Museo delle Raccolte Frugone – Genova
Una cugina imperiale, la principessa Mathilde Bonaparte.
Antonio Luca Sorbello
Mercoledì 11 febbraio alle ore 16,30 si è svolta la conferenza, a cura della dott.ssa Simona Parigi, dedicata a Mathilde Bonaparte.
Nipote del grande Napoleone Bonaparte, fu fidanzata col futuro Napoleone III, ma sposò il principe russo Anatolio Demidoff, da cui si separò nel 1847. Fissata la sua dimora a Parigi, ebbe durante il Secondo Impero un salotto frequentato da artisti, scrittori e letterati, fra cui Flaubert, Gautier, de Goncourt e Sainte Beuve su tutti. Tra i pittori, De Nittis, che ebbe modo di visitarlo dal 1880 ne tramandò l’immagine in un magnifico dipinto conservato oggi a Barletta in cui la Principessa è colta a conversare con i suoi ospiti circondata dalla seconda corte imperiale del tempo dopo il Palazzo delle Tuileries.

Mathilde Bonaparte fu una figura di spicco del panorama culturale del tempo, qualcuno da non poter lasciare sullo sfondo: conclusa la sua sfortunata esperienza matrimoniale con una separazione ufficiale, Mathilde mise a frutto la propria indipendenza, intelligenza e cultura aprendo il suo salone parigino a giornalisti, intellettuali, uomini di lettere (Anatole France, Marcel Proust, Gustave Flaubert…) e artisti di diverse discipline (Gustave Doré, Paul Baudry, William Adolphe Bouguereau…) tanto da venir ribattezzata “Notre-Dame des Arts”, Nostra Signora delle Arti.
Il Marchese di Villemer (Le monde illustré, 1857) scrive: “La Buona Principessa ha ben saputo organizzare la sua principesca esistenza, il suo piccolo palazzo Charmant, il luogo in cui vive, coloro che la circondano, tutto ricorda le riunioni della corte di Ferrara. È un piccolo angolo di Rinascimento italiano perso nel nostro secolo”

Matilde Letizia Guglielmina Bonaparte è cresciuta a Roma e a Firenze. Fidanzata in un primo tempo al cugino Luigi Napoleone Bonaparte, futuro Napoleone III, sposerà finalmente a Firenze il 1º novembre 1840 il conte Anatolio Demidoff, creato poco prima del matrimonio principe di San Donato dal granduca di Toscana (titolo non riconosciuto in Russia). I due si conobbero nel palazzo fiorentino dove Girolamo Bonaparte esule era stato accolto.
Il matrimonio, che non produrrà eredi, non sarà mai felice. Demidoff, favolosamente ricco ma violento, rifiutó di lasciare l’amante, Valentine de Sainte-Aldegonde. Matilde scappó per raggiungere Parigi portando con sé i gioielli che dovevano costituire la sua dote ma che il padre, sempre a corto di denaro, aveva in realtà venduto al Demidoff prima del matrimonio. Demidoff fu tuttavia condannato dal tribunale di San Pietroburgo a versare a Matilde una pensione di 200.000 franchi all’anno e non poté mai recuperare i gioielli. Gli sposi furono poi autorizzati a separarsi nel 1847 su decisione personale dello zar Nicola I.
Matilde si stabilí a Parigi nel 1846 alla fine del regno di Luigi-Filippo, con l’amante, il conte Émilien de Nieuwerkerke, incontrato alcuni anni prima a San Donato. Ma è con l’accessione del cugino alla Presidenza della Repubblica e poi al torno imperiale che essa inizia ad avere un ruolo di primo piano.
Sotto la Seconda Repubblica ed il Secondo Impero, la principessa anima un salotto letterario importante. Bonapartista convinta – senza Napoleone I°, era solita dire, avrebbe venduto arance per le strade di Aiaccio – riceve a casa sua scrittori di tutte le tendenze politiche. »
Nel 1868, Théophile Gautier, con cui intratteneva un rapporto di amicizia, diventa il suo bibliotecario.
La principessa Mathilde cercò sempre di mantenere stretti legami con la corte di Russia. Dopo la morte del primo marito e la caduta dell’Impero nel 1870, si esiliò per qualche tempo nel Belgio, prima di tornare in Francia. Si rispoò nel dicembre 1873 con il poeta Claudius Popelin.
Deceduta nel 1904, è sepolta a Saint-Gratien (Val-d’Oise).