Mostra De Oppressione di Fabio Mauri per il centenario della nascita alla Triennale di Milano fino al 15.2.2026 a cura di Ilaria Bernardi
Di Serena Rossi
Il bel palazzo storico della Triennale di Milano ospita una grande mostra di Fabio Mauri a ingresso gratuito fino al 15 febbraio 2026 a cura di Ilaria Bernardi dal titolo De Oppressione.
La mostra celebra il centenario dalla nascita di Fabio Mauri (Roma, 1926 – 2009), filosofo, editore, artista, tra i massimi esponenti dell’avanguardia italiana, il cui lavoro ha affrontato e anticipato tematiche sociali diventate oggi urgenti. A partire dalla fine degli anni Sessanta, Fabio Mauri ha prodotto un importante nucleo di opere su cultura, identità e ideologia, mettendo in evidenza come, nella storia dell’umanità, questi concetti siano stati spesso motivo di sopraffazione agita o subita da popoli e da singoli individui. Il percorso espositivo mette in evidenza la riflessione che l’artista ha condotto sul tema dell’oppressione nelle sue possibili declinazioni.
La mostra riporta delle storiche opere dell’artista e molto materiale fotografico da cui si può dedurre il grande impegno culturale di Mauri che è stato una pietra miliare nell’arte del Novecento italiano.
Fabio Mauri (Roma, 1926-2009) è stato un intellettuale, artista e docente italiano tra i protagonisti dell’avanguardia del secondo dopoguerra. Noto per le sue riflessioni su memoria, ideologia e mass media, ha introdotto lo “schermo” come forma simbolica centrale. Fondatore di riviste (Il Setaccio, Quindici), ha esplorato performance, installazioni e pittura, affrontando temi come fascismo, guerra e Shoah.
Formazione e contesto: Cresciuto in un ambiente editoriale (famiglia Bompiani), nel 1942 fonda con Pier Paolo Pasolini la rivista Il Setaccio. Il trauma della guerra e la scoperta del fascismo reale segnano profondamente la sua ricerca.
La svolta artistica: Dopo esordi espressionisti, dal 1956 si avvicina all’avanguardia con collage, disegni e la serie degli Schermi, analizzando la società dei consumi e la memoria.
Performance Ideologiche: Negli anni ’70 crea performance storiche come Che cosa è il fascismo (1971) e Linguaggio è guerra (1975), analizzando il rapporto tra ideologia e linguaggio.
Didattica e Riconoscimenti: Insegna Estetica della sperimentazione all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila (1979-1996). Partecipa a numerose Biennali di Venezia e retrospettive internazionali (GAM Roma, Hangar Bicocca, Madre Napoli).
Ultimi anni: Continua la sua ricerca attraverso lo Studio Fabio Mauri – Associazione per l’Arte L’Esperimento del Mondo, lavorando fino al 2009, anno della sua scomparsa.
Fabio Mauri nasce a Roma nel 1926. La sua attività è molto estesa: comprende teatro, performance, installazione, pittura, teoria, insegnamento, come elementi di un unico luogo espressivo. Nel 1979 gli viene offerta la cattedra di Estetica della Sperimentazione all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila, dove insegna fino al 2001. Opera nelle file dell’avanguardia italiana dal 1954. I suoi primi monocromi e Schermi risalgono al 1957. Negli anni ’70 Mauri rivolge l’attenzione alla componente ideologica dell’avanguardia linguistica. Sono gli anni di Ebrea (1971). Compone una prima grande performance Che cosa è il fascismo a Roma (1971), che ripeterà alla Biennale di Venezia e a New York. Quindi Natura e Cultura, Oscuramento e Muro d’Europa a De Appel di Amsterdam. Nel 1974 è invitato nuovamente alla Biennale di Venezia, dove sarà anche nel 1978 con l’installazione I numeri malefici, nel 1993 dove realizza il Muro Occidentale o del Pianto e nel 2013 con la performance Ideologia e Natura del 1973. Nel 2015 sarà nuovamente alla Biennale invitato a rappresentare l’Italia nel padiglione Centrale. Allestisce la performance Che cosa è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca.
Concerto da tavolo nel 1989 per il Centro Multimediale Quarto di S. Giusta, L’Aquila. Nel 1994 la sua prima retrospettiva Fabio Mauri Opere e Azioni. 1954-1994 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Nel 1996 allestisce Le Proiezioni al Moca di Los Angeles, al Wexner Center for the Arts, (Ohio), al Museum of Contemporary Art di Chicago e al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Una seconda retrospettiva è presentata nel 1997 alla Kunsthalle di Klagenfurt. Nel 1999 è in Minimalia: da Balla a … al P.S.1 di New York. Nel 2000 è presente a Novecento. Arte e Storia in Italia, presso le Scuderie del Quirinale a Roma. L’ultima retrospettiva è allestita nel 2003 a Le Fresnoy, Studio National des Arts Contemporains, Lille. Con l’imponente installazione Inverosimile nel 2007 partecipa a Milano alla grande mostra Not Afraid of the Dark di Emergenze. Nel 2009 il suo ultimo lavoro Fabio Mauri etc alla Galleria Michela Rizzo di Venezia. Muore, dopo una lunga malattia, nel maggio del 2009.
Nel 2012 è presente a dOCUMENTA(13) a Kassel e al Palazzo Reale di Milano con la mostra Fabio Mauri. The End. Nel 2013 l’installazione “Warum ein Gedanke einen Raum verpestet?/ Perché un pensiero intossica una stanza?”(1972) sarà riproposta al Palazzo delle Esposizioni in: Anni ’70. Arte a Roma. Nel 2014 la Fondazione Cima di New York ospita L’Espressionista (1982), performance tratta dalla Gran Serata Futurista 1909-1930 (1980), mentre la Fondazione Proa di Buenos Aires dedica al maestro la sua prima antologica in Sud America. Nel 2015 la Galleria Hauser & Wirth, prima nella sede storica di New York poi in quella di Londra, gli dedica due mostre personali di grande successo, ripresentandolo a New York nel 2018, nella sua sede centrale. Nel 2016 al Museo MADRE di Napoli è allestita una delle più grandi retrospettive dedicate all’artista.
Nel 2019 per la prima volta in assoluto in Danimarca, HEART presenta la mostra personale The End – Fabio Mauri. La sua arte è presentata in Canada, USA, Austria, Spagna, Olanda, Germania, Polonia, Svizzera, Jugoslavia, Inghilterra. Espone a Vancouver, Toronto, Londra, Edimburgo, alla Kulturhaus di Potsdam. La sua attività continua attraverso lo Studio Fabio Mauri Associazione per l’Arte L’Esperimento del Mondo. Mauri ha pubblicato molti saggi su riviste e cataloghi d’arte. La sua intensa attività è raccolta nel suo ultimo lavoro editoriale Io sono un ariano, ed. Volume!/Roma, Lampi di Stampa/Milano.

