Ragionamenti mattutini sulle Radure di Torcito
Torcito
di Paolo Protopapa
La triade su Torcito si conclude con queste note sul senso di alcuni spazi o luoghi non/luoghi carichi di suggestione e immateriale densità estetico-filosofica in grado di portare la nostra particolarità identitaria i un più ricco mondo di valori universali. Torcito può meritarselo perché è tra Otranto e il Mediterraneo sacro di culture e civiltà imperitura. È da qui che ogni volta che vogliamo spiritualizzarsi, eleviamo la natura in cultura e voliamo alto.
La riflessione ‘Radure di Torcito’ non è agevole, ma può aiutare a vedere le cose apparentemente ovvie e puramente oggettuali come prolungamento del nostro corpo-anima. Dunque noi stessi, umani presuntuosi, come “Gattung-Swesen” (L. Feuerbach e K. Marx), ossia ‘Ente del genere naturale-umano’. Separabili, storicamente, ma per ricomporsi in unità. Quindi né incomunicabile, né in-componibile, in strumentale opposizione utilitaria di dominio.
Solo così il modello devastante della natura-cosa può trapassare in mondo naturale umano.
Si tratta di passare dall’ “l’uomo-padrone e signore dell’universo” (nella storica inclinazione borghese e capitalistica) in una possibile, comunista auto-fruizione nel e dell’Essere in quanto ed essenzialmente ‘casa comune’. Se e in quanto la natura non è solo “naturata” (ovvero assommabile in meri e frantumati oggetti), cioè cosale – fatta di cose – essa può apparire, invece, “naturans”, produttiva e vitale (Spinoza).
Quanto guadagniamo in una apparente ingenuità panteistica e immanentistica, può avviarci a recuperare il nesso tendenzialmente perduto e riscoprire nella natura non già soltanto il nostro corpo inorganico, bensì il Tutt’uno che ci realizza sia nel nostro corpo, sia nel nostro spirito. Due aspetti dello stesso destino. Questo può significare la predizione che in futuro, ma noi siamo sempre futuro: “non esisterà una storia umana e una storia naturale, ma un’unica storia naturale-umana”.
Forse nel giovane Marx, materialista moderno, discepolo hegeliano, ma anche criticamente aristotelico, spinoziano, feuerbachiano, darwiniano alita ancora una luce.