raciti. Opere 1952 – 2025 dal 1.7 al 20.9.2026
di Serena Rossi
Palazzo Reale di Milano ospita la mostra antologica Mario Raciti. Opere 1952 – 2025 dal primo luglio al 20 settembre 2026.
La mostra “Mario Raciti. Opere 1952-2025” aperta dal 1°luglio al 20 settembre 2026 al primo piano di Palazzo Reale, intende ripercorrere l’intero itinerario artistico di Mario Raciti, dagli esordi fino agli esiti più recenti della sua ricerca, restituendone il profondo legame con Milano e con il contesto culturale che ne ha accompagnato il percorso.
Testimonianza significativa di questo rapporto è l’importante nucleo di opere acquisito dal Comune di Milano in occasione della mostra personale dedicata all’artista presso PAC Padiglione d’Arte Contemporanea nel 1988, di cui una parte è esposta in questa mostra.
L’esposizione, rappresenta così un ideale ritorno e, al tempo stesso, un coronamento del percorso artistico di Raciti nella città in cui ha vissuto e operato, e di cui la sua pittura costituisce una delle espressioni più originali e profonde. La sua opera riflette infatti una trama intensa di relazioni con il mondo culturale milanese: non soltanto con gallerie e istituzioni artistiche, ma anche con figure centrali della letteratura, della poesia e dell’editoria che hanno animato la vita intellettuale della città nel secondo Novecento.
Una mostra promossa da Comune di Milano – Cultura, prodotta da Palazzo Reale e Silvana Editoriale e a cura di Luca Pietro Nicoletti. Orari dal martedì alla domenica ore 10:00 – 19:30, giovedì fino alle 22.30 e lunedì chiuso. Ultimo ingresso trenta minuti prima della chiusura, ingresso libero.
La mostra di Mario Raciti, il grande maestro milanese dell’astrattismo, lascia un profondo sentimento di poesia dell’anima.
Era ora che Milano, la sua città, gli facesse tributo con una grande antologica in una importante sede.
Le sale iniziano con le ultime grandi opere della serie Fiori profondi con tanto bianco beige e accenni di colore e per me sono le più significative.
Dall’inizio il grande Maestro dice di non ispirarsi ad altri pittori ma musicisti e letterati e si nota la musicalità intensa nelle opere.
Una ricerca nell’astratto e nel gesto condivisa a temi attuali e storici.
Lui stesso dice cosa devo dipingere di non già detto o superato? E come? Quindi si rivolge allo spettatore con grandi domande e con intelligenza non dà risposte ma apre spunti di riflessione.
Le grandi e importanti opere esposte vanno dagli anni sessanta ad oggi e si denotano leggeri cambiamenti di registro addirittura compaiono due quadri figurativi, un interno di camera gialla alla Van Gogh e un bosco con verdi di tutte le tinte.
Il percorso offre anche al centro della terza sala in esposizione piccole incisioni su carta, splendide e delicate.
Intenso si fa il colore nel ciclo presenze assenze fino ad attenuare i toni nelle opere recenti.
Perché l’arte contemporanea non è mero esercizio di bravura nel dettaglio ma si fa profonda riflessione esistenziale nello spazio e nella ricerca. Raciti rappresenta un caso unico di fine intellettuale che regala
emozione con la pittura poetica. Importante per questo periodo in cui si perde un obiettivo in cui le guerre intorno e vicine ci destabilizzano e impauriscono.
Nasce una nuova coscienza vedendo queste opere intense e difficili, vera estensione di un procedimento del pensiero.
Mario Raciti è uno degli artisti più importanti dell’”astrazione significativa italiana.” E’ nato a Milano nel 1934; le sue prime esposizioni risalgono agli inizi degli anni ’50. Dai primi anni ’60, dopo una laurea in giurisprudenza e l’inizio dell’attività legale, si è dedicato professionalmente alla pittura.
Da allora, le sue opere hanno superato il mezzo secolo “nella continuità di un’ossessione, propria dell’artista di ogni tempo, che lo porta, attraverso vari giochi della fantasia e dei momenti, a percorrere un mondo sempre aperto all’altrove, all’”oltre”.
Espone dagli anni ’60 in moltissime gallerie private in Italia e all’Estero.
Dalle figurazioni emblematiche degli anni ’60, alle “Presenze-assenze degli anni ’70, alle “Mitologie” degli anni ’80, ai “Mistero” degli anni ’90, esponendo in questi periodi in Istituzioni quali le Quadriennali di Roma, con le personali alla Biennale di Venezia, al P.A.C. di Milano, a Palazzo Magnani di Reggio Emilia, al Museo Diocesano di Milano, al MART di Rovereto, nonché sempre in personali, alla Casa del Mantegna di Mantova, a “Dècouvertes 92” a Parigi, a palazzo Sarcinelli di Conegliano, al Chiostro si S. Domenico di Imola, alla Biblioteca Salita dei Frati di Lugano, al Morat Institut di Freiburg im B., al MAG di Riva del Garda, alla Permanente di Milano (con R. Casiraghi), al Palazzo del Broletto di Pavia (con M. De Maria) ecc.
Raciti approda dagli anni 2000 ad una pittura, che ponendo il problema di soluzioni controverse, ne forza le contraddizioni portando l’immagine a una forza drammatica quanto trasognata. Sono recenti le indagini sulle crocefissioni: “Why”, dei “Fiori del Profondo” (Proserpina dall’Ade fa nascere i fiori sulla terra per comunicare colla madre Demetra) e ultimamente: “Una o due figure”, con i fiori divenuti dardi e la “non” descrizione di irraggiungibili amplessi.


