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Mostra di Joaquin Sorolla “Pittore di luce” a Palazzo Reale a Milano

Di Serena Rossi

Triste Eredità di Sorolla Joaquin

Stranamente col cielo grigio visto che non piove da mesi, la città accoglie i turisti in una piazza Duomo semi affollata tra persone e piccioni, e gruppi di ragazzi. Raggiungo Palazzo reale in bicicletta attraversando il Parco Sempione e vengo investita dalla fiorente natura di primavera, colori e profumi nascenti e buoni.

A Palazzo Reale accedo alla mostra di Joaquin Sorolla avendo già letto meravigliose critiche.

Dal 25 febbraio al 26 giugno 2022, un’esposizione monografica ripercorre la ricca e fortunata produzione artistica del grande pittore spagnolo Joaquín Sorolla y Bastida (Valencia 1863-Cercedilla 1923).

Poco noto al pubblico italiano, Sorolla è stato uno dei massimi rappresentanti della moderna pittura iberica a cavallo tra Ottocento e Novecento, contribuendo in modo determinante al suo rinnovamento e aprendola al clima della Belle Époque.

Tra gli artisti più amati e apprezzati del suo tempo sia per la grande qualità tecnica che per il carattere umile e benevolo, Joaquín Sorolla ottiene una fama che travalica ben presto i confini nazionali, partecipando e ottenendo prestigiosissimi premi alle grandi manifestazioni internazionali. Sarà però l’ambìto Grand Prix, ottenuto alla nota Esposizione Universale di Parigi nel 1900, a lanciare la sua pittura di luce e colore definitivamente sulla scena internazionale. A Londra nel 1908 viene acclamato come “il più grande pittore vivente al mondo”.

Sorolla Joaquin: al bagno

La mostra conta circa 60 opere su tela, tutte dipinte ad olio tra cui anche tele di grandi dimensioni e sono tutte dislocate in una decina di sale con didascalie chiare per ognuna.

Subito mi colpisce la luce che il maestro dipinge con sapiente entusiasmo e dona potenza alle opere già maestose. Il gioco dei riflessi nelle acque dona lucentezza e speranza anche quando ritratti sono un gruppo di bambini poliomielitici con le stampelle, dipinto dal titolo Triste eredità datato 1899.

Pittore di denuncia sociale con la prima grande tela che ritrae giovani prostitute bianche che si spostano in treno. Dolci e teneri anche se dalle tinte forti i quadretti di famiglia, di moglie e i tre figli.

Questa pittura sociale, familiare e naturalistica per me supera gli Impressionisti per livello di modernità.

I bianchi e i rosa chiaro tratti nelle tele del mare o in lenzuoli stesi e ripiegati sono assoluti. Essenziale e pragmatico, avendo anche molto successo in vita, Sorolla fa anche ritratti di Borghesi e noti Letterati e pittori suoi amici. Conosce già fama mondiale nel 1900.

I dipinti denotano maestria unica nella pittura di avanguardia nonostante la figurazione classica, i tratti sono liberi e di colore vivo. Istinto e tecnica senza premeditazione, il pittore stesso dice che tutto è in movimento e va dipinto molto veloce. Fantasia ed estro superano la tela e ci riportano alle spiagge di Biarritz nei riflessi delle acque dell’Oceano. C’è una tela che riporta tutta la dolcezza di un bimbo che dorme steso all’ombra delle vele di una barca in mezzo al mare, cullato dalle onde. Le riflessioni negli specchi delle acque marine e di piccoli stagni riportano una natura verde florida e materna, che tutto inghiotte e tutto genera.

Sorolla Joaquin: triste eredità

Ogni opera svela nuove avventure raccontate dalle sapienti pennellate e immortala momenti di sole e vacanza. Meditando poi con altri lavori su temi sociali e tipici della Spagna. La sua pittura con gli anni si fa più misteriosa, la pennellata più ampia nasconde i particolari prima noti, il tratto più deciso e largo, vengono svelate nuove atmosfere più astratte.

Nella grande tela La siesta del 1911 i grandi corpi di donne abbandonati al sole e stesi sul prato sono risolti con grosse campiture per le forme morbide rimandando sensazioni di pace e rilassamento nonché di amore per la natura ed i giardini, suoi temi ispiratori. 

La sua pittura fece innamorare anche gli americani tanto che Mister Hungtington gli commissionò una serie di opere a cui lavorò en plein air, tecnica che prediligeva in assoluto, dal 1912 al 1919 girando la Spagna.

Consiglio di visitare questa mostra per la bellezza delle opere e la grande tecnica del lavoro.

Breve biografia di Sorolla

Joaquin Sorolla y Bastida, pittore spagnolo legato all’impressionismo, nasce a Valencia nel 1863, mentre il movimento in Francia è in pieno svolgimento. Iniziato i suoi studi d’arte con lo scultore Cayetano Capuz e poi riceve una formazione accademica presso la Scuola di Belle Arti di San Carlos. Fin da giovane si appassiona di pittura all’aria aperta e, influenzato da Pinney, usa colori chiari e luminosi. Nel 1884 partecipa al concorso organizzato dal Consiglio provinciale di Valencia. Poi si trasferisce a Parigi con il suo amico pittore Pedro Gil, dove ha il contatto con l’impressionismo. Nel 1888 sposa Clotilde Garcà­a, la sua migliore modella e compagna. Nel 1889 si stabilisce a Madrid, dove inizia una carriera di grande successo.

Di questo periodo sono opere di critica sociale, che sono richieste in competizioni ufficiali. All’Esposizione Universale di Parigi nel 1894 scopre i pittori nordici e illuminismo. Entrambi segneranno il suo lavoro più tardi. Inizia a dipingere all’aperto e la sua tavolozza sta guadagnando nuove sfumature nello sforzo di catturare la luce in tutti i momenti del giorno e dipinge scene paesaggistiche di vita mediterranea. Tra i suoi soggetti preferiti c’è il paesaggio dell’est. Fa continui viaggi a Valencia, per dipingere le scene del mare legate alla pesca e alla spiaggia. Il suo soggetto principale è comunque la luce, che vibra di colori e segna il movimento delle figure. Non usa il nero per le ombre, ma utilizza malva, bianco e marrone seguendo le tendenze degli impressionisti. spiaggia con una tavolozza brillante e vivace.

Sorolla Joaquin: capturing the moment

Sorolla ama viaggiare attraverso varie regioni della terra spagnola per dipingere paesaggi diversi. La sua popolarità si diffonde in tutta Europa, eseguendo spettacoli a Parigi, Berlino, Colonia, Londra e infine in diverse città degli Stati Uniti. Nel novembre 1911 accetta un ordine per la Hispanic Society of America per eseguire quattordici murales che decoreranno le sale dell’istituzione. Sono rappresentazioni del popolo e dei costumi delle varie regioni della Spagna. Sorolla affronta un progetto murale di proporzioni gigantesche. Costantemente viaggiando in tutto il paese alla ricerca delle peculiari abitudini e costumi.

Nel 1920 subisce un attacco di emiplegia che lascia invalido il lato sinistro e tre anni dopo, nel 1923, muore a Cercedilla (Madrid). Per desiderio della vedova, Clotilde Garcà­a del Castillo, la casa di famiglia e le collezioni che le appartenevano sono donate allo Stato spagnolo per creare un museo in memoria del marito.


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