IL PENSIERO MEDITERRANEO

Rivista culturale online di filosofia, letteratura, arte e dialogo mediterraneo

Sanità, amministrazione, democrazia

Amministrare la cosa pubblica

di Paolo Protopapa

La Sanità pubblica fu un tutt’uno con il processo di decentramento regionale; e le Unità Sanitarie Locali – per chi come noi le visse dall’interno degli organi collegiali plurali e rappresentativi di gestione e delle Assemblee comprensoriali – costituirono i soggetti pubblici della sovranità popolare in opera fattuale concreta. Simmetricamente i Distretti Scolastici e la programmazione sociale dei Consultori Familiari arricchirono il vasto quadro della cornice istituzionale dell’autogoverno disegnato da una Costituzione innovativa e, a tratti, rivoluzionaria. La ‘democrazia sociale’, non una democrazia liberal borghese qualunque, di questo si trattò. Se a questo quadro aggiungete l’elemento fondante della Provincia, ente di raccordo primario tra Stato e comune, tra periferia e centro, la nuova complessità sistemica è ben rotonda. Quella, nel decennio degli anni Settanta del secolo scorso, fu una classe dirigente.

Dopo è cambiato tutto, con l’illanguidimento dei partiti politici, l’enuclearsi dei ceti politici e professionali corporativizzati, l’irrompere del dominio finanziario neocapitalistico e, soprattutto nel nostro piccolo Paese geneticamente e tendenzialmente particolaristico, la vittoria degli egoismi di classe sul principio solidaristico di respiro universalistico europeo. Lo spettacolo attuale, ben evidente sotto i nostri occhi, appare limpido e drammatico nella sua disperata verità effettuale. Ci barcameniamo tra empiti (pseudo)rivoluzionari di velleitarismo politico e auto esaltazione sentimentalistica compiaciuta e mediocre. E questa e’ esattamente la cifra della crisi di una popolazione che non sa essere popolo e, quindi, sconta la tenaglia di un ruolo di intellettuali combattuti tra ridondanze folkloriche municipalistiche e senso feroce di frustrazione politica. Sino a quando?

Circa le recenti scelte regionali si potrebbe dire ‘Tamen coactus, volui’, sebbene costretto, volli. La Regione ha adottato una misura fiscale assai impegnativa rispetto a utenti incapaci di reagire e di immaginare misure alternative nei confronti di chi li chiama in soccorso a tempo scaduto. Nulla di nuovo sotto il sole, si dirà.

Il ripiano fiscale tramite tassazione non invertirà la rotta. Solo governi attrezzati e coraggiosi, coadiuvati da cittadini veri e responsabili possono garantire la salute (in senso generale) di una nazione oggi in crisi. Nazione – giova ribadire – non è lo Stato, cioè l’apparato ordinamentale tecnico-giuridico. È, invece, l’unità morale che salda lo jato storico tra condizione reale e prospettiva pubblica dei bisogni sociali. Ecco perché le energie cognitive e intellettuali servono e vanno finalizzate al bene di tutti, ognuno responsabilmente per la propria parte in quanto civis, non suddito.


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