IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Reddito alimentare? Una possibile soluzione contro l’emergenza alimentare e lo spreco

Poche settimane fa, su change.org era comparsa una petizione a firma del sig. Leonardo Cecchi che abbiamo ritenuto interessante. Ve la riproponiamo per sapere cosa ne pensate.

L’introduzione del reddito alimentare sarebbe un passo importante per il costante aumento delle persone sotto la soglia di povertà in Italia. Due numeri: 2,7 milioni e 220mila tonnellate. Rispettivamente numero di persone in Italia a rischio fame e quantità di generi alimentari buttati via ogni anno dai soli supermercati nel 2020. L’emergenza alimentare continua quindi ad esistere, affiancata da un’emergenza spreco che non si riesce a risolvere. 

Similmente al Reddito di cittadinanza o ad altri strumenti di sussidio, il Reddito alimentare potrebbe essere garantito a tutte quelle persone in possesso di alcuni requisiti (ISEE inferiore a 15mila euro annui, patrimonio immobiliare inferiore ai 30mila euro). 

Il Reddito alimentare non prevederebbe però l’erogazione mensile di denaro sul conto o sulla carta del beneficiario, bensì un diritto ad ottenere generi alimentari, per un ammontare che equivale ad una cifra compresa tra 400 e 600 euro mensili, ottenibili presso i supermercati aderenti all’iniziativa Reddito alimentare lanciata sul piano nazionale. Ciò significa, è bene ripetere, che il beneficiario non disporrebbe di denaro reale sulla carta, ma di un valore equivalente esclusivamente utilizzabile nei supermercati aderenti all’iniziativa. 

Il beneficiario del Reddito alimentare, per accedere a quei generi alimentari, non dovrebbe recarsi in nessun centro di distribuzione e/o ente del terzo settore. Gli basterebbe andare al supermercato sotto casa, se aderente all’iniziativa. Nel supermercato, la persona non troverebbe sezioni dedicate a chi beneficia di quel reddito, ma attraverso una semplicissima app appositamente dedicata saprebbe quali categorie di generi alimentari poter ricevere in dono con il Reddito alimentare. Ogni supermercato infatti getta via mensilmente quintali di generi alimentari. Ha quindi eccedenze che, a inizio mese, stima già che non verranno vendute e che anzi dovrà buttare. La percentuale prevista di eccedenze, calcolabile dal singolo supermercato con facilità dati i record tenuti ogni mese, è la quota a cui i beneficiari del Reddito alimentare possono accedere.  

Fatta dunque la spesa, il beneficiario potrebbe “pagare” alla cassa con carta. Una carta in nessun modo identificabile con lo strumento stesso. Il Reddito alimentare funzionerebbe infatti sì attraverso una carta, ma generica. Il beneficiario, sul sito dedicato allo strumento in essere, potrebbe infatti sceglierne una tra una rosa di prepagate messe a disposizione dallo Stato grazie ad accordi con i maggiori istituti di credito (Poste italiane, Unicredit ecc.). Il beneficiario, logicamente, sceglierebbe una prepagata appartenente ad un istituto di credito di cui non ha già una carta, così da evitare confusione. 

Attraverso questo sistema, che si basa come detto su un valore equivalente erogato mensilmente, si supererebbero quindi i due grandi problemi precedentemente indicati, portando la domanda direttamente nei centri che producono l’offerta, ed evitando di mettere “etichette” di sorta ai beneficiari. 

Ma perché un supermercato dovrebbe consentire ad “n” cittadini di poter fare la spesa “pagando” con una tessera del Reddito alimentare se non ne ricava profitto? 

Perché il supermercato non sta vendendo: sta donando. E oggi donare, grazie alla legge antispreco, conviene molto, e garantisce l’accesso ad una serie di benefici fiscali che consentono ai donatori di risparmiare non poco denaro.  Se però tanti supermercati oggi non donano in maniera regolare e costante, ciò spessissimo avviene per i problemi precedentemente indicati (difficoltà logistiche). E ogni bene alimentare buttato e non donato è infatti per loro una doppia perdita: del valore del bene e della mancata opportunità di guadagnarci comunque con benefici fiscali. 

E voi lettori, cosa ne pensate del reddito alimentare? Fateci sapere le vostre opinioni con un commento!