IL PENSIERO MEDITERRANEO

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Origine ed evoluzione delle tartarughe : preistoria, biologia, ciclo vitale e immaginario simbolico

Tartarughe preistoriche

immagine ricreata in digitale della tartaruga preistorica Odontochelys semitestacea.

di Fabrizio Manco

Le tartarughe sono gli animali preistorici più antichi ancora viventi sulla terra e appartengono a uno dei gruppi di rettili più antichi ancora esistenti. L’ordine zoologico delle tartarughe infatti, conosciuto comeTestudines ( Linnaeus, 1758 ),  affondale sue radici evolutive in un passato remoto che risale a circa 220 milioni di anni fa, durante il periodo Triassico. Gli studi paleontologici suggeriscono che l’evoluzione delle tartarughe sia stata un processo graduale, come la grande parte dei vertebrati sulla terra, caratterizzato dalla trasformazione progressiva della struttura dello scheletro fino alla formazione del carapace,  cioè il tipico guscio protettivo che conosciamo.

La loro storia evolutiva risale a oltre 200 milioni di anni di, nel periodo Triassico, quando i primi rettili con caratteristiche simili alle tartarughe iniziarono a comparire negli ecosistemi terrestri.

Uno dei più antichi antenati delle tartarughe èEunotosaurus africanus( Watson, 1914 ),  vissuto circa 260 milioni di anni fa nel Permiano. Sebbene non fosse ancora  una vera tartaruga, questa creatura possedeva alcune caratteristiche fondamentali che anticipavano l’evoluzione del carapace.  Le sue costole erano infatti già insolitamente larghe e piatte, una struttura che probabilmente rappresenta l’inizio della formazione della corazza, seppur ancora a livello ancestrale.

Nel Triassico medio comparve ilPappochelys rosinae( Schoch – Dieter Sues, 2015 ), un piccolo rettile che viveva circa 240 milioni di anni di nell’attuale Germania. Questo antico animale mostrava una fase intermedia nell’evoluzione delle tartarughe: possedeva infatti già delle costole molto espanse e ossa addominali che anticipavano la struttura del piastrone, la parte inferiore della corazza.

Poco più tardi, circa 220 milioni di anni di fa, apparveOdontochelys semitestacea( Li, Wu, Rieppel, Whang, Zaho; 2008 ), considerata una delle prime vere tartarughe. Questa specie possedeva infatti già un piastrone completamente sviluppato ma non ancora un carapace completo sulla parte sulla parte superiore del corpo.  Inoltre presentava denti nella bocca, un retaggio evolutivo degli antichi rettili e una caratteristica che le tartarughe moderne non hanno.

La prima tartarughe dotata di una corzza completa fu molto probabilmente ilProganochelys quenstedti ( Baur, 1887 ), vissuta circa 210 milioni di anni di fa. Anche questa specie già possedeva la classica struttura del carapace e del piastrone che caratterizza tutte le tartarughe moderne. Tuttavia  non poteva ancora ritrarre la testa nel guscio e possedeva lunghe spine difensive sul collo e sulla coda. 

Durante il periodo Giurassico e il Cretaceo le tartarughe cominciano a evolversi e  diversificarsi enormemente. Negli oceani e nei mari apparvero forme gigantesche comeArchelon ischyros(Wieland, 1896),una tartaruga marina lunga fino a quattro metri che nuotava negli oceani durante il Cretaceo superiore. Con il suo enorme carapace e le sue gigantesche pinne,Archelonera uno dei più grandi rettili marini mai apparsi sulla terra.

Un’altra specie straordinaria eraStupendemys geographicus ( Wood, 1976 ), una gigantesca tartaruga d’ acqua dolce vissuta nel Miocene in Sud America. Il suo carapace poteva superare i tre metri di lunghezza, rendendola una delle più grandi tartarughe mai esistite.

Ma nonostante la protezione offerta dal grande guscio, però, la vita delle tartarughe non era libera da pericoli e da predatori. Se gli adulti erano relativamente ben protetti, lepiccole tartarughe appena nate erano estremamente vulnerabili.Come accade ancora, oggi le uova venivano deposte sulla sabbia o nel terreno e lasciate incustodite. Dopo la schiusa, i piccoli dovevano correre verso l’acqua o nascondersi subito nella vegetazione circostante. 

Nelle spiagge o in qualunque altro posto dove le tartarughe deponevano le uova , erano piene di predatori che aspettavano la schiusa per mangiare i piccoli indifesi e vulnerabili. Piccoli dinosauri, teropodi carnivori di medie dimensioni, pterosauri di medie e grandi dimensioni, granchi e altre carature marine, facevano a gara per accaparrarsi le piccole decine di tartarughe che uscivano dalle uova. La stessa situazione si ripete oggi ma con specie di predatori diverse.

Durante la preistoria quindi, numerosi predatori rappresentavano una minaccia mortale per questi piccoli rettili. Tra i più pericolosi come detto prima vi erano i dinosauri carnivori, i grandi rettili marini e numerosi predatori terrestri. Anche gli antenati dei coccodrilli e i grandi pesci predatori potevano divorare facilmente le tartarughine appena nate.

Il guscio, che negli adulti rappresenta una difesa formidabile, nei neonati era ancora morbido e fragile. Per questo motivo soltanto una piccola percentuale di tartarughe riusciva a sopravvivere fino all’età adulta. Questo schema evolutivo,molte uova ma pochi sopravvissuti, è rimasto sorprendente simile fino ai giorni nostri.

Parte seconda: le tartarughe moderne: biologia e ciclo vitale. 

Come accennato all’inizio di questo saggio, oggi le tartarughe appartengono all’ordine scientifico delleTestudines ( Linnaeus, 1758 ), il quale gruppo comprende circa 360 specie distribuite in tutto il mondo. Essi si dividono principalmente in tre grandi gruppi: tartarughe terrestri, tartarughe d’acqua dolce e tartarughe marine.

Una delle caratteristiche più straordinarie delle tartarughe è il guscio, composto da due parti principali: il carapace superiore e il piastrone inferiore. Questo guscio non è un semplice rivestimento esterno ma è integrato perfettamente con lo scheletro dell’animale. Le costole e la colonna vertebrale dell’animale infatti sono perfettamente fuse con il carapace, formando una struttura estremamente resistente e compatta.

Le tartarughe sono animali ectotermi, cioè regolano la propria temperatura corporea attraverso l’ambiente esterno. Per questo motivo trascorrono molto tempo al sole, un comportamento chiamatobasking,che permette alle tartarughe di attivare il metabolismo e facilitare la digestione.

Il ciclo vitale delle tartarughe è molto lento ma straordinariamente longevo. Alcune specie infatti possano vivere anche fino ad oltre 100 anni. Tra le più longeve vi sono le tartarughe giganti delle isole Galapagos e delle Seychelles. La riproduzione avviene generalmente attraverso la deposizione delle uova. Le femmine scavano un nido nel terreno o nella sabbia dove possono arrivare a deporre decine di uova sferiche e coriacee.  Dopo la deposizione, il nido viene ricoperto e abbandonato.

A questo punto devo sottolineare che le tartarughe marine hanno un comportamento riproduttivo decisamente affascinante. La particolarità delle tartarughe consiste nel fatto che le femmine tornano spessonella stessa spiaggia dove sono nateper deporre le uova. Questo fenomeno è chiamato“ natal homing”ed è guidato probabilmente dall’istinto, dall’intuito che le aiuta nella percezione del campo magnetico terrestre.

Quando le uova si schiudono, i piccoli devono affrontare una delle fasi più pericolose della loro vita.  Per esempio, nelle tartarughe marineCaretta caretta( Linnaeus , 1758 ),  i piccoli emergono dalla sabbia e corrono verso il mare,  guidati dalla luce dell’orizzonte.

Durante questo breve ma drammatico viaggio i piccoli di tartaruga sono attaccati da numerosi predatori: uccelli marini, granchi, pesci e mammiferi costieri Anche oggi, come nella preistoria di milioni di anni fa,soltanto una piccola percentuale di piccoli sopravvive.Una volta raggiunta l’età adulta, tuttavia, le tartarughe diventano animali molto resistenti con  il loro metabolismo lento e il guscio protettivo che contribuiscono alla loro straordinaria longevità.

Tra le specie moderne di tartarughe marine merita un’attenzione particolare la straordinaria specieDermochelys coriacea ( Vandelli, 1761 ),  conosciuta comunemente comaTartaruga liuto.Questa specie di tartaruga è la più grande tartaruga marina del mondo. Alcuni esemplari possono arrivare a misurare fino a 2 metri e oltre di lunghezza e pesare anche oltre 600 kilogrammi. A differenza delle altre tartarughe marine, laTartarugaliuto non possiede un guscio rigido composto da placche ossee. Il suo carapace è infatti formato da pelle coriacea e tessuto connettivo,  da cui deriva il nome scientifico della sua classificazione.

La tartaruga liuto è anche una delle più grandi creature migratrici dell’oceano. Può attraversare interi oceani, compiendo migrazioni colossali di migliaia di chilometri tra le zone di alimentazione e quelle di riproduzione.

La sua dieta è composta principalmente da meduse, anche le specie più  urticanti e pericolose, oltre a organismi gelatinosi, crostacei e molluschi ,  che cattura grazie alla sua bocca di spine rivolte all’interno, utili per trattenere le prede più scivolose all’interno della bocca.  

Anche il ciclo vitale delle Tartarughe liuto è molto affascinante . Le femmine tornano sulle spiagge tropicali per deporre le uova. Scavano con le loro enormi pinne delle buche nella sabbia , guidate da un istinto che dura da milioni di anni, dozzine e dozzine di uova ( possono arrivare a deporre anche fino a cento uova) dalle quali nasceranno numerosi piccoli pronti per andare verso il mare.

Dopo circa due mesi, le piccole tartarughe liuto emergono dalla sabbia e si dirigono verso il mare. Questo è uno dei momenti più pericolosi della loro vita: numerosi predatori infatti, come uccelli, granchi, pesci e altri animali marini, attendono di banchettare con queste piccole creature. La maggior parte dei piccoli non sopravvive, ma tuttavia, quelle che riescono a raggiungere l’oceano aperto possono vivere per decenni e attraversare gli oceani del mondo.

Le tartarughe liuto sono tuttavia una specie molto vulnerabile e a rischio estinzione: decenni fa e secoli passati, queste gigantesche tartarughe erano molto numerose in tutto il mondo, ma nel corso dei secoli sono state cacciate in maniera indiscriminata per le loro carni e soprattutto per loro preziose uova, che in alcune parti del mondo fino a qualche tempo fa venivano usate per il consumo umano.

Le tartarughe sono anche animali ecologicamente molto importanti, in quanto controllano le popolazioni di meduse negli ecosistemi marini.

Parte terza: la tartaruga nella simbologia del mondo e nella cultura giapponese.

Le tartarughe non sono soltanto degli animali straordinari a livello biologico, ma anche delle figure ricche di significato simbolico nelle culture di tutto il mondo.

In molte civiltà antiche la tartarughe rappresentano lalongevita’ , la stabilità e la saggezza.Il loro guscio , duro e protettivo, è stato spesso interpretato come simbolo della struttura del cosmo. In alcune tradizioni asiatiche infatti la Terra è raffigurata sostenuta dal dorso di una gigantesca tartaruga cosmica. Questo simbolo rappresenta la stabilità dell’universo e la continuità della vita.

Nella cultura giapponese la tartaruga è associata alla figura mitologica diMinogame,una tartaruga sacra che può vivere migliaia di anni. Essa è spesso raffigurata con una lunga coda fatta di alghe, simbolo della sua grande età. La tartaruga in Giappone è simbolo do longevità, saggezza e protezione spirituale.  Spesso viene anche associata anche alla fortuna e alla stabilità della vita.

E sempre nel folklore giapponese ,le tartarughe possono vivere migliaia di anni e sono considerate creature sacre. Esse sono associate alla stabilità dell’oceano e alla protezione divina.  Una delle storie più celebri è la leggenda diUrashima Taro,un pescatore che salva la vita ad una tartaruga e viene ricompensato con un viaggio nel palazzo sottomarina del Re dei mari.  In questa storia la tartaruga diventa un messaggero tra il mondo umano e il mondo spirituale. Una sorta di psicopompo.

Anche nella simbologia cinese troviamo la tartaruga. Nell’antica cina è una degli animali sacri che rappresentano l’ordine cosmico e la stabilità dell’universo e della vita.  In molte pratiche divinatorie cinesi, i gusci delle  tartarughe venivano usati per interpretare i segni del destino.

Questo simbolismo è stato reinterpretato e ribaltato nella cultura Pop moderna.  Un esempio interessante è il personaggio diKame- Sennin,noto in Occidente con il nome diGenio delle Tartarughe ,un dei personaggi creati da Akiro Toriyama che affollano il Pantheon del mangaDragon Ball.

Il Genio delle tartarughe vive su un’isola remota e incarna l’archetipo delMaestro Saggio. Il suo simbolo, la tartaruga, richiama la pazienza, la disciplina e la conoscenza accumulata nel tempo.

Nel contesto del manga, la Tartaruga diventa così, un simbolo dellavia dell’apprendimento lento ma costante e profondo,proprio come il passo lento ma sicuro e costante della tartaruga. Non a caso il Genio delle Tartarughe insegna ai suoi allievi che la vera forza nasce dall’esame costante, della calma e della perseveranza. Questa simbologia riflette perfettamente il significato tradizionale della tartaruga: un essere antico, resistente e saggio, che attraversa il tempo con lentezza ma con straordinaria detrazione.

Così, dalla preistoria dei dinosauri fino alla cultura Pop moderna, le tartarughe continuano il loro viaggio di rappresentazione di  un ponte tra natura, biologia,  mito e immaginazione  umana. Sono testimoni viventi di milioni di anni di evoluzione biologica, e allo stesso tempo , simboli universali di saggezza millenaria e longevità. 

Fabrizio Manco

In copertina dell’apertura del saggio: immagine ricreata in digitale della tartaruga preistorica Odontochelys semitestacea. 


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