IL PENSIERO MEDITERRANEO

Rivista culturale online di filosofia, letteratura, arte e dialogo mediterraneo

RI-UMANIZZARE L’EDUCAZIONE

Riumanizzare

La scuola come luogo dove si impara COME pensare, non CHE COSA pensare: le pedagogie del rispetto

16 e 17 Maggio 2026

Casa Madre Opera Don Calabria | Via San Zeno in Monte, 23 | Verona 

Le due giornate di conferenza, gratuite e valide ai fini della formazione degli insegnanti con rilascio di attestato, sono aperte a insegnanti ed educatori previa iscrizione su:

Conferenza – Ri-umanizzare l’educazione – Polo Europeo della Conoscenza – I.C. Bosco Chiesanuova

Verona, 30 aprile 2026 – Mettere al centro l’allievo e accompagnarlo nel suo divenire: è questa la missione profonda della scuola e il cuore della Conferenza “Ri-umanizzare l’educazione”, in programma il 16 e 17 maggio a Verona. L’iniziativa si svolgerà presso la Casa Madre Opera Don Calabria (Via San Zeno in Monte, 23) nell’ambito del Progetto Horizon Europe Let’s Care, ed è organizzata dal Polo Europeo della Conoscenza – I.C. Bosco Chiesanuova in collaborazione con MCE e CEMEA, con il patrocinio del Comune di Verona, assessorato Politiche educative e scolastiche, Biblioteche, Edilizia scolastica, Salute e servizi di prossimità.

Al centro delle due giornate, il tema dell’indipendenza di pensiero: la scuola come spazio in cui ogni studente viene sostenuto non solo nell’acquisizione di conoscenze, ma soprattutto nello sviluppo della propria identità e della capacità critica. Educare significa infatti prendersi cura del percorso di crescita della persona, rispettandone tempi, bisogni e unicità.

Per realizzare questa visione, diventa fondamentale guardare al patrimonio pedagogico del passatoe applicarlo con consapevolezza nella scuola di oggi. Le pedagogie attive, sviluppate dai più grandi pedagogisti a livello internazionale come Montessori, Freire, Piaget, Vygotsky, Freinet, Korczak, Dewey, Don Milani, Brunner, non sono semplicemente attuali: sono strumenti vitali per costruire un’educazione capace di rispondere alle sfide contemporanee. Un approccio che mette al centro l’esperienza, la partecipazione e la relazione, restituendo alla scuola il suo vero ruolo formativo.

Un panel di autorevoli pedagogisti contemporanei approfondirà come i modelli educativi delle pedagogie del rispetto possano contribuire a costruire una società più umana, inclusiva e rispettosa delle diversità. In linea con lo spirito di Let’s Care – progetto di ricerca finanziato dalla Commissione Europea che coinvolge sei nazioni con l’obiettivo di sviluppare proposte politiche atte al miglioramento del benessere degli studenti e delle condizioni di insegnamento a scuola – l’obiettivo è quello di fornire agli studenti – dalla scuola primaria all’università – gli strumenti cognitivi ed emotivi per navigare la complessità del mondo, comprenderlo e agirvi in modo responsabile e trasformativo.

La nostra rete, invitata all’UNESCO di Parigi per il sesto incontro annuale della Global Education Coalition del 23 e 24 marzo scorsi, ha potuto toccare con mano i problemi derivanti dalla digitalizzazione forzata del mondo educativo e osservare come molti paesi europei stiano riscoprendo pratiche del passato, senza alcun timore di perdere competitività – spiega Stefano Cobello, coordinatore del Polo Europeo della Conoscenza – I.C. Bosco Chiesanuova che ha organizzato l’iniziativa. “Abbiamo organizzato questo evento sulle pedagogie attive per richiamare l’attenzione sul ruolo della scuola, il cui obiettivo non è istruire sempre più in accelerazione, ma rispettare i tempi degli studenti aiutandoli a crescere in armonia, in ambienti emotivamente protetti“.

Si affronteranno temi come il pensiero critico come forma di autodifesa civile in una società segnata dal sovraccarico informativo, dove la scuola  deve insegnare a decodificare la realtà e a resistere alla manipolazione; di argomentazione e democrazia come presupposto per una cittadinanza attiva e deliberativa per insegnare, attraverso il dibattito strutturato, a sostenere le proprie idee nel rispetto dell’interlocutore e a cercare  un accordo mediato; del nuovo ruolo del docente come registafacilitatore dei processi cognitivi attraverso la capacità di ascolto e la “pazienza impaziente” nel gestire i tempi di crescita degli alunni; del superamento dell’aula tradizionale a favore di spazi modulari, flessibili e polifunzionali per favorire il coinvolgimento attivo e la cooperazione; della valutazione formativa e orientativa e, soprattutto, autovalutativa (come sosteneva Freinet) che valorizzi il potenziale unico di ogni studente e lo aiuti a migliorare, invece di limitarsi a sanzionare l’errore con voti numerici stressanti.

In tempi in cui imperano conformismo e pensiero dominante, la scuola ha il compito di insegnare, invece, il pensiero indipendente – spiega Alessio Perpolli, dirigente scolastico dell’I.C. Bosco Chiesanuova presso cui ha sede amministrativa la rete Polo Europeo della Conoscenza. “E per farlo non bisogna inventarsi niente di nuovo, ma avere la volontà e il coraggio di applicare nella scuola di oggi lo straordinario patrimonio delle pedagogie del rispetto. Solo così la scuola può assolvere al suo compito più alto: formare cittadini liberi, consapevoli, democratici e capaci di contribuire al miglioramento della società“.

Programma e iscrizioni: https://www.europole.org/ri-umanizzare/

Ufficio stampa Polo Europeo della Conoscenza – I.C. Bosco Chiesanuova – Chiara Fossati – 347.7362313

LE PEDAGOGIE DEL RISPETTO

Il concetto di rispetto in ambito educativo si declina attraverso i contributi di grandi maestri che hanno spostato il focus della scuola dal programma istruttivo all’allievo in divenire.

  • Maria Montessori e la libertà interiore: il suo metodo si basa sul rispetto profondo per lo sviluppo naturale del bambino, inteso come soggetto dotato di potenzialità innate e di una “mente assorbente”. L’educazione è vista come un “trarre fuori” (e-ducere) anziché un immettere nozioni, e l’errore diventa una risorsa di autocorrezione.
  • Paulo Freire e la pedagogia della liberazione: Freire critica l’educazione in cui lo studente è un contenitore passivo da riempire. Il rispetto si manifesta attraverso il dialogo, che trasforma l’insegnamento in un processo di co-costruzione della conoscenza in cui educatore ed educando imparano insieme.
  • John Dewey e la scuola-laboratorio: per Dewey, rispettare l’alunno significa riconoscerlo come individuo sociale e porre l’esperienza pratica, attiva, al centro dell’apprendimento. La scuola non prepara alla vita, ma è essa stessa vita, dove si impara attraverso il “fare” (learning by doing) e la risoluzione di problemi reali.
  • Janusz Korczak (Henryk Goldszmit) era convinto che solo l’effettivo riconoscimento dei diritti del bambino permetta lo sviluppo dell’educazione e dell’umanità; dedica la propria vita alla difesa di tali diritti, in particolare alla difesa del diritto dei fanciulli «a essere considerati non come oggetti, né come semplici adulti del futuro, ma come esseri umani nella loro dimensione superiore e centrale”.
  • Celestin Freinet – La sua pedagogia si basava sull’empatia verso i bambini, sull’osservazione dei loro bisogni reali e sulla creazione di un ambiente di apprendimento che fosse naturale, cooperativo e stimolante.
  • Jerome Brunner – rappresenta un contributo fondamentale alla pedagogia contemporanea, poiché enfatizza l’importanza di un apprendimento attivo e partecipativo. Al centro del suo modello educativo, l’idea che gli studenti debbano essere messi in condizione e rispettati come protagonisti della loro formazione, abbandonando un approccio passivo per abbracciare una modalità di apprendimento che favorisca la scoperta e l’esplorazione.

·           Lev Vygotsky. Il suo spazio di apprendimento culturale rappresenta un modello comunicativo verbale e non verbale di apprendimento e scambio di informazioni che rispetta ampiamente i tempi ed i bisogni dei bambini

  • Jean Piaget. Ha avuto un’influenza fondamentale sul campo dell’educazione. Le sue teorie hanno spinto gli insegnanti a riconoscere l’importanza di rispettare le tappe naturali dello sviluppo cognitivo dei bambini.
  • Don Milani. La pedagogia di Don Lorenzo Milani non è solo un metodo d’insegnamento, ma un atto di rivolta civile e d’amore. Per lui, il rispetto non era una forma di cortesia formale, ma il riconoscimento della dignità intellettuale di ogni ragazzo, specialmente dei “vinti” della società.

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