IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Salviamo la Bosnia ed Erzegovina. Salviamo l’Europa, manifestazione a Roma il 10 gennaio

di Paolo Rausa

Organizzata da una serie di associazioni bosniache in Italia, il 10 gennaio p.v. si terrà a Roma una grande manifestazione per esprimere preoccupazione per i gravi segnali di intolleranza e rigurgiti separatisti che giungono dalla madre patria, la Bosnia ed Erzegovina.

Il fragile equilibrio raggiunto con gli accordi di Dayton nel 1995 è seriamente compromesso da comportamenti criminali e irresponsabili di capipopolo locali che esacerbano la storia e una cultura secolare di tolleranza e di pacifica convivenza tra le sue diverse componenti etniche e religiose.

Il leader serbo-bosniaco Milorad Dodik, membro della presidenza tripartita della Bosnia ed Erzegovina, avanza rivendicazioni secessioniste unilaterali prendendo a pretesto l’approvazione della legge che vieta il negazionismo del genocidio di Srebrenica e l’esaltazione dei criminali di guerra responsabili. Ha l’appoggio, dice, di Russia, Cina e dell’ungherese Orban. Per conseguire questi propositi scellerati il Parlamento dell’entità della Republika Srpska ha messo in atto la devoluzione delle competenze su fisco, giustizia, sicurezza e difesa a favore del governo locale, sottraendole allo Stato centrale e avviando in tal modo la secessione di fatto.

Bosnia-Erzegovina, Ponte di Mostar

Di contro i cittadini di Bosnia ed Erzegovina desiderano la pace, da conseguire definendo un percorso di riconciliazione nazionale.

Le autorità europee e della Nato hanno messo in guardia dal fomentare queste politiche divisive che minano “26 anni di pace e stabilità”, ha detto l’alto rappresentante UE per gli esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell, ripreso dal ministro tedesco per gli affari europei, Michael Roth, il quale teme che a causa della tragica evoluzione la situazione in Bosnia possa degenerare in “minaccia alla pace e alla stabilità dell’intera Europa”.

Per impedire l’aggravamento e il ritorno al conflitto interetnico nel cuore dell’Europa i Governi Europei sono invitati a prendere posizione salvando dal precipizio la Bosnia e con essa l’intera Europa.

Con l’annunciato ritiro dei suoi rappresentanti dalle istituzioni bosniache comuni e l’intenzione di creare organismi separati per gestire giustizia, tassazione, sanità e un proprio esercito, Dodik provoca la disintegrazione della Bosnia Erzegovina e la fine degli accordi di Dayton del 1995, che sono costati lacrime e sangue. Mettere in atto da parte dell’Assemblea Nazionale e del Governo dell’entità della Republika Srpska il cosiddetto “ripristino delle competenze” minaccia e prepara la formazione arbitraria di istituzioni separatiste illegittime.

Questi propositi vanno fermati pacificamente!

La manifestazione “Salviamo la Bosnia ed Erzegovina” che si svolgerà a Roma, in Piazza Santi Apostoli il 10/01/2022 a partire dalle 11,00 è una protesta pacifica contro la divisione del Paese, per il mantenimento della pace e per la riconciliazione tra le parti, indipendentemente dalla fede religiosa o della appartenenza di ciascuna.

La Bosnia ed Erzegovina deve essere preservata come Paese unito dai legami comuni intessuti dalla stessa storia, lingua e cultura, frutto di un’appartenenza storica consolidata fin dai tempi dell’impero ottomano e austro-ungarico. Mentre la Republika Srpska è il prodotto del compromesso e della mediazione per porre fine ai conflitti.

Bosniaci ed Erzegovesi si battono per uno Stato democratico e sovrano, unito e indivisibile, costituito da cittadini e popoli con gli stessi diritti, liberi e sovrani, indipendenti e uguali davanti alla legge, sia che vivano in patria sia all’estero.

Una protesta che coinvolgerà contemporaneamente le comunità di Roma, Bruxelles, Ginevra, Oslo, Vienna, Birmingham, Stoccolma, Sarajevo, New York, Ottawa e Toronto, che vale non solo per la Bosnia ed Erzegovina, ma contro la violenza e la guerra, le divisioni e le discriminazioni, per la democrazia, per una società libera, per l’uguaglianza e per affermare lo stato di diritto.

Per info: Associazione culturale bosniaca Stekak di Verona (tel. 349 5842605), Associazione Bosna u srcu (Bosnia nel cuore) di Roma, Associazione Bosnia Erzegovina oltre confini di Piacenza (bh-oltreiconfini@libero.it), Associazione Bosniaca Behar di Camisano Vicentino (tel. 320 3864243), Associazione culturale Bosniaca Biella (acb.presidente@libero.it), Associazione Nema Problem (info@nemaproblemaonlus.eu).

Separatore di testo

San Giuliano Milanese, 06/01/2022