IL PENSIERO MEDITERRANEO

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RICERCHE ATTRAVERSO LE FONTI LA VERITÀ SUL BISSO

Allieve del maestro Italo Diana

Allieve del maestro Italo Diana

di Roberto Lai

La lavorazione del bisso a Sant’Antioco, purtroppo, è ancora oggi accompagnata da affermazioni prive di qualsiasi fondamento, che alimentano disinformazione e confusione. Come se non bastasse, queste ricostruzioni fantasiose rischiano di oscurare la vera storia e l’origine di un patrimonio artigianale unico.

Con questo contributo, nel rispetto delle idee altrui, desidero ricordare chi fu il vero padre della rinascita della lavorazione del bisso nell’isola sulcitana, liberando la sua memoria da leggende infondate. Creare falsi miti significa, infatti, cancellare la storia autentica di questo prezioso filamento marino.

Italo Diana nacque a Sant’Antioco nel 1890 e fin da giovanissimo mostrò grande interesse per tutte le attività manuali, sviluppando una spiccata inclinazione per l’artigianato tessile. In un’epoca in cui filatura e tessitura erano considerate attività esclusivamente femminili, seppe superare pregiudizi e convenzioni, dedicandosi con passione allo studio delle tecniche. Artigiano dotato di rara abilità, Diana non solo padroneggiava i segreti del telaio, ma possedeva anche una profonda conoscenza delle materie prime e dei processi di lavorazione.

Negli anni 1923-1924 fondò a Sant’Antioco una scuola con l’obiettivo di far rivivere la tradizione del bisso marino e impedirne la scomparsa. Nonostante il disappunto della moglie, che non condivideva il suo entusiasmo, investì risorse familiari per formare nuove generazioni di tessitrici. Nessuna delle sue allieve ha mai parlato di riti magici, preghiere o mistificazioni: il bisso è già di per sé una materia straordinaria e non ha bisogno di artifici per affascinare.

Nella scuola si insegnava ogni fase della lavorazione: dal montaggio del telaio all’orditura, dalla tessitura alla decorazione dei disegni. Tra le numerose allieve si ricordano Maddalena Rosina Mereu, detta Lena, Elisa Marras, Assunta Cabras, Lodovica Stizia, Margherita Pirellas, Emanuela Vacca, Raffaela Schirru e Raffaela Lusci. Qui si realizzavano manufatti in lana, lino, cotone, orbace e naturalmente bisso marino.

Italo Diana curava personalmente il reperimento della materia prima: acquistava le Pinna nobilis dai pescatori o dai lavoratori stagionali, ne estraeva con cura il bisso e lo sottoponeva a lunghe operazioni di pulizia e sgrassaggio. I manufatti non erano destinati soltanto al mercato locale: venivano presentati nelle principali fiere della Sardegna, in particolare a Nuoro, Sassari, Samassi e Sorso, e in importanti esposizioni a Cagliari e Sassari.

Oggi il nome di Italo Diana rimane legato indissolubilmente alla rinascita della lavorazione del bisso a Sant’Antioco: un artigiano visionario, custode di una tradizione millenaria e maestro di una scuola che ha lasciato un segno profondo nella storia dell’isola.

Il maestro Italo Diana
Il maestro Italo Diana

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