Palazzo Ducale con la mostra di Paolo di Paolo. La sua storia davvero interessante è immeritatamente poco nota
di Tiziana Leopizzi
Una piacevole sorpresa quella che mi ha riservato Palazzo Ducale con la mostra di Paolo di Paolo. La sua storia davvero interessante è immeritatamente poco nota.
La fotografia il suo media preferito ma sto correndo troppo…meglio fare un passo indietro.
Originario del Molise dove nacque nel’25, si trovò adolescente in un’Italia devastata. Ancora ragazzino fu reclutato nel Reggimento Artiglieri di Bracciano…
Anche gli incubi peggiori hanno una fine, e così fu e con la pace riprese in mano la sua vita.
Si iscriverà all’Università a Roma, alla Facoltà di Lettere, deciso a mantenersi agli studi lavorando visto che era escluso che ci potesse pensare la famiglia.
Lavorerà come fattorino, correttore di bozze, venditore di pubblicità per la Guida Monaci, vetrinista e finalmente caporedattore della rivista “Viaggi in Italia” e redattore volontario per l’Unità. Acquista la sua prima Leica IIIC nel’53. e comincia a fotografare in giro per la Città.
Entra così nel giro degli intellettuali e degli artisti della Scuola Romana, tra cui Forma 1, usi a ritrovarsi a Piazza del Popolo all’osteria dei fratelli Menghi o dal mitico Otello alla Concordia. Conosce Mario Trevi e Brianna Carafa che lo chiamano a far parte di “Montaggio”, la rivista di fotografia da loro appena fondata. Abbandona gli esperimenti “informali” degli esordi, e si dedica ad esplorare la realtà quotidiana, con curiosità e allegria e trova un suo stile personale che si basa sulla geometria come armonia. Pannunzio intanto nel 1949 aveva aperto
Il Mondo, la prima rivista di politica e cultura in formato rotocalco, che vantava come redattore Ennio Flaiano. Incoraggiato da alcuni amici si presenta allora a Mario Pannunzio che intendeva dare una sponda inedita alla fotografia, perché prediligeva dar vita ad immagini autonome dal testo. Cosa volere di più? Il Mondo diventa il mondo di Di Paolo. Entra a farne parte nel ‘57 e i suoi servizi sono innumerevoli, come innumerevoli sono i ritratti degli artisti e degli attori presenti al risveglio di Cinecittà. L’obiettivo è unico per Munari, Lucio Fontana, Oriana Fallaci, Vincenzo Caldarelli, e ancora Moravia, Ungaretti, Bassani ,Pasolini ,Anna Magnani, Jane Mansfield, Visconti di Firenze, Ornella Vanoni, Raffaella Carrà, è testimone dell’amore di Fay Dunaway e Mastroianni, Grace Kelly, Charlotte Rampling, Stefania Sandrelli. Di Paolo diventerà il fotografo prediletto di Pannunzio, nonostante le continue proposte che arrivavano da tanti altri fotografi alla rivista.
Abbandona gli esperimenti “informali” degli esordi, e si dedica ad esplorare la realtà contemporanea, con curiosità e allegria e trova un suo stile personale che si basa sulla geometria come armonia.
Il Mondo chiuderà nel ‘66 e il nostro non supererà mai il trauma dell’inaspettata chiusura.
Si buttò a testa bassa nel lavoro e colleziona incarichi, lavorerà per Il Tempo, per Domina, branca di Domus, per Bellezza fondato nel ’41 da Gio Ponti e poi ancora Domina di Domus. É con Pier Paolo Pasolini per la Strada di Sabbia, a Genova e Liguria per un incarico sulla situazione industriale, indimenticabile la sua foto dell’uscita delle manovalanze dell’Ansaldo.
Viaggerà in tutta l’Europa ma anche nell’Ex Unione Sovietica, negli USA, in Iran e in Giappone.
Il suoi scatti raccontano storie che comunicano emozioni, il suo lessico l’allegria.
Di seguito alcune sue fotografie.






