Soprani non più in carriera. Capitolo 14: ADRIANA MARTINO

diEmilio Spedicato
L’incontro con il sopranoAdriana Martinosegue, come in altri casi, l’averla notata nel cast di opere con cantanti famosi. Mi ha aiutato a trovarla una sua omonima, residente a Monza e scrittrice.
Il soprano Adriana abita a Roma, in una casa antica a Trastevere, vicino alla fermata Circo Massimo della Metro B. Vicino si trova la sua scuola teatrale, dove lavora dopo avere lasciato l’attività operistica.
Adriana vive sola, dopo la recente scomparsa del marito Benedetto Ghiglia, musicista e direttore d’orchestra. La figlia Valentina, è attrice, in internet si può leggere una sua intervista, data prima della scomparsa del padre. Accennando io al soprano Franca Fabbri, Adriana ricorda un viaggio che fecero insieme, in auto guidata dal marito, per unaTraviataa Bruxelles, al Teatro La Monnai. Nelle audizioni molto positivo era stato il giudizio sui tenori Franco Bonisolli e Luciano Pavarotti (che Zeffirelli allora definiva un armadio), ma fu scelto un non italiano. La Fabbri eraVioletta, e questo prima della sua memorabileTraviataa Spoleto con la regia di Visconti. Adriana ricorda che Zeffirelli dovette rinunciare alla regia, sostituito da Sandro Sequi. Sequi, regista definito elegante, inquisitivo, uomo mite, morì qualche anno dopo, nel 1998, in un incidente stradale in Turchia, nello stesso giorno di aprile in cui era morta sua madre, anche lei in incidente stradale.
Adriana, di origine campana, di Aversa, ma vissuta sin da bambina nel Friuli e nel Veneto (a Padova e due anni a Verona), aveva una madre diplomata in pianoforte. Da bambina amava la musica ed il canto; aveva un orecchio assoluto ed una voce impostata già a nove anni. Sarà poi un soprano lirico leggero.
È la maggiore di due sorelle. La seconda,Miranda, anche lei nel mio libro, ha scelto la musica leggera, non amando… i vocalizzi.
A Verona, Adriana ha iniziato lo studio del canto conAgostina Bitelli, di cui fu allievo il basso Ivo Vinco (deceduto pochi giorni prima di scrivere queste righe; primo intervistato per il mio primo libro sui 108).
Inizia la sua carriera professionale, dopo uno scontro con la famiglia, nel 1951 come corista nel coro RAI a Roma. Nel 1954 vince il prestigioso concorso di Ginevra, dopo aver vinto quello di Bruxelles radio e quello di Spoleto. Ascoltata dal direttore Vittorio Gui alla radio nel concerto dei vincitori, è chiamata da lui per cantare a Berlino, con l’orchestra RAI di Torino, nellaDannazione di Faust, di Berlioz.
Nel 1953 aveva iniziato a studiare all’Accademia Chigiana con Giorgio Favaretto, attento anche alla musica barocca, Monteverdi in particolare, ed ai lieder. Nel 1955 lascia l’attività di corista alla RAI iniziando quella di solista, con l’aiuto dei suoi contatti alla RAI. Conosce Ildebrando Pizzetti, che la vuole spesso per cantare nelle sue composizioni pianistiche. Canta a Roma in un’opera di Bruno Bettinelli, maestro di molti importanti artisti italiani, fra cui Claudio Abbado, Bruno Canino, Aldo Ceccato, Riccardo Muti, Maurizio Pollini, e morto ultranovantenne nel 2004. Pizzetti la introduce a Siciliani, che la assume dopo aver fatto lui stesso l’audizione.
Debutta a Milano alla Piccola Scala nelRevisoredi Eck. Regista Tatiana Pavlova, al termine della sua carriera dopo essere stata negli anni Venti una delle maggiori registe. Siciliani fu affascinato dalla performance di Adriana e commentò:ne faremo una piccola stella della Scala, dopo la Sciutti. Adriana ricorda quando dimenticò cosa doveva dire in scena, e sostituì le parole con uno schiaffo all’altro soprano, Edith Martelli, che subito ricambiò. Schiaffi fra prime donne motivati da esigenze sceniche, ma con risultati non sempre piacevoli, sono avvenuti molte volte, cito quello che Eugenia Ratti diede a Fiorenza Cossotto, che ancora non ha dimenticato…. E schiaffi sono stati anche dati per motivi di gelosia, se ne potrebbe scrivere un libro. Alla Scala Adriana canterà nellaCavalleriae nelBallo in Maschera.
Nel 1963 incontra Karajan, che dopo un’audizione le apre le porte di Vienna, dove canta a lungo e in molte opere. CitaDon Pasquale, Nozze di Figaro, Pelléas, dove Karajan è anche regista, Così fan tutte, comeDespinae con Lisa Della Casa,Don GiovannicomeZerlina, Ballo in Maschera…. Canta con Wilma Lipp, Irmgard Seefried, Christa Ludwig, Anton Dermota, Elisabeth Schwartzkopf… Canta in unaBohème film comeMusetta(inizialmente il ruolo doveva essere della Ratti) e doveMimìè la Freni, regia di Zeffirelli.
SposaBenedetto Ghiglia, maestro sostituto alla Piccola Scala sin dal 1963, e lasciano Milano per Roma. Continua la sua carriera aperta anche a Mozart ed al Settecento. Ricorda unaIncoronazione di Poppeaalla Fenice ed al Regio di Torino. Canta molto alla Fenice, ricordaWallyeGianni Schicchi;unDon Giovannicon Ghiaurov al San Carlo e con Ruggero Raimondi alla Fenice, unaBohèmeal San Carlo con la Tebaldi. UnaCarmencon Gloria Davy al Comunale di Bologna. Ha cantato una sola volta con Antonietta Stella. Ha cantato molto in Europa, poco in America perché volare non le piaceva. Ricorda unaBohèmein Canada con Karajan, l’ultima con lui.
Fra i colleghi italiani ha speciale ricordo di Alva, Bruscantini, Bastianini, Dara, Montarsolo, Calabrese, Ganzarolli; fra le colleghe la Cossotto e la Bumbry che pur essendo americana ha vissuto molto in Italia; ha conosciuto brevemente la Simionato. Nicoletta Panni studiò come lei da Favaretto.
Fra le registrazioni citaGianniSchicchicon la RCA, tre dischi di musica da camera e due di composizioni di Pizzetti; di Domenico Scarlatti laTetide in Sciro,registrata all’Angelicum di Milano.
La sua carriera sulle scene termina nel 1984, il marito muore nel 2012. Non impartisce lezioni, avendo sviluppato un nuovo interesse per il repertorio letterario-musicale, fra cui Brecht, Dedekind… Impara a cantare senza impostazione, nello stile dei cantanti di canzoni. Da una decina di anni si è dedicata al cabaret tedesco, impegno artistico complesso.
Con il marito si era già interessa del teatro di prosa. Il marito si occupava anche di film, televisione e teatro, con Squarzina, Sequi, Missiroli. Per aiutarlo lei entra nell’Accademia dell’Arte Drammatica diSilvio d’Amico, che insegna canto agli attori con voce non impostata ma appoggiata. Diventa anche regista di teatro, occupandosi di una quarantina di regie. Per breve periodo è anche attrice. Conosce Valentina Cortese… intervista cercata ma non realizzata.
Da Adriana ho il telefono della sorellaMiranda, con cui avrò poi un’altra affascinante intervista.
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