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Quanti sono gli Angeli del cielo? E chi li ha mai contati, davvero?

Quanti sono gli Angeli del cielo

le curiosità di Zornas Greco


Avete mai provato, in una notte stellata, a domandarvi quanti siano gli Angeli del cielo? Intendiamo proprio tutti: non solo i famosi Arcangeli Gabriele, Michele e Raffaele (che ormai fanno più apparizioni di certi influencer), ma anche i Serafini, i Cherubini, i Troni, i Principati, le Potestà, le Virtù, le Dominazioni, e tutti gli altri dal curriculum mistico e dalle ali immacolate. Insomma: esiste un’anagrafe angelica? Un censimento, una lista Excel celeste? E soprattutto: chi tiene i conti?

📜 Angeli & Registri: l’INPS del Paradiso

Partiamo da una semplice osservazione: la Bibbia non dice mai esattamente quanti Angeli ci siano. Già qui qualcosa puzza di segretezza vaticana. Tutt’al più, si fa riferimento a “miriadi di miriadi” (Ebrei 12,22) – che per chi non ha fatto il liceo classico significa tanti, tantissimi, troppi da contare. In pratica, se li mettessimo tutti in fila per una foto di gruppo, servirebbe l’intera Via Lattea come sfondo.

Secondo San Tommaso d’Aquino, che tra un’angelologia e un’altra ne sapeva parecchio, gli angeli non sono “infinite” creature, ma sono “molti”, e ciascuno è una specie a sé. Tradotto: ogni Angelo è come un Pokémon leggendario – irripetibile, unico, inimitabile. Altro che algoritmo di clonazione.

🪜 Esiste una gerarchia angelica? Oh, eccome se esiste…

Altro che concorsi pubblici e meritocrazia. Gli Angeli sono suddivisi in nove cori angelici, e non stiamo parlando del coro parrocchiale che stona alle Messe di Natale. La gerarchia, definita da Dionigi l’Areopagita nel V secolo (quello vero, non il rapper greco), è più o meno così:

  1. Serafini – i più vicini a Dio, quelli che cantano “Santo, Santo, Santo” senza pausa pubblicitaria.
  2. Cherubini – non quelli paffuti sulle bomboniere, ma custodi della conoscenza divina.
  3. Troni – no, non c’entrano con “Il Trono di Spade”, sono canali della giustizia divina.
  4. Dominazioni – coordinano gli angeli più bassi, hanno probabilmente un gruppo WhatsApp con solo silenzio.
  5. Virtù – gestiscono i miracoli. (Sì, sono loro che approvano i bonus celesti.)
  6. Potestà – mantengono l’ordine cosmico, tipo i vigili urbani dell’universo.
  7. Principati – proteggono le nazioni e i regni. (Hanno un bel da fare di questi tempi.)
  8. Arcangeli – i messaggeri speciali, tipo Gabriele: “Maria, ho una notizia per te…”.
  9. Angeli – gli angeli custodi, i più vicini a noi, quelli che ci sussurrano “non farlo” e noi… lo facciamo lo stesso.

🪙 E l’avanzamento di carriera? C’è l’INAIL celeste?

Domanda lecita. Un Angelo può “fare carriera”? Da custode a Arcangelo? Da Serafino a Serafina con benefit? Pare proprio di no. Il posto è fisso fin dal primo giorno di creazione. Secondo la teologia classica, gli Angeli non hanno libero arbitrio nel tempo come noi: la loro scelta per Dio è eterna e definitiva. Insomma, nessun cambiamento di residenza, contratto o profilo LinkedIn.

Tuttavia, se proprio vogliamo forzare la mano, si può dire che l’unico “scatto di carriera” angelico è cadere. E infatti un certo Lucifero è passato da portatore di luce a… direttore dei piani bassi. Ma quella è un’altra storia.

🧾 Ma allora, esiste un’anagrafe angelica ufficiale?

A quanto pare, no. Nessun registro, nessun foglio Excel in paradiso. Né San Pietro né l’Angelo Ragioniere (se esiste) hanno mai condiviso numeri certi. I Padri della Chiesa, i mistici, i poeti e pure i numerologi hanno provato a stimare: chi dice 7.000, chi dice 144.000, chi 3 trilioni e mezzo. Insomma: se Google non sa quanti sono i pixel del cielo, figurati gli Angeli.

Eppure, nonostante questa mancanza di dati precisi, ognuno di noi sente di avere almeno uno accanto. Magari non ha nome, non firma autografi, ma ogni tanto ci fa rallentare prima di un incidente, ci fa cambiare strada all’ultimo momento, ci consola quando nessuno ci vede.

🎠 Fonti? Oh sì, documentatissime… o quasi!

Per chi volesse approfondire, citiamo fonti con la dovuta solennità e un pizzico di ironia teologica:

  • La Bibbia, che di Angeli ne parla ma non li conta.
  • San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae (con note a margine scritte in latino stretto e sigillate col timbro del Paradiso).
  • Dionigi l’Areopagita, La Gerarchia Celeste – un testo talmente mistico che anche gli Angeli fanno fatica a interpretarlo.
  • Alcuni testi apocrifi ebraici, tra cui il Libro di Enoch, che fornisce liste di Angeli lunghe come un Black Friday.
  • Alcune mistiche medievali, che affermano di averne visti “decine di migliaia” (ma a lume di candela).
  • E infine, non dimentichiamolo, Google, che offre opinioni angeliche a seconda del fuso orario e della connessione Wi-Fi.

☁️ Morale della favola celeste?

Non importa quanti siano, né se ci sia un modulo da compilare per diventare Cherubino: gli Angeli esistono nella misura in cui ci crediamo. Sono la poesia dell’invisibile, la metafora più tenera del bene che ci accarezza quando il mondo graffia. E forse, in fondo in fondo, anche l’umorismo è una forma d’angelo: ci salva con leggerezza.


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