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“Pinocchio dalle Parole al Disegno”: a Firenze una mostra per celebrare i 200 anni di Carlo Lorenzini

pinocchio

a cura di Simone Galgano, Consulente Culturale, Firenze.

È stata inaugurata oggi, martedì 12 maggio 2026, a Villa Arrivabene, a Firenze, la mostra “Pinocchio dalle Parole al Disegno”, organizzata dal Circolo Culturale Pietro Gobetti di Firenze. L’esposizione, aperta al pubblico fino al 22 maggio, celebra i due secoli dalla nascita di Carlo Lorenzini, il Collodi, riportando al centro dell’attenzione una delle figure più amate della letteratura mondiale: il burattino che voleva diventare bambino.

L’inaugurazione ha richiamato un pubblico numeroso e partecipe, segno di quanto l’opera collodiana continui a esercitare un fascino trasversale, capace di parlare a generazioni diverse. La mostra propone un percorso che intreccia parola, immagine e interpretazione contemporanea, offrendo ai visitatori una lettura rinnovata del capolavoro ottocentesco.

A fare da cornice all’evento sono le opere in acquerello dell’artista Mara Corfini, che ha scelto di illustrare alcuni momenti emblematici della storia di Pinocchio con uno stile personale, delicato e narrativo. I suoi acquerelli non si limitano a rappresentare le scene più note, ma ne colgono l’atmosfera emotiva, restituendo un Pinocchio sospeso tra ingenuità, stupore e desiderio di riscatto. Le tavole dialogano idealmente con le pagine del romanzo, creando un ponte visivo tra la parola di Collodi e l’immaginazione del lettore.

Accanto alle immagini, la mostra ospita anche le poesie di Maria Rita Bozzetti, poetessa leccese, tratte dalla sua raccolta I due Pinocchio. I testi, letti durante l’inaugurazione da Cristina Tundo, offrono una riflessione lirica e intima sulla doppia natura del burattino: creatura fragile e ribelle, simbolo di crescita, errore e redenzione. Le poesie ampliano il racconto, lo osservano da nuove angolazioni e invitano a riscoprire Pinocchio come metafora dell’infanzia e della condizione umana.

L’apertura della mostra è stata arricchita dagli interventi di studiosi, docenti e personalità del mondo culturale, che hanno delineato un quadro storico, letterario ed etico dell’opera collodiana. È emerso come Le avventure di Pinocchio non siano soltanto un racconto per ragazzi, ma un testo complesso, attraversato da temi universali: la libertà e la responsabilità, il rapporto tra educazione e disobbedienza, la ricerca della propria identità. Un’opera che, a distanza di due secoli, continua a interrogare il lettore e a rinnovarsi attraverso nuove interpretazioni artistiche.

“Pinocchio dalle Parole al Disegno” si presenta dunque come un omaggio corale al genio di Collodi, capace di unire arti diverse e sensibilità contemporanee. Una mostra che invita a tornare alle radici di una storia senza tempo, riscoprendone la forza simbolica e la sorprendente attualità.

L’esposizione rimarrà visitabile fino al 22 maggio 2026 negli spazi di Villa Arrivabene, offrendo a cittadini e visitatori l’occasione di immergersi in un percorso che celebra non solo un anniversario, ma un patrimonio culturale condiviso.

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