IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Scuola di attivazione politica. Economie trasformative e pratiche di cura dei beni comuni in Puglia

EVENTO LUNEDÌ 12 APRILE 2021 

Manifesto dell'evento Scuola di attivazione politica
  • Prezzo: gratis
  • Pubblico · Chiunque su Facebook o fuori Facebook

In un momento storico definito dall’emergenzialità, ma crollato velocemente in vecchi schematismi economici e sociali, nasce la Scuola di Attivazione Politica: uno spazio virtuale e partecipato per costruire strumenti concreti per quella transizione socio-economica in chiave ecologica e solidale che pare sempre più necessaria e urgente.

Dinanzi al dramma che la Pandemia Covid-19 ha mostrato senza sconti, molti segmenti della società civile hanno dimostrato di possedere gli enzimi per rispondere ai bisogni di chi non veniva raggiunto da Stato e istituzioni.

La pandemia ha fatto emergere chiaramente limiti e fragilità del modello economico lineare basato sui passaggi «take, make, consume and dispose» (prendi, produci, consuma e scarta). Ancor più chiaramente si è evidenziato come l’Italia, in cui da molto tempo si è rinunciato a pianificare le attività produttive, tenendo conto delle prioritarie necessità delle popolazioni, dei limiti dell’approvvigionamento delle risorse primarie e della crisi climatica, un evento improvviso come il dilagare di una pandemia, pur previsto da enti di ricerca e istituzioni internazionali da decenni, possa portare i sistemi sociali e economici globali e locali al collasso.

Valorizzare saperi diffusi, ragionare sul cambiamento attorno alla difesa del bene comune, dei diritti sociali e ambientali, riattivare i/le cittadini/e e le comunità per superare le crisi sistemiche, sono fra gli obiettivi di questo corso, che metterà in relazione le proposte teoriche e pratiche più interessanti a livello nazionale ed internazionale, a partire dal focus specifico delle realtà attive in Puglia.

La Scuola di Attivazione Politica è organizzata e promossa dalle associazioni Fairwatch e Commonfare insieme ai partner locali di Oltre Mercato Salento, Arci Travel di Stornara, grazie al sostegno dell’ARCS nell’ambito del progetto “P come Partecipazione: azioni di capacity building per uno sviluppo sostenibile partecipato” finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con il contributo della Regione Puglia “Norme per il sostegno dei Gruppi acquisto solidale (GAS) e per la promozione dei prodotti agricoli da filiera corta, a chilometro zero, di qualità”” – L.R. 43/2012

Obiettivi del corso

  • Far crescere la cultura della economia ecologica e solidale.
  • Aiutare a riconoscere, sostenere, allargare la partecipazione e la cooperazione delle esperienze in corso.
  • Promuovere l’innovazione sociale diffondendo buone pratiche socialmente ed ecologicamente sostenibili.
  • Sviluppare competenze per implementare nuove forme di imprenditorialità.
  • Sviluppare alleanze e partnership.
  • Favorire il confronto con esperienze di successo anche in ambito internazionale.

A chi si rivolge

Il corso è gratuito e aperto a tutti, ma per la peculiarità dei temi trattati è particolarmente indirizzato a operatori/trici dell’economia solidale, del volontariato e del “terzo settore” in generale, studenti/esse universitari/e, associazioni, organizzazioni, attivisti/e, giornalisti/e, gruppi informali.
Il corso è principalmente rivolto a persone che operano sul territorio in Puglia.

Durata

Il corso si terrà una volta a settimana a partire dal 12 aprile.
L’impegno stimato, per i partecipanti sarà circa 2/3 ore alla settimana, ma ognuno può procedere con il suo passo, scegliendo e concordando un proprio piano di studio e di autoformazione, così da seguire solo le sessioni che lo interessano di più.
Si prevedono settimanalmente delle sessioni sincrone on line di due ore mentre i video vengono caricati ogni settimana, in modo da lasciare agli studenti il tempo di organizzare la visione quando ne hanno la possibilità.
Il corso di svolgerà on line con piattaforma on line di zoom e con il supporto della piattaforma Commonfare.

Iscrizioni

Il corso è gratuito.
Per iscriversi è necessario compilare la scheda d’iscrizione predisposta in questo link 
https://form.jotform.com/210856698922368  entro l’11 aprile.
E’ previsto un Attestato di partecipazione a chi seguirà tutti gli incontri.
Per informazioni scrivere: scuola.attivazione.politica@gmail.com

Primo Incontro 12 Aprile 17.30 – 19.30 Cambiare il sistema per cambiare il clima

Le crisi permanenti, economiche e ambientale, la Giustizia Sociale e il Ben vivere

Intervengono: Monica di Sisto (FairWatch), Prof Michele Carducci (Università del Salento), Potito Ruggiero Stornarella (Giovane Attivista ecologista), Tiziana Magrì (Attivista, Taranto)

Secondo incontro 19 aprile 17.30 – 19.30 Ripartire dalla conversione ecologica, equa solidale

Le economie trasformative per una società della Cura

Intervengono: Riccardo Troisi (FairWatch, Università Cooperativa di Colombia), Virginia Meo (Oltre Mercato Salento – RIES Italia), Tiziana Colluto (giornalista, pres. Casa delle Agriculture Tullia e Gino)

L’esperienza del Covid ha acuito e messo in evidenza, sotto gli occhi di tutti, le grandi difficoltà che in molti vivono all’interno della città e le grandi disuguaglianze già presenti. Tanti studi e rapporti ci hanno documentato quello che peraltro molti abitanti sperimentano direttamente, ovvero la presenza di alte percentuali di povertà assoluta, forti tassi di disoccupazione, elevati livelli di disagio sociale, ecc., all’interno di grandi disuguaglianze tra le diverse componenti della collettività romana e nei diversi settori urbani.
Qui è in discussione il modello di sviluppo complessivo della città, che riflette il problema più vasto e globale del modello di sviluppo prevalente che caratterizza le città del mondo. In questo scenario che ruolo possono avere le esperienze delle tante pratiche di economia trasformativa in Puglia?
Per “economie trasformative”, si fa riferimento a tutte quelle pratiche che in diverso modo si stanno contrapponendo ai modelli neoliberisti e stanno rifiutando i dogmi capitalistici della crescita economica e della finanziarizzazione dell’economia. Tra queste azioni di obiezione al modello di sviluppo troviamo: le economie sociali [e] solidali, le reti sulla sovranità alimentare e l’agroecologia, le forme di economie partecipative e collaborative, le diverse realtà che fanno riferimento ai common, le economie comunitarie e quelle femministe, i movimenti attenti alla prospettiva di genere e quello cooperativo, il commercio equo e le esperienze di mutualismo sociale, la finanza etica, l’imprenditorialità sociale di economia circolare, le economie del bene comune, quelle della decrescita ed altre reti e organizzazioni che, in diverso modo, stanno agendo in questa direzione.

Terzo incontro 26 aprile 17.30 -19.30 Le reazioni e i movimenti dal basso

Il ritorno alla terra, l’agroecologia, produrre secondo Natura. Quale Filiera del cibo e sovranità alimentare?

Intervengono: Prof. Nicola Faccilongo (docente di Economia Applicata, Università di Foggia), Roberta Bruno (Cooperativa Karadrà), Rosa Vaglio (Diritti a Sud, La filiera Sfruttazero – produzione e distribuzione autogestite in Puglia), Solidaria (Bari) Sfruttazero e il supporto ai percorsi di autodifesa sindacale dei braccianti stranieri in Puglia), Giuseppe Savino (founder VaZapp)

Gli oligopoli all’interno della filiera agroalimentare hanno prodotto e continuano a produrre gravi squilibri in termini sociali, politici e ambientali. I piccoli produttori vengono costretti a fallire o a essere inglobati dall’agroindustria, i terreni sono resi aridi dalle monoculture e sfruttati allo stremo tramite l’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi nocivi.
Accanto a queste pratiche e politiche sempre meno sostenibili (dalla Politica Agricola Comunitaria dell’UE ai piani nazionali), emergono tuttavia e sempre più dei tentativi volti a coniugare ecologia e agricoltura, contribuendo sia a rafforzare e proteggere le piccole imprese agricole dall’ingerenza della grande distribuzione, sia a portare avanti tecniche agricole rispettose dell’ambiente e durevoli nel tempo.
Anche in Puglia ci sono esperienze che stanno lavorando sul modello dell’agroecologia integrale, capace di produrre un cambio di paradigma nella filiera alimentare locale. A questa va affiancata una politica locale del cibo che sia veramente sostenibile.

Quarto Incontro 3 Maggio 17.30 -19.30 Servizi e territorio per un’altra economia

Intervengono: Bread and Roses (Bari), Alessandra De Santis (Economia Circolare Asud), Prof Chiara Bassetti (Commonfare), Banca Etica Puglia [in attesa di conferma]

Oltre alle filiere connesse al cibo esistono molte altre realtà di economia trasformativa, sempre più diffuse e multiformi, che provano a proporre a livello locale modelli alternativi di produzione, distribuzione, consumo e risparmio.
Attraverso queste pratiche è possibile porre le basi per un’alternativa reale orientata a nuove forme di produzione, distribuzione e consumo.
In questo incontro analizzeremo il contesto in cui si stanno sviluppando imprese e iniziative di economia trasformativa essenziali per soddisfare le necessità della vita quotidiana, ma che ormai profilano forme complesse e strutturate di convivenza sociale

Quinto incontro 10 maggio 17.30-19.30 Verso una piattaforma di relazioni e priorità per il territorio e le istituzioni

Intervengono: Sergio Longo (Slow food Lecce, Food Policy a Lecce), Valentina Avantaggiato (Sindaco di Melpignano), Gian Filippo Mignogna (Cooperativa di comunità a Biccari), Vincenzo Signoriello (Orti sociali, Spazi recuperati alla Mafia, Arci di Stornara)

Dentro l’emergenza sanitaria, economica e sociale gli enti locali, già messi con le spalle al muro da decenni di politiche di austerità, rischiano il fallimento e, con loro, le comunità territoriali.
Si tratta di un nodo dirimente: o le comunità territoriali e gli enti locali prendono parola per affermarsi come fulcro di un nuovo modello di società socialmente ed ecologicamente orientata, o saranno gli interessi finanziari e della rendita a completare la definitiva espropriazione di territorio, beni comuni e diritti sociali.
In questo frangente, ragionare sulla costruzione di un welfare di comunità in grado di garantire il più possibile l’autodeterminazione delle persone, garantire in modo effettivo e reale (e non solo formale) l’esercizio del diritto di scelta (anche di dire no), al fine di partecipare in modo attivo alla cooperazione sociale e riappropriarsi dei beni comuni naturali e intangibili (conoscenza, formazione, salute, socialità, riproduzione sociale) in grado di creare la ricchezza comune sociale. Proviamo ad analizzare alcune esperienze dove la comunità territoriali cercano di avviare spazi di dialogo o di conflitto per assicurare progettualità orientate al bene comune.

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