IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

SENTINELLE SCURE TRA LE FIAMME DEL CIELO. LA VERA RESILIENZA AMBIENTALE!

Sentinelle al tramonto in Toscana

Sentinelle al tramonto in Toscana

DI SERENA RAGGI

“ Di fronte i fusti dei cipressi

al vento,

prostravano le loro cime

come ciuffi ribelli,

spettinando la chioma della collina

ordinata di bulbi geometrici,

immortali in profondità,

per l’attaccaccamento coriaceo

alla scorza resistente della terra….”

“ Essi si piegavano in un una riverenza dovuta

nel mirare laggiù,

la Torre dove era nato il Ghiberti

che si ergeva imponente,

dall’alto dei suoi secoli,

impassibile alle intemperie,

esibendo l’arte dell’orgoglioso popolo toscano.”

Tratto dal mio libro :

Nata nell’arte fiorentina da un sogno di pace”

Cipressi dai dritti fusti centenari

e svettanti giovani facce rifulgenti,

territorio sinuoso ben trapuntato

da sequenziali dune ad arte coltivate

in un senso evocativo e vissuto,

calore pungente di una lingua solare,

saccente spirito primordiale e generativo,

insieme straordinari, suggestivi

e riconoscibili interpreti naturali,

si fondono nelle dolci campagne fertili

plasmate dall’opera mediatica dell’uomo,

evoluto dal tempo dei moderni Etruschi,

o involuto assai precocemente

nel contesto tecnologico odierno

dall’inquinamento indotto ridondante,

comparendo antichi strumenti perenni

della unica, indispensabile, esaustiva,

Guerra al cambiamento climatico,

fissi e statici nella loro dimora eterna

funeraria o maestosamente differente,

Sentinelle scureda preservare

quale puntuale Memoria collettiva.

Perdendo lo sguardo all’infinito,

timbrono Immagini indelebili,

nel sovrapporre linee armoniose

ricalcano quei Depositi culturali

influenti nella ricerca di noi stessi,

penetrando la membrana degli affetti,

nell’afferrare il senso d’apparteneza

al paesaggio identificativo

del vissuto personale.

Maestri d’educazione civica

in mezzo ad un patrimonio toscano

da non disperdere con fierezza,

emanano con il loro odore balsamico

il fiato identitario della mia terra,

sin da bambina inalando vigore

nella dignità artistica eccelsa

di conoscenza dei miei antenati,

toccando la corteccia essenziale,

simbolica di una protezione

riparatrice ma anche caratterizzante.

Usando un gentile eufemismo,

nella società alienata, soggiogata,

da obbiettivi illusori fuorvianti.

la visione stereoscopica rivolta

al meccanismo di una difesa

dello sviluppo sostenibile,

diviene l’emento principale

d’aspirazione pragmatica

a quella vera Resilienza ambientale

costituita immancabilmente

dalle file di Cipressi toscani,

simboli di bellezza senza tempo,

di forza cristiana ed indissolubile

legati alla figura di San Francesco,

di fertiltà benefica nell’antichità,

di vita eterna nel culto dei defunti.

Radici che affondano giù,

fiorendo nuove esistenze caratteriali,

un’arte immemore che diviene

spessore radicato in contorni ben delineati,

discernendo la sapienza millenaria

di generazione in generazione,

nel mantenere l’autenticità innata

capace di coltivare quel sapere tipicizzante,

il cammino ancora oggi solcato da milioni di visitatori

meravigliati da una natura peculiare,

avvolta dal mantello aureo di una quiete storica.

Senza il loro svettare, punta dopo punta,

non ci sarebbe la Toscana vera

con il suo fascino secolare

tagliata, intagliata, ritagliata,

da confini disegnati, determinati,

lungo le strade di tramonti dipinti

sui muri rossastri a sasso dei casolari,

all’ombra suontosa incalanata dai viali

d’ingresso delle ville rinascimentali,

sotto le torri celebri elevate a fianco

di abbazie o meravigliosi castelli medioevali,

Sentinelle scure tra le fiamme del cielo!

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