Riflessione in un tramonto di mezza Estate: la perfezione di un uccello che pesca e il suo insegnamento
di Fabrizio Manco
Lo scorso sabato mi trovavo sul litorale Lungomare Boeo della mia città di Marsala, un toccasana per sfuggire al caos della città nella quale ormai non esiste più un angolo di silenzio; durante la mia passeggiata al tramonto nei pressi del mare la mia attenzione è stata catturata da alcuni uccelli che stavano volando dolcemente appena sopra le acque stagnanti del mare nei pressi di alcuni scogli.
Forse non erano prettamente Gabbiani ( Larinae, RAFINESQUE, 1815 ), ma sembravano essere alcune specie di uccelli acquatici come le Sterne marine o le Berte maggiori ( Calonectris diomedea, SCOPOLI, 1769 ) appartenential gruppo piu grande dei Procellaridi ( LEACH, 1820 ,) le quali soprattutto durante la stagione estiva si aggirano sulle coste e sui litorali in cerca di piccoli pesci, molluschi o crostacei. Questi uccelli bianchi potrebbero essere anche dei Gabbianelli (Hydrocoloneus minutus, PALLAS, 1776 ) , i quali come suggerisce il nome latino della loro classificazione scientifica sono la più piccola specie di Gabbiano al mondo, con la testa color nero e il resto del corpo bianco. I Gabbianelli si nutrono di piccoli pesci e di insetti che volano sopra il pelo dell’acqua. Poiché questi uccelli erano distanti da dove stavo passeggiando io non ho compreso esattamente che specie di uccelli fossero. Alcuni di questi uccelli avvistati erano di colore bianco e nero ed alcuni erano di colore beige.
Ciò che mi ha colpito tuttavia e’ la loro sicurezza nel tuffarsi per acchiappare i pesciolini sotto l’acqua. E mentre stavano mangiando il pesce continuano a volare sopra l’acqua senza fermarsi. Così, alcuni minuti prima del tramonto, un piccolo uccello acquatico che acchiappa i pesci sotto il pelo dell’acqua mi ricorda come un antico maestro che nella vita sia le piccole azioni che quelle più grandi vanno prese con sicurezza e senza alcun timore di sbagliare.
Ci dobbiamo fidare del nostro istinto primordiale, il quale è la nostra guida: Egli sa dove condurci. Così come un piccolo uccello acquatico si tuffa nell’acqua fidandosi del flusso della vita, così dobbiamo fare anche noi. Dobbiamo fidarci del flusso dell’ Esistenza perché sa sempre dove condurci. Gli animali sono perfetti così: non fanno nulla per imparare a volare, a correre, ad arrampicarsi… con il tempo sono azioni e capacità che imparano da sé stessi… è la vita stessa che li conduce e loro si fidano del flusso. Quegli uccelli che stavano pescando al tramonto nei pressi di alcuni scogli mi hanno ricordato ancora una volta di non avere paura e di essere sicuro che nella vita non c’è niente di cui avere paura ma di fidarsi del flusso della vita e della sua intelligenza….