Soprani non più in carriera. Capitolo 13: EDITH MARTELLI
di Emilio Spedicato
Un soprano moglie di un direttore d’orchestra
Il nome del soprano Edith Martelli appare nei cast degli anni Sessanta e Settanta con i più famosi cantanti di allora. Trovo facilmente dove abita, a Legnano, e dopo un anno dal primo contatto vado a trovarla, in una piovosa e fredda domenica di giugno. Edith abita in uno dei tanti palazzi a molti piani della vasta Legnano. Il marito Ferdinando Guarnieri è direttore d’orchestra. È figlio del grande Antonio Guarnieri presente nel mio libro, cui ero arrivato tramite la figlia Annamaria, nota attrice. Parlo con lui brevemente, poi mi lascia per un colloquio di un’ora e mezzo con Edith.
Edith è nata a Palvareto, piccolo paese in provincia di Cremona, dove si trova una rocca che lei definisce meravigliosa. Ricorda i buonissimi tortelli di zucca, che a me ricordano una nostra domestica di Ostiglia che li preparava spesso… (tortelli che celebra nei suoi libri anche Enzo Dara, mantovano, che pur era attratto dalle tagliatelle che Pavarotti gli faceva nella sua casa di Pesaro, delle quali ne mangiava tre piatti).
Edith da bambina andava alla rocca a recitare, con faccia tosta, poesie rivolte alla marchesa padrona della rocca e al vescovo quando veniva in visita. Studiava dalle suore, che le facevano cantare piccoli pezzi in chiesa ai matrimoni. Nella sua famiglia, erano tre sorelle e tre fratelli; lei è ora l’unica in vita, pur non essendo la più giovane (Nota: questo articolo è tratto dal mio libro edito nel 2013… nel frattempo, la signora Martelli purtroppo è morta nel 2018). Ancora possiede la casa dove è nata, usata un tempo come trattoria con campo bocce, circondata da un terreno ampio, non coltivato. Papà era cuoco e bravissimo nel preparare i tortelli con la zucca. Avevano maiali, come allora si usava nella pianura padana. La famiglia di Edith produceva salsicce e salami, ma non la salama da sugo tanto speziata e richiedente una lunga cottura, tipica invece del ferrarese.
Le autorità del paese di Edith, informate che la ragazza aveva bella voce di soprano, la iscrissero al concorso ENAL, che aveva i tre livelli di voci grezze, voci avviate, voci pronte per debutto. Edith aveva sedici anni. Cantò Vissi d’arte, appresa dall’organista, e Suicidio, dalla Gioconda di Ponchielli. Il concorso si svolgeva al teatro Ponchielli di Cremona, del primo Ottocento. La giuria fu colpita. Un commissario le chiese di fare un vocalizzo, cosa che non aveva mai fatto. Il baritono Mario Basiola senior, membro della commissione, si offrì di prepararla al concorso ENAL nazionale per voci grezze, che veniva dopo quelli regionali e provinciali. Edith vinse, pur non avendo mai visto un’opera. Basiola la invitò spesso alla sua villa ad Annicco, vicino a Cremona. In questa fase iniziale le sue qualità vocali erano il colore, gli acuti, la morbidezza, l’intonazione anche senza orecchio assoluto.
Iniziò a studiare al Conservatorio di Parma, le lezioni nell’ aula dove era stato studente Toscanini. Poi passò a quello di Venezia, lezioni nell’aula dove aveva studiato Antonio Guarnieri. Fece i cinque anni al Conservatorio, seguendo tutti i corsi complementari. Il migliore insegnante era Ettore Campogalliani, da cui prese anche lezioni a Milano, alla Scuola di perfezionamento della Scala, per la quale lui l’aveva preparata. Ricorda fra i compagni di studi Mariella Adani, presente in questo libro, e Giorgio Tadeo, importante basso e poi marito della Adani, morto nel 2008.
Il suo debutto avviene alla Piccola Scala nell’ Orfeo di Monteverdi, direzione di Votto, regia di Bacchelli, lei nel ruolo della Musica. Poi a Edimburgo in una tournée della Scala è Lisa nella Sonnambula dove canta la Callas, e dove sostituisce Luisa Gavioli, che non piaceva al direttore Votto. Di questa Sonnambula esiste una registrazione.
Continua lo studio con il maestro e tenore Marcello Merlini.
Nel 1957 è doppio di Virginia Zeani, Blanche nella prima assoluta dei Dialoghi dei Carmelitani, alla Scala, presente l’autore Poulenc. Il cast di questa opera era straordinario, vi figuravano la Gencer (ma avrebbe dovuto esserci nel suo ruolo, e a richiesta di Poulenc, Mariella Angioletti…), la Cossotto (debuttava a 18 anni ed aveva solo tre parole da pronunciare), la Ratti… Ricorda la Zeani come persona deliziosa, che fu molto vicino a lei incinta quando erano al Cairo. Ricorda che la Zeani cantò anche sotto la direzione di Ferdinando Guarnieri.
Fu spesso con la Scala a Colonia, cantando con Bastianini, Di Stefano e la Callas. Negli Stati Uniti ha cantato a Chicago i Carmina Burana con Kraus e Bastianini. Cantò molto in Messico con Di Stefano. Fra le opere moderne ricorda il Satyricon di Bruno Maderna. Con lei cantò il soprano Franca Fabbri, presentata nel mio libro, che ricorda per due motivi: aveva una voce bellissima ed arrivava fornita di ottimo formaggio grana, che mangiava lei ma anche distribuiva generosamente ai colleghi. Della Fabbri ha notizie ogni tanto da un suo allievo, il baritono americano Durrell (da me conosciuto tramite la comune amica il mezzosoprano Isabella Mangiarratti).
Fra i tenori con cui ha cantato elenca, a prima memoria, Di Stefano, Corelli, Kraus che le era amico e che ogni mattina vocalizzava nel teatro. Fra i baritoni ricorda Taddei, presente al suo debutto, e Panerai con cui ha cantato molte Bohème, tanto che disse: la Bohème è stata scritta per noi due. Fra i bassi non ha cantato con Siepi né con Neri, ma con Vinco e molto con Rossi Lemeni, specie in nuove opere di Nino Rota (di cui cantò anche La visita meravigliosa con Giorgio Merighi). Giudica Rossi Lemeni come un grande interprete, un vero artista, sebbene non ai vertici per la qualità della voce. Fra i mezzosoprani ricorda la Cossotto, anche per il suo debutto a Edimburgo, dove dividevano la stanza. Ha cantato con la Simionato in Così fan tutte, alla Scala, direzione di Gavazzeni, opera data in contemporanea anche a Piacenza.
Ha cantato varie volte con la Callas, anche nella sua ultima Medea, dove la Divina fu fischiata, e lei aveva un piccolo ruolo. Con la Olivero e Bruson ha cantato in Spagna nella Fedora; ricorda Magda come cantante e persona formidabile. La Scotto cantava nella prima Sonnambula di Edimburgo, del 1957, dove lei era doppio della Callas. Con la Freni fa tante Bohème e dice di averne la stessa età (la Freni è del 1935).
Ha cantato con la direzione di quasi tutti i direttori importanti, giudicando Antonio Guarnieri il massimo. Ed ha avuto Zeffirelli come regista molte volte.
Abbandonate le scene, nel 1992 ha iniziato a insegnare bel canto nella Civica Scuola Musicale di Casatenovo in Brianza; lì vicino, a Briosco, sul Lambro, c’è un’altra scuola musicale dove insegna il soprano Luciana Serra.
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– Abbiamo amato Puccini. 108 incontri tra un matematico e il mondo della lirica
– Non solo Malibran. 108 incontri tra un matematico e il mondo della lirica vol. 2
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