IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Popolo di cittadini o pubblico di sudditi?

Articolo di protopapa

Di Paolo Protopapa

La lettera sulla Tolleranza di John Locke del 1689, sopra riportata, è un polistirolo artistico molto bello. Ci è stato regalato dopo una mostra di Perugia, insieme a  Baruch Spinoza e Jean Louis de Secondat, Baron de la Brède et de Montesquieu. Senza questa triade somma (da studiare e meditare),  sarebbe come voler imparare a nuotare in democrazia senza però entrare in acqua.

La data, d’altra parte, 1689, anticipa di circa 80 anni la rivoluzione americana, su cui ragionerà il grande Alexis De Tocqueville; e di 100 anni rispetto alla rivoluzione francese, di cui siamo diretti eredi. Felici successori, tanto nel bene dei Diritti Universali –  e della sovranità popolare –  quanto nel male del giacobinismo politico più settario e riprovevole.

Noi, cari amici (che al liceo con questa roba non ci siamo intrattenuti abbastanza), spesso restiamo giacobini, cioè banalmente estremisti e ingenui creduloni di bar, talora senza neppure rendercene conto.  Maximilian Robespierre (e Company sanguinaria!) attuò il Terrore, cioè una postura ideologica formidabile, che nelle sue scaturigini storiche incamera a tutt’oggi molta pessima cultura politica, dai Gulag staliniani ai campi di (cosiddetta) ‘rieducazione’  del lavoro, sino alle attuali dittature dispotiche illiberali, comprese le orrende teocrazie, da molti anti-occidentali snob giustificate per la loro vetusta fascinazione.

Ecco, se quando crediamo di trovare il nemico ‘adatto’ per le nostre idiosincrasie pseudo-veritative, comprese le attuali, ci ricordassimo del  famoso teorema di Carl Scmidht ‘amico/nemico’, allora il Referendum sarebbe un utile strumento di democrazia diretta e di fecondo dibattito civile, e non la rissa tra idioti, agitati e tenuti al guinzaglio dei poteri forti. Con prevedibile soddisfazione sia della egoistica magistratura, sia della opportunistica politica. Però, c’è sempre un però. Se per scongiurare tale rischio esiziale per una democrazia matura e normale, provassimo a  ragionare da adulti, sentendoci titolari legittimi della sovranità pololare? E  ragionare da protagonisti autentici e non da tifosi da curva nord e sud? Una parola…


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