Mostra Le ragazze della porta accanto di Emilio Palaz alla Galleria Bagutta di corso Garibaldi a Milano 14/2-1/3/2026
di Serena Rossi
Dal 14 febbraio al 1 marzo 2026 la Galleria dell’Associazione Culturale degli Artisti del gruppo Bagutta di Corso Garibaldi 17 a Milano ospita la mostra di pittura di Emilio Palaz ( Bergamo 1951 ) Le ragazze della porta accanto, è presente e acquistabile il catalogo di Libreria Bocca Edizioni con introduzione di Vera Agosti.
Ad accogliere in Galleria la gentile moglie, e soggetto preferito dei dipinti, anche raffigurata in copertina del catalogo, poetessa, Maria Cristina Pianta. E’ una poetessa e autrice attiva a Milano, nota per le sue raccolte di versi liberi incentrati su memoria, luoghi e stati d’animo. Ha collaborato con Mimesis Edizioni e pubblicato opere come Camillo e gli altri (2016) e Villa Belloni (2022) e Fotogrammi (2025).
In mostra sono esposti dipinti ad olio su tela di medie e piccole dimensioni tutti raffiguranti figure umane nude, seminude o vestite, soprattutto soggetti femminili. Quello che subito cattura lo sguardo è la natura ribelle dei soggetti per le pose, per i tatuaggi sparsi sui corpi, per le pettinature scomposte, i vestiti alternativi e i sorrisi di sfida.
Le ragazze della porta accanto di Palaz sono tutte ribelli e alternative, spesso nude che sfidano lo spettatore in una visita intima e profonda del loro animo perché il pittore cattura perfettamente questo: la loro interiorità. Ognuna è diversa e dimostra il proprio carattere dall’esteriorità, dalla maschera.
Palaz coglie l’interno dal guscio esterno e ce lo mostra come sgusciando un mandarino, apre il frutto e trova il seme, l’anima del suo soggetto.
Palaz è uno scopritore di anime.
E’ per questo che girando e visitando questa mostra ci si sente travolti dall’emozione e scossi dal sentimento, si ritorna un po’giovani.
Palaz dice di sé: Dunque perché continuo a dipingere? Innanzi tutto perché mi piace e mi è sempre piaciuto farlo. Non ho mai dipinto per vendere i miei lavori.
Anzi ci vuole un certo sforzo per strapparmeli di mano. Semmai li regalo. E questo la gente non lo capisce.
Immagino la mia pittura come un album fotografico, di quelli di un tempo, rilegato in pelle scura, con le antiche immagini di parenti, amici ormai sbiadite.
Sfogliandolo ho scoperto che nelle mie opere ho cercato di immortalare- visto che un quadro vive più a lungo delle nostre povere esistenze- tutte le persone che per un tempo più o meno lungo si sono accostate alla mia vita accompagnandomi e donandomi qualcosa di loro.
Per questo sono soprattutto un pittore di figure e un ritrattista.


