Olivetti Ivrea e le telescriventi

di Antonio Pistillo
Quando l’Italia scriveva il futuro dall’apice industriale e culturale di Olivetti alla mia esperienza con le telescriventi, tra il V Comiliter di Torino e la Centrale Telex di Bari,un viaggio personale nel cuore delle comunicazioni del Novecento.
L’epoca d’oro di Olivetti a Ivrea negli anni ’50 e ’60, Olivetti fu il simbolo di un’Italia capace di coniugare tecnologia, cultura e visione sociale.
Guidata da Adriano Olivetti, l’azienda crebbe fino a diventare un colosso internazionale, con oltre 40.000 dipendenti e stabilimenti in tutto il mondo. Ma Ivrea non era solo una città industriale: era un modello sociale e urbanistico innovativo, fatto di fabbriche luminose, quartieri residenziali, scuole, mense e servizi culturali per i dipendenti.
È in questo contesto che nacquero prodotti entrati nella storia: la Lettera 22, la Valentine, l’Elea 9003 (primo computer a transistor italiano) e la Programma 101, considerata la madre dei personal computer.
Le telescriventi: il filo invisibile delle comunicazioni.
Parallelamente alla produzione di macchine da scrivere e calcolatori, le telescriventi rappresentarono un settore strategico.
Erano macchine straordinarie, grazie a impulsi elettrici, trasformavano i segnali in caratteri stampati, consentendo comunicazioni immediate a grande distanza.
Per anni, furono lo strumento più affidabile per banche, aziende, istituzioni e Forze Armate, aprendo la strada a ciò che oggi consideriamo normale con e-mail, chat e reti digitali.
La mia esperienza tra Torino e Bari
Il mio percorso professionale si è intrecciato direttamente con queste tecnologie che hanno scritto la storia delle comunicazioni.
Al V Comiliter di Torino – Sezione Telescriventi
Durante il servizio militare ho operato in un settore delicatissimo, dove le telescriventi garantivano la rapidità e la sicurezza dei messaggi tra i comandi militari. Un lavoro che richiedeva rigore, precisione e senso di responsabilità assoluta. Alla Centrale Telex di Bari – Ministero delle Poste e Telecomunicazioni
In seguito ho avuto l’onore di gestire la Centrale Telex, cuore nevralgico delle comunicazioni civili e aziendali del Sud Italia.
Qui transitavano i messaggi che collegavano le banche, le imprese e le istituzioni italiane con il resto del mondo: un flusso costante di informazioni che anticipava la logica delle moderne reti digitali.
Dalle telescriventi al digitale: un filo che non si spezza.
Oggi, nell’era delle connessioni globali e istantanee, le telescriventi e il Telex possono sembrare lontani. Eppure, furono loro a gettare le fondamenta della comunicazione contemporanea.
Guardando indietro, riconosco il privilegio di aver vissuto in prima persona un’epoca di passaggio cruciale: dal suono ritmico delle telescriventi al silenzio fluido del digitale.
L’esperienza di Olivetti e quella delle reti telegrafiche e telex ci insegnano che la vera innovazione non è mai solo tecnica: è un progetto umano, sociale e culturale. Ed è proprio in questo intreccio che l’Italia del Novecento ha saputo scrivere alcune delle pagine più belle della sua storia industriale.




