Questo Romanzo non s’ha da adottare
di Franco Amarella
Già, solo a darla, questa “news” sembra una “fake”.
Invece no, si tratta de I Promessi Sposi. Nei futuri programmi studenteschi, Renzo e Lucia, cito il Ministro “Non sono più contemporanei, al biennio studiate libri più facili”. Dunque è espressione di una volontà precisa, che certamente muoverà da una considerazione della contemporaneità, penso, abbastanza deviata. E chiedo, non è più contemporaneo il sentimento d’amore di un giovanotto per una giovane donna? Oppure non v’è contemporaneità per quell’istituto stesso del matrimonio? E magari non v’è più contemporaneità per la considerazione della Divina Provvidenza? O realtà non coassiale con il neo pullulare improvvisato delle moschee? O per la redenzione di uno spadaccino fumantino che diventa umile frate pellegrino saio e sandali? Queste elementari domande, dichiarando una posizione piuttosto politica, forse disarmante, come possono giustificare una difficoltà temporale, tale da dover ascrivere tutta l’opera fra le letture difficili? Perché Renzo e Lucia non sono più contemporanei! Per i giovani studenti di oggi, continuando di questo passo, la sola ed unica contemporaneità sarà il mezzo e non i contenuti. Ovvero uno smartphone, un tablet e magari con l’uso smodato dell’AI, sempre a capo chino quasi in ipnosi collettiva.
Ma dilungarsi qui in spigolature sociologiche, antropologiche e filosofiche a difesa del valore letterario de I Promessi Sposi non aggiungerebbe alcunchè alle tante loro celebrazioni conclamate e diffuse. Mi piacerebbe, invece, entrare nelle pieghe di quel valore dell’opera manzoniana, finora inesplorata, proprio rispetto al suo merito comunicazionale moderno. Visto che è stata tirata in ballo la contemporaneità, in modo a dir poco improvvido, se non incauto.
E per farlo prendo in prestito il cosiddetto briefing aziendale, allor quando l’amministratore delegato riunisce in una sala tutti i quadri, dai responsabili di area (area-manager) ai responsabili di prodotto (product-manager), ai direttori alle vendite (sales-manager), fino ai rappresentanti…ai designers…ai progettisti. Bene. Assistiamo in sintesi a quanto accade. Il relatore nell’esporre le intenzioni della campagna di comunicazione imminente, parte dalle informazioni che comprendono le ragioni della “costruzione” del prodotto che si vuole lanciare.
E questo per far entrare nelle menti di tutti i quadri ed operatori finali la storia, le qualità, la “necessita” di quel tale prodotto. Innanzi tutto per avviarli ad un’assimilazione completa delle caratteristiche di quanto poi il mercato dovrà assorbire; in via accessoria per conferire loro un pacchetto di buone argomentazioni di vendita. Insomma un vero e proprio tirocinio formativo-commerciale. Si usa così nel marketing moderno. Saltiamo adesso al “prodotto letterario” in questione ambientato nel ‘600 in Lombardia. E guardiamo ai contenuti e a come Egli stesso ha voluto, con quali tecniche, rappresentarli. Sicchè I Promessi Sposi, riscritti fino ad editarli dopo aver sciacquato i panni in Arno, rispondono a tre direttrici di componimento:
Utile per iscopo. Vero per soggetto. Interessante per mezzo. Dunque il nostro grande Alessandro è come se ci facesse un briefing per farci assimilare meglio la sua opera. Ce lo dice lui. Infatti ci spiega con l’Utile per iscopo la rivolta dei forni, le proteste a Milano nel ‘600 contro gli spagnoli; fatti che sollecitavano in verità una pungolatura popolare utile, un suggerimento quasi, per affrancarsi dal dominio austriaco in Lombardia nell’800. Senza contare l’utilità più intimistica della conversione spirituale dell’Innominato (essendosi egli stesso convertito). Giusto per citare due esempi.
Poi con il Vero per soggetto va sottolineata l’originalità dell’opera”, perché fino al Manzoni il ROMANZO era stata la tribuna delle imprese cavalleresche, delle historie di principi e regnanti, delle leggende di nobili avventurieri. Alessandro Manzoni usa il ROMANZO per trattare fatti quotidiani veraci, comuni a tanta gente umile, gente del popolo. Quindi il vero. (Si direbbe oggi un romanzo democratico).
Infine l’Interessante per mezzo. E qui escogita un vero e proprio capolavoro di tecnica di comunicazione. Dice di aver trovato un manoscritto del ‘600, che trattava delle disavventure di una coppia di giovani amanti, per colpa di un nobile capriccioso e libertino. Lo appassionò a tal punto da riscriverlo con titoli diversi fino ad arrivare a pubblicarlo poi con il titolo noto. Perché usò questo espediente? E qui un moderno pubblicitario non si porrebbe nemmeno la domanda. Infatti volle caricare di fascino misterioso quel ritrovamento, proprio per legare l’attenzione dei lettori, facendoli rimanere affascinati da un sogno tutto da scoprire leggendo. Una tecnica più che moderna di entusiasmare un acquisto, grazie ad uno spot ben congegnato.
Arriviamo ad una conclusione necessaria. Sulla preziosità del racconto, tutto affrescato di quotidianità contadina ma anche di protervia nobiliare; come di laboriosità artigianale ma anche di ignavia piccolo-clericale; di adattamento popolare ma anche di sostegno religioso; di sofferenza umana e spirituale ma poi di redenzione finale, aleggia continuamente uno spirito di attesa che ci si attende di castigo per i malvagi ed i prepotenti, mentre di speranza e di premio per gli umili ed i vessati.
Al pari del valore italiano di tanti grandi della pittura, della letteratura e della scultura, tanta preziosità manzoniana, riconosciuta nel tempo, si identifica ormai con il tricolore che svetta sui palazzi italiani di governo. Ma se cominciamo a mortificarla ammainandola sferriamo un colpo mortale ad un patrimonio culturale tutto italiano.
Senza contare la perdita della possibilità per ogni docenza di far propria quella tecnica di divulgazione, onde trasferire alle giovani generazioni l’essenza di un processo di realizzazione. Ovvero, in parole povere, prima di creare qualcosa assicurarsi che sia una cosa utile e fruttuosa. Che la stessa sia la proiezione di una verità reale e non di una costruzione fumosa, simile ad un imbroglio.
E solo infine lasciare il posto alla creatività ed all’inventiva per mettere in moto la sua promozione.
Al netto del contenuto delle 746 pagine, Renzo e Lucia se per il Ministro della Pubblica Istruzione sono anacronistici, forse non lo sarebbero se Lucia fosse stata attratta da Gertrude e Renzo dal cugino Bortolo? Contemporaneità.