IL PENSIERO MEDITERRANEO

Rivista Culturale online

Sensazioni, emozioni e riflessioni da “Una finestra sull’Egeo” di Pompeo Maritati.

Di Stefania Carofalo

Incuriosita dal titolo accattivante ho voluto provare ad affacciarmi anch’io alla Finestra sull’Egeo romanticamente descritta da Pompeo Maritati, nel suo ultimo libro dedicato alla “sua” Grecia.

Ho provato a guardare il suo mare così dolcemente descritto attraverso le sue parole che denotano una profonda sensibilità e che traspare da ogni suo pensiero nella sua autobiografia.

La storia del suo vissuto si legge come un romanzo che trova la sua collocazione nella Grecia martoriata dopo il secondo conflitto mondiale e la guerra civile durata ben quattro anni.

La capacità dell’autore di trasmettere le emozioni  è tale da sentirsi presenti e coinvolti nella descrizione dei suoi ricordi, quasi a condividerli, soprattutto quando descrive lo svolgersi della vita greca che rivede con gli occhi innamorati di un bambino che diventa uomo.

Il suo sguardo si posa sulle vicende della sua amata famiglia e sullo stato in cui versavano le città con le loro prime trasformazioni e colpisce quanto siano accurati sotto ogni aspetto i sui ricordi ellenici, nonostante la giovane età.

Libro di Pompeo Maritati Una finestra sull'Egeo

Belle e pittoresche le pagine in cui descrive il vetusto parco auto in circolazione, delle problematiche quotidiane della gente comune, delle pietanze tipiche della cucina greca, delle feste, il tutto con incedere leggero e coinvolgente.

L’adolescente Pompeo partecipa all’XI Jamboree World Scout e illustra la sua splendida esperienza che definisce una vera e propria festa di amicizia e di colori, esperienza che tinge di gioia la sua adolescenza entrando a far parte, prepotentemente, tra i suoi ricordi più belli.

Racconta senza tralasciare alcun particolare, la vita adolescenziale, con le prime esperienze amorose, delle mani di fanciulla che ha stretto sul suo cuore, evidenziando il romanticismo che caratterizzava i suoi pensieri, anche se talvolta si riferisce agli amori estivi, di quelli che, con molta leggerezza, durano una sola stagione.

Alle avventure estive e alla sua Grecia, sono dedicati i pensieri e le poesie giovanili, ispirate in prima battuta dai testi dei suoi cantanti preferiti, per poi aggiungere gli intimi sentimenti colmi di speranza e di sogni. Un accostamento ben riuscito e originale, che riesce ad emozionare anche se, talvolta appaiono in contraddizione con la superficialità comportamentale che il giovane Pompeo assume nei suoi racconti.

Maritati usa un profondo e delicato romanticismo nella descrizione dei sentimenti di chi si affaccia a percorrere “i viottoli della vita” che, credetemi, rendono partecipe e coinvolgono emotivamente. Infatti nei suoi scritti amorosi, sembra quasi che abbia accarezzato il cuore della sua bella, inconsapevole che, a distanza di anni, avrebbe accarezzato e riscaldato il cuore del lettore.

I sogni spesso son citati come i luoghi in cui tutto è possibile…anche incontrare le divinità dell’Olimpo nei luoghi più impensati. Emblematico quanto profondo il suo invito agli dei di un tempo venerati dai greci a farsi rivedere sulla terra, ad interagire con i comuni mortali come un tempo, una abitudine che in questi ultimi due millenni hanno perduto.

Un velo di malinconia avvolge il ricordo degli eventi politici che hanno compromesso l’economia greca e di conseguenza la vita di un popolo con obiettiva lucidità di analisi.

Una finestra sull’Egeo mi ha dato la sensazione e l’emozione di leggere una testimonianza di “storia orale”, quella solitamente tramandata alla famiglia e che, inevitabilmente dopo una generazione o due, si perde.

E’ un lavoro editoriale interessante perché, oltre ad essere il racconto di una vita vissuta, il quadro storico, economico e sociale sono descritti minuziosamente, sono dati che non compaiono negli archivi o nei libri di storia perché il quotidiano non è mai descritto, come gli umori e gli stati d’animo di un popolo.

Le immagini danno forza ai suoi ricordi e trasportano il lettore in quell’epoca in cui le fotografie erano ancora in bianco e nero con i panorami assai diversi da quelli di oggi, la moda che solo a vederla ci fa sorridere e quelle degli avvenimenti drammatici che ci fanno riflettere.

Il suo modo di scrivere fa breccia nel lettore, è una lettura scorrevole e innovativa proprio per la grande ricchezza di particolari della storia greca che, attraverso i suoi ricordi, riprendono colore.

La sua Finestra ci permette di affacciarci ad osservare il mare, le isole, la Grecia degli antichi filosofi e quella degli anni ’60 del secolo scorso: è una fotografia in movimento, è un filmato girato dalla vita in cui le parole ne raccontano gli istanti.

Molte altre sono le chicche riportate in questo bel libro che mi sento di consigliare  a chi vuole conoscere com’era la Grecia, quella vera.

La copertina ha un impatto notevole: è un’opera del pittore Massimo Marangio e rappresenta un fanciullo spettinato con lo sguardo di chi osserva mentre alle sue spalle il blu del mare resta testimone di ogni epoca.

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