SATANISMO DINAMICHE SETTARIE, MANIPOLAZIONE MENTALE PROFILI CRIMINOLOGICI

di Claudia Trani**
Dal punto di vista criminologico, è necessario precisare che il satanismo, in quanto sistema di credenze o orientamento ideologico, non è qualificato come disturbo mentale nel DSM-5-TR.
Tuttavia, nei contesti settari organizzati possono emergere pattern psicopatologici e dinamiche relazionali disfunzionali riconducibili a patologie previste nel Manuale, quali i disturbi correlati a trauma e stress, dissociativi, nonché tratti di dipendenza relazionale e una disfunzione dell’Io.
In tali contesti, il controllo coercitivo esercitato dal gruppo può configurare forme di psychological abuse e undue influence, con una progressiva compromissione dell’autonomia decisionale, dell’identità personale e della capacità di giudizio critico del soggetto, elementi rilevanti ai fini della valutazione del rischio criminogeno e della vulnerabilità individuale.
Le condotte criminose associate a specifiche declinazioni del satanismo emergono prevalentemente all’interno di strutture gerarchiche rigide e ritualizzazioni coercitive, nelle quali il singolo aderente viene progressi- vamente desoggettivizzato e assoggettato all’autorità del gruppo.
Tali dinamiche possono favorire la commissione di reati di particolare gravità, tra cui omicidi rituali, abusi sessuali, maltrattamenti e profanazione di cadaveri, non in quanto conseguenza diretta del sistema simbolico satani sta, bensì come esito di processi di radicalizzazione, deumanizzazione della vittima e sospensione dei freni inibitori individuali.
In criminologia clinica, tali fenomeni vengono analizzati come espressione di criminalità settaria, in cui il rito assume una funzione di legittimazione della violenza e di rinforzo identitario del gruppo.
(cfr. www.silviamichelini.com).
Il satanismo criminoso può manifestarsi in pratiche quali traffico di esseri umani, pedopornografia e cannibalismo, sia simbolico che reale, all’interno di gruppi settari nei quali il carisma del leader, spesso associato a gravi patologie personologiche, esercita una funzione di controllo e condiziona mento psicologico sugli adepti, fungendo da collante sociale e da fattore di legittimazione della devianza.
(cfr. www.gnosis.aisi.gov.it).
È spesso complesso individuare la figura del reclutatore, il quale possiede la capacità di intercettare i bisogni emotivi e relazionali dell’interlocutore, adattando il proprio discorso alle aspettative e ai deficit affettivi della persona che ha di fronte.
Il soggetto che rimane intrappolato nella setta perde progressivamente la capacità di valutare in modo critico le informazioni ricevute, le quali assumono così un impatto psicologico devastante.
A tale condizionamento cognitivo si affianca l’imposizione di impegni lavora-tivi quotidiani particolarmente gravosi, funzionali a saturare il tempo e le energie dell’adepto, impedendo di fatto il confronto con fonti informa tive esterne e rafforzando l’isolamento dal contesto sociale.
I comportamenti settari sono stati oggetto di numerosi studi in ragione della loro particolare complessità e delle peculiari dinamiche psicologiche che li caratterizzano.
Tra i principali contributi scientifici si annoverano quelli della psicologa e saggista Margaret Thaler Singer, che negli anni novanta ha analizzato le derive della psiche connesse ai fenomeni del brainwashing (lavaggio del cervello) e della persuasione coercitiva.
La studiosa ha individuato una serie di caratteristiche fondamentali che devono essere presenti affinché un programma di manipolazione del pensiero possa dirsi strutturato ed efficace.
(cfr. www.internationalcultcistudies.org).
Tali caratteristiche includono il controllo del pensiero individuale, sia sul piano cognitivo-riflessivo sia su quello comportamentale, la creazione di un senso di impotenza, paura e dipendenza dalla leadership, nonché l’utilizzo sistematico di punizioni e/o ricompense per conformare i comportamenti agli standard settari imposti.
Il tutto si inserisce in una struttura autorita ria chiusa, rigida e autorefe- renziale, che non ammette deviazioni, criticità né possibilità di modifica del sistema valoriale e organizzativo.
Per ottenere il completo controllo sulla persona e garantire la conformità ai desideri della leadership, l’adepto viene progressivamente isolato dalla famiglia e dagli amici, indotto a rinnegare i legami affettivi originari e i ricordi positivi del passato, e talvolta soggetto all’impianto di falsi ricordi. Ogni contatto con l’esterno viene limitato o impedito, affinché l’individuo esperisca esclusivamente la realtà definita dal gruppo, che finisce per assumere la funzione di nuova famiglia sostitutiva.
Il fenomeno delle sette persiste tutt’oggi ed è oggetto di monitoraggio da parte del Dipartimento di Pubblica Sicurezza.
Già nel 1998, a seguito di circa due anni di indagini e su impulso dell’allora Ministro degli Interni Giorgio Napolitano, il Dipartimento provvide a redigere un Rapporto di circa 100 pagine sulle cosiddette psico-sette (mind control cults).
Il documento evidenziava come queste realtà, più insidiose e pericolose di quanto tradizionalmente percepito, siano in grado di provocare una com-pleta destrutturazione mentale degli adepti, conducendoli talvolta a gravi disturbi psicologici e a rovina economica.
Tali gruppi fanno ampio uso di meccanismi subliminali di fascinazione, come il mindwashing e altre tecniche di controllo coercitivo, finalizzate a limitare la libertà di autodeterminazione del singolo e a consolidare la dipendenza psicologica dal gruppo.
(cfr. www.believeandpreach.com).
Negli anni 2000 si sono registrati fenomeni criminali di particolare gravità attribuibili a gruppi settari strutturati, comprendenti omicidi multipli, occul- tamento di cadaveri e suicidi indotti.
Tra i casi più noti figurano quelli di Chiara Marino e Fabio Tollis, riconducibili al contesto delle “Bestie di Satana”, gruppo settario italiano caratterizzato da pratiche rituali, controllo coercitivo degli adepti e una marcata ideologia anticristiana.
Tali eventi evidenziano come la combinazione di leadership carismatica, ritualità deviante e isolamento sociale possa favorire la commissione di reati estremamente gravi,collocando queste organizzazioni nel campo della criminalità settaria studiata dalla criminologia contemporanea.
Nonostante quanto sopra esposto, una recente sentenza del Tribunale del Lavoro di Palermo (luglio 2025, non ancora resa pubblica) ha respinto il ricorso di un docente di storia e filosofia di un istituto superiore della città. Il docente contestava una sanzione disciplinare di tre giorni di sospensione dal servizio senza stipendio, comminata a seguito di un esposto della direzione scolastica.
Il fatto risale al febbraio 2024, quando nella classe del docente si presentò una studentessa con al collo un crocifisso rovesciato, dichiarandosi seguace del demonio.(!!)
L’episodio sollevò questioni relative alla libertà religiosa e di espressione, ma anche alla tutela dell’ambiente educativo e al ruolo del docente nel garantire la sicurezza, la disciplina e il rispetto dei valori fondamentali all’interno della scuola.
L’episodio in aula era avvenuto in un contesto sensibilizzato da gravi fatti di cronaca ed, in particolare, il caso di Altavilla Milicia (PA), dove il muratore Giovanni Barreca aveva ucciso la moglie e due dei figli piccoli durante un rito rituale, con la complicità dell’altra figlia.
Tale vicenda, ampiamente diffusa dai mass media, aveva generato un forte allarme pubblico sui rischi legati a pratiche settarie e devianze rituali.
Alla luce di questo, il docente agì in classe i comportamenti della studentessa — tra cui il crocifisso rovesciato — che riteneva potenzialmente lesivi per l’ambiente scolastico e per la tutela psicologica degli studenti.
A seguito di un esposto della direzione scolastica, la sanzione inflitta al docente venne confermata dal Tribunale del Lavoro di Palermo (luglio 2025).
Inoltre, la vicenda sollevò un dibattito rilevante in chiave giuridica e criminologica che, da un lato, sosteneva la libertà educativa e didattica del docente, dall’altro,il dovere di tutela degli studenti e di salvaguardia dell’ordine scolastico,in un contesto dove episodi traumatici, seppur indirettamente collegati a fatti esterni, possono avere un impatto significativo sull’ambiente di apprendi mento e sul benessere dei minori.
La giovane allieva contestò al docente di non essere stato in grado di confutare le sue scelte personali, comprese, con ogni probabilità, le decisioni relative alla rimozione del crocifisso presente in classe.
(cfr. www.avvenire.it/attualita – 8 settembre 2025).
L’episodio evidenzia la complessità del bilanciamento tra libertà di espressione degli studenti e autorità educativa del docente, inserendosi nel più ampio dibattito su tutela dei minori, ordine scolastico e responsabilità professionale.
Tuttavia,in sede di giudizio, il docente ha dichiarato che il proprio compor- tamento era stato improntato alla totale assenza di intenti mortificanti o discriminatori nei confronti dell’allieva, escludendo qualsiasi forma di umi liazione personale o stigmatizzazione.
Il Tribunale, adito dalla dirigenza dell’istituto, ha ritenuto il comportamento del docente offensivo e diffamatorio, in quanto la vicenda era stata oggetto di discussione con una collega e con la madre di un altro alunno, al di fuori delle sedi istituzionalmente preposte.
Inoltre, è stata ravvisata la violazione del principio di laicità della scuola pubblica, ritenendo che la condotta dell’insegnante avesse oltrepassato i limiti della corretta funzione educativa e del rispetto della pluralità di convinzioni personali e religiose degli studenti-
(cfr. www.aieinternational.it/giovani-e-satanismo – 8.9.2025).
L’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE), riconosciuta nel 2014 dalla Chiesa cattolica come Associazione Privata di Fedeli di diritto pontificio, evidenzia come la crescente attrazione di alcuni giovani verso il satanismo e l’occulto sia spesso riconducibile a dinamiche di manipolazione mentale, fondate sulla rappresentazione di Satana/Lucifero come figura benevola e sull’idea che il satanismo possa favorire l’elevazione e il potenziamento dell’essere umano.
Secondo tale prospettiva, le correnti sataniche opererebbero attraverso una strategia illusoria e seduttiva, che maschera una profonda svalutazione della persona, della sua integrità psico-fisica e del valore della vita umana.
In chiave criminologica, tali osservazioni risultano rilevanti nella misura in cui descrivono processi di deumanizzazione e distorsione valoriale poten- zialmente funzionali alla giustificazione di condotte devianti o violente all’interno di contesti settari.
Le dinamiche settarie e i fenomeni di manipolazione mentale impongono una riflessione che vada oltre la dimensione emotiva e mediatica, collocandosi nel perimetro della prevenzione giuridica e criminologica.
In particolare, nei contesti educativi e giovanili, risulta essenziale un bilanciamento rigoroso tra libertà di espressione, autonomia educativa e dovere di protezione dei soggetti vulnerabili.
Solo attraverso un approccio multidisciplinare, fondato su valutazioni proporzionate e tempestive, è possibile intercettare precocemente situa- zioni di rischio, prevenendo derive devianti e garantendo la tutela effettiva della persona e dell’interesse collettivo.
Gennaio 2026
** Laureata in giurisprudenza presso l’Università di Trieste, perfezionata in Violenza di genere presso la stessa Università, master di 2° liv. in
Psicopatologia forense e criminologia presso l’Università di Firenze, esperta ex art. 80 O.P Corte d’Appello di TS, formatrice….