27 Novembre 2020

IL PENSIERO MEDITERRANEO

Rivista Culturale online

Premiata a Montecitorio una scuola salentina

image_pdfimage_print

Nell’anno scolastico 2013-14, una scuola salentina, l’ I.I.S. “A. Meucci” di Casarano,  ha partecipato con successo al concorso “Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione”, bandito da Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e MIUR.

Il tema era costituito dall’art. 10 della Costituzione Italiana: “ […] Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge […]” .

Gli alunni hanno realizzato, per l’occasione, un progetto intitolato “ La zuppa di pietra”, rappresentando in un video l’antica leggenda (di seguito riportata) di due viandanti che si fermano in un paese dove, grazie ad una minestra alla quale tutti aggiungono un ingrediente, diventano protagonisti di un processo di  “interazione”, un passo in avanti rispetto all’  “integrazione”.

La leggenda della zuppa di pietra

C’e una storia, tramandata dal tempo dei tempi fino a noi, che racconta di due viandanti in pellegrinaggio.

Affamati e stanchi del cammino percorso durante ii giorno, arrivarono nei pressi di un piccolo e povero villaggio, dove decisero di fermarsi a riposare a lato della strada.

Uno dei viandanti mise insieme un piccolo fuoco, sul quale pose una grossa pentola, mentre l’altro la riempl d’acqua raccolta nel torrente e vi pose dentro una semplice pietra.

I due uomini si sedettero accanto al fuoco, che ben presto portò in ebollizione la loro zuppa di pietra.

La scena non sfuggì agli abitanti del villaggio, che si domandarono il perché del curioso comportamento dei due stranieri.

Alla fine, diversi abitanti decisero di approfondire la questione e di avvicinare i due viandanti, attaccando bottone con loro.

Di lì a poco si avverti attorno aria di gaiezza, dal momento che i visitatori, si dimostrarono particolarmente amichevoli e presero a narrare storie di posti e genti che avevano incontrato nel lungo viaggio che li aveva condotti fin lì.

Alla fine, un ragazzo chiese ai viandanti: “Perché, spiegatemi, state bollendo una pietra?”

Uno dei viandanti rispose ” Per poter poi mangiare una zuppa di pietra” “Deve essere terribilmente  insipida!”  –    disse una vecchia –       “Ma io ho giusto un cavolo, che gli darà un qualche sapore in piu”   “E io ho un po di carote, che le aggiungeranno un pò di  colore”

–   disse un altro abitante de! vill aggio.

“Io ho delle patate!”        disse un altro, finché, con ii  contributo di poco da tanti, un abbondante stufato fu fatto, con ii quale ii  villaggio  intero e gli stanchi pellegrini fecero cena; e mentre cenavano, si raccontavano storie, condividevano esperienze e conoscenze, divenendo amici lungo tutta la nottata.

Lamattina dopo, i due viandanti (che non potevano piu essere chiamati 1″stranieri) ripresero ii loro viaggio, lasciando ii villaggio e i suoi abitanti dietro di loro.

Ma gli abitanti non dimenticarono mai ne i pellegrini ne la lezione che avevano da loro appreso. Infatti, anche durante le peggiori temperie, il piccolo e pover o villaggio prosperò, poiché i suoi abitanti mai dimenticarono  come fare “una zuppa di pietra” ………..

_____________________

Il messaggio scelto dal  “Meucci”, coerente con le finalità del concorso, era articolato in modo tale da far avvicinare ai principi costituzionali gli studenti, non solo attraverso la conoscenza teorica. Per questo numerosi sono stati gli incontri tra i giovani e i poeti della solidarietà e della pace, i musicisti e i danzatori di varie etnie; spesso intervistati e filmati dagli alunni.

Il lavoro si è concluso con un indimenticabile concerto multietnico per il quale sono stati elaborati brani musicali originali.

Il tutto veniva raccolto in un video (di seguito indicato),  premiato il 29 e 30 maggio 2014 a Palazzo Montecitorio (nella foto alcuni alunni e i docenti).

Ideatrice del progetto è stata l’assistente sociale Maria Angela Zecca. Hanno guidato gli studenti i proff.  Salvatore Conte e Lucia D’Ambrosio.

                                                                                                          Salvatore Conte