Oria: il Secondo Raduno di Primavera dei Madonnari

di Anna Maria Andriani
Maria, Donna della strada … con San Francesco di Paola e San Barsanofio di Gaza, testimoni di fede, per mantener viva la fiaccola della Bellezza e della Pace.
Maria, donna della strada,
fa che i nostri sentieri siano
come lo furono i tuoi,
strumento di comunicazione con la gente.
(D.T.Bello)
In ricordo di Raffaele Trinchera
E di tutti gli Artisti di strada
Con la partecipazione della
Scuola Napoletana Madonnari
Lab. Ludico-creativo per bambini
guidato dalla dott.ssa Stefania Calizia
Presidente Ass. Arte menti-creative
Incontro di studio:
Riflessione e prospettive dell’Arte Madonnara
Interviene Paolo Agostino Vetrugno, storico dell’arte
altri studiosi locali..
Pochi o, forse, nessuno, avrebbe mai pensato che un fatto di cronaca nera avrebbe potuto trasforma la “strada” in un luogo della Memoria, rendendola protagonista e testimone di un evento horror in un luogo in cui il sacro perde la sua aurea spiritualità per immergersi nella realtà contemporanea, nell’umanità del XXI secolo. La strada registra, respira, assorbe quell’umanità straziata, raccoglie gli echi delle voci, che nel silenzio esplodono, di chi ha praticato l’arte madonnara e che per anni, secoli, attraversando epoche e culture diverse, hanno divulgato in tutti i Paesi del mondo le immagini sacre fino ai nostri giorni.
La “Strada” è il tema del Raduno di Primavera di Madonnari di Oria questo anno.
“Incontrare e incontrarsi per strada: la promozione ad immagine è la realizzazione misteriosa di un incontrarsi”; per questo Leonardo Vitale dipingeva sull’asfalto; per questo il migrante senegalese “Ha voluto strappare l’immagine di Leonardo per strada, che egli stesso incarnava: in una società iconoclasta come la nostra, in cui l’immagine è ormai ridotta solo a promozione pubblicitaria e ad occulta persuasione ideologica” (C.A. Augiri). Cercare di comprendere la “fruizione di un simbolo di riconoscimento come di un sé proiettivo, fino al suo profondo in-essere”, è una realtà inspiegabile, che riguarda al massimo i “folli” o i “selvaggi del Sud” o, più a Sud, compresi gli artisti delle varie Comunità sviluppatesi nella nostra Società come fondamento logico.
Il tema dell’evento, La strada, evoca un intreccio di itinerari che legano Oriente e Occidente, tracciando percorsi che sono materiali, spirituali e culturali nel quadro di una umanità percorsa da una incredibile mobilità dall’antichità classica all’età moderna. Un sistema di vie d’acqua e di terra attraversa il Mediterraneo e l’Europa, disegnando una ‘geografia del sacro’ che ha come nodo centrale la PUGLIA con i suoi approdi e luoghi santi (I. Scalisi Palminteri).
Il tema pone l’accento su un aspetto tra i più suggestivi della circolazione dei modelli culturali nel Mediterraneo: l’arrivo di Santi, di corpi santi, di reliquie, culti e leggende, di immagini che investono Oriente e Occidente lasciando in Puglia vivissime testimonianze quali San Nicola a Bari, San Teodoro a Brindisi e San Barsanofio di Gaza a Oria.
I Madonnari riportano sulla strada i volti dei Santi relegati come arte del passato che, rinnovati e immersi nella realtà quotidiana, riacquistano lo spazio pubblico e proiettano la santità nella dimensione civile e laica.
La relazione tra l’umanità e il divino è sempre stata una relazione costante e senza soluzione di continuità nel corso dei secoli. Si tratta di una relazione necessaria per raccontare l’essere umano e per dare forme visibili alla divinità. È presente in tutte le culture, è vitale ed è alla base delle società e continua ad esserci anche nel XXI secolo. Pare che oggi, parlare di spirito, anima, interiorità siano concetti superati e fuori luogo, come se ciò che non è materiale non ha più spazio nel mondo contemporaneo. Ma non è così. La dimensione materiale è sempre presente nel lavoro di un artista di strada, di un madonnaro. Oggi c’è il tentativo di far scendere dalle nicchie, dalle edicole o dai dipinti prestigiosi, l’immagine di un santo per immergerlo nella realtà quotidiana, nella strada. Anche se dipinti sull’asfalto, sui muri, in dimensioni monumentali, quelle immagini esistono per chi attraversa la strada a piedi.
La Strada è di tutti: è attraversata da persone di ogni età, provenienza culturale e religiosa, da bambini e anziani, da ricchi e poveri, da chi porta ferite profonde e da chi vive una vita apparentemente semplice. Questo è il sottesto della Street Art: permettere a ciascuno di incontrare l’immagine e riconoscersi in essa.
Oggi la Street Art raffigura non più e non solamente immagini di santi e madonne, ma anche figure di persone vive e reali legate a temi sociali e civili.
La Strada è il luogo dei Santi, valgano gli esempi antichi: San Benedetto il Moro, figlio di etiopi, schiavo, che dipingeva traendo ispirazione da icone bizantine, oggi, venerato accanto a Santa Rosalia, è il patrono di Palermo, simbolo di una città crogiolo di culture, civiltà, religioni.
Santa Rosalia è ritratta come una donna contemporanea, libera, coraggiosa; la sua è una storia di ribellione e di autodeterminazione ancora attuale. Un omaggio alle donne di oggi.
C’è anche una dimensione laica, civile e culturale nelle raffigurazioni artistiche, vale a dire, che non sono più i santi nel senso religioso del termine, ma sono santi o eroi per il loro impegno e i segni profondi che hanno lasciato nella società: sono figure di persone che hanno agito nel mondo entro i conflitti del proprio tempo e continuano a parlare ancora al presente con la stessa forza di un’icona: basti pensare a Padre Annibale Maria di Francia (1851-1927), che da Messina portò in Oria (1909) gli orfani/e bisognosi dopo il terremoto (1908) e in Oria fondò le tre Case Annibaliane; oppure a Bartolo Longo (1841-1926), che tanto si prodigò per i bisognosi nella sua città natale (Latiano) e poi per i figli dei carcerati a Pompei; entrambi vissuti a cavallo di due secoli, immersi nel primo conflitto mondiale e innalzati agli onori dell’Altare; o le vittime della violenza, figure che coprono grandi pareti.
Tuttavia, gli spazi pubblici, siano essi facciate di palazzi, o l’asfalto della strada non sono solo spazi pittorici, ma luoghi di passaggio simbolico tra ciò che è intimo e ciò che è collettivo. Dipingere su uno spazio pubblico significa assumersi la responsabilità perché l’immagine entra nella vita quotidiana delle persone, accompagna i loro gesti, i loro percorsi, le loro attese.
Il Sacro, quando torna in strada, perde quell’aura spirituale intoccabile e ritrova la dimensione umana: non è più una immagine da venerare ma presenza con cui convivere. I santi, religiosi o laici che siano, sono compagni di strada che condividono con l’artista la fragilità umana. Pur riprodotta, l’immagina sacra “attiva una partecipazione emotiva intensa” e colloca gli spettatori esterni, di passaggio, in una posizione instabile, sospesa tra coinvolgimento empatico e distanza critica (A. Gallicchio).
La Strada, è un tema particolarmente sentito in cui echeggiano le parole di Papa Francesco (1936-2025) nel suo Messaggio aglii artisiti (2021), che egli chiamava “Artigiani del bello”, perché hanno il Dono di trasmettere “Gioia” e,“Ovunque c’è gioia semplice, pulita, c’è la sua [di Dio] impronta. Perciò, se sapete conservare questi valori, questa genuinità e semplicità voi siete messaggeri della gioia che piace a Dio e che viene da Lui”.
Obiettivi del Raduno dei Madonnari in Oria:
- far conoscere, salvare e valorizzare l’antica Arte Madonnara;
- mantenere viva la tradizione della raffigurazione delle immagini sacre per le vie del mondo;
- conservare vivo il ricordo degli artisti di strada scomparsi;
- avvicinare i giovani a questa nobile e umile arte, la cui storia inizia con la stessa scrittura al fine di tramandare la bellezza dell’Arte Madonnara;
- attirare l’Attenzione delle Istituzioni sulla Periferia, sui migranti, sull’Arte Madonnara affinché sia vista come ‘disciplina didattica’ e immortalata come “Patrimonio storico immateriale dell’Umanità”.
Sento il dovere di ringraziare le persone che mi hanno sostenuto e incoraggiato in questa ‘avventura’, pur tra le non poche difficoltà: l’Amministrazione di Oria (Sindaco Cosimo Ferretti e Ass. Cultura Imma Torchiani); l’associazione Arte menti-creative (presidente Stefania Calizia); Giovanni Caramia e Giuseppe Malva (soci dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano). Sono grata anche all’amico e socio dell’ISRI Francesco Carone, Presidente in pectore del Rotary Club, Oria Castello Normanno-Svevo, di recente costituzione, che ha donato le coppe per gli artisti i cui lavori si sono particolarmente distinti; all’artigiano Giovanni Lomartire, che ha donato il simbolico ‘gessetto’ a ciascun artista.





