IL PENSIERO MEDITERRANEO

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PRESENTAZIONE DEL MAESTRO D’ARTE GIOVANNI TERESI E RECENSIONE DELLA SUA OPERA SCULTOREA “VENERE FRA I CORALLI” NELL’ATLANTE DELL’ARTE CONTEMPORANEA GIUNTI 2026

Giovanni teresi

Giovanni Teresi è artista visivo, poeta e scrittore contemporaneo. Personalità poliedrica e curiosa, questo peculiare Maestro è riuscito ad attirare l’attenzione di molti critici, ottenendo anche importanti premi, come il “Titolo Accademico per meriti artistici e culturali” ed “Esperto d’Arte per la scultura in legno” (per “Donna pensante”) conferiti dall’Accademia Santa Sara di Alessandria nel 2019, nonché il titolo onorifico “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per la sua attività artistico-letteraria dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2020.

Le sue opere sono state esposte in diverse mostre, in Italia e all’estero, come “Artisti in Contemporanea”, presso il Polo Museale Diocesano, Chiesa S. Maria Nuova di Gubbio (2019); 6a Biennale Internazionale di Atene, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura in città (edizione 2019); “Natale in Arte a Gubbio”, Palazzo del Bargello (2023); “La Piccola Collettiva d’Arte Sacra – Sulle orme di Francesco”, al Museo Diocesano sito nella Città dei Ceri (2024);

“Premio Artista nella Storia”, ospitata al Teatro Italia di Roma (2024); 21a Art Parma Fair (edizione 2025).

L’approccio artistico del Nostro si caratterizza per una grande sintesi formale e materica in cui posta al centro modelli artistici tradizionali (come il paesaggio o la natura morta) attraverso una rappresentazione alleggerita da espedienti tecnici.

Dunque, le immagini denotano una bidimensionalità  in cui gli elementi sono ridotti all’essenza per far emergere una visione della realtà infantile e poetica.

Spaziando dalla scultura alla pittura, Teresi non esita anche di mischiare questi due mondi in installazioni in cui imposta l’olio in modo corposo, o scolpire su lastre lignee bassorilievi che vengono successivamente dipinti, portando così alla luce opere che generano un’esperienza visuale convergente.

Nelle sculture, invece, ritroviamo una personale indagine della figura umana in cui l’aspetto simbolico diventa preponderante, tanto che le fisionomie vengono ridotte a mere suggestioni, per dare centralità e qualità devozionali antiche.

Nell’opera paradigmatica presa in esame, l’autore plasma il marmo per portare alla luce una conformazione sacra, le cui membra non sono chiaramente distinguibili, ma richiamano la presenza di un reperto antico, mitologico e ieratico, vicino alla fattezza della Dea Venere.

L’impossibilità di leggere in modo definito la figura e l’aggiunta di innesti marini sulla superficie – anch’essi scolpiti con grande attenzione – evocano un sentimento di sospensione: il manufatto custodito per centinaia di anni nel fondo marino, torna a galla, mutato ormai dalle influenze dell’acqua e dai suoi esseri viventi.

Seppure abbia perduto le sue peculiarità artistiche originali, Teresi vuole suggerirci che la sua storia è la vera chiave estetica dell’ideazione: la bellezza della divinità non è scomparsa, ma si è nobilitata attraverso l’intervento della natura nel tempo.

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