IL PENSIERO MEDITERRANEO

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The Carpet Crowlers : il Corridoio del Divenire;  analisi Gnostica e Biologica di una delle canzoni più misteriose dei Genesis

di Fabrizio Manco

Introduzione.

The Carpet Crowlers, brano cardine del concept album dei Genesis The Lamb lies down on Broadway ( 1974), rappresenta molto probabilmente uno dei vertici assoluti della scrittura di Peter Gabriel. L’album è uno dei capolavori del Rock – Progressive, e a livello simbolico non è altro che un lungo viaggio interiore alla scoperta della psiche (rappresentato dall’intero viaggio di frammentazione e ricomposizione dell’ Io ) simboleggiato dal protagonista RAEL ).  Questa specifica traccia ne costituisce il cuore pulsante, il momento del passaggio stretto che porterà Real alla scoperta del suo Se’ più profondo.  Analizzare questo testo significa immergersi in un labirinto di simbologia gnostica, biologia cellulare e filosofia della rinascita.

Parte prima: La Metafora Biologica: La corsa verso la Vita.

L’interpretazione che vede nei “ Carpet Crowlers “ ( coloro che strisciano nel tappeto) una metafora degli Spermatozoi che cercano di fecondare ed entrare nell’ ovulo per fecondarlo, è una delle interpretazioni più affascinanti e supportate dalla stessa struttura narrativa. Tuttavia, per quanto riguarda questa canzone dei Genesis, è una tra le tante interpretazioni che possiamo dare.  Sono molto convinto che il fascino di questo brano risieda nella sua ambiguità. Non esiste un’unica interpretazione definitiva. Tuttavia, è possibile leggere The Carpet Crowlers con molteplici interpretazioni.

Il contesto: il viaggio iniziatico.

Come accennato prima,  l’intero album dei Genesis The Lamb lies down on Broadway, racconta la storia di Rael, un giovane Portoricano che si trova immerso in un viaggio surreale attraverso mondi simbolici. In questo contesto, The Carpet Crowlers rappresenta una delle tappe più misteriose del suo percorso. La scena è quella di una moltitudine di esseri che strisciano su un tappeto verso una porta. Sono attratti, quasi ipnotizzati, da questa soglia. Non si sa esattamente cosa ci sia oltre quella soglia che li attrae, ma tutti sembrano desiderare entrarvi. Questa immagine,  a mio avviso, è fondamentale: il movimento collettivo,  il procedere strisciante, la tensione verso una soglia. È qui che nasce la figura dei  Carpet Crowlers.

I Carpet Crowlers: gli esseri in transizione .

Chi sono dunque questi Carpet Crowlers? Chi sono questi “ Strisciatori del tappeto?

A livello letterario, sembrano delle larve umane, degli esseri umani ridotti ad uno stato larvale. Sono costretti a muoversi a terra, prive di verticalità. Questo già suggerisce una sorta di regressione: dalla posizione eretta ( propria dell’essere umano) a quella strisciante, primordiale ( molto più in basso nella scala evolutiva).

Tuttavia, a livello simbolico rappresentano degli esseri in transizione. Non sono ancora ciò che diventeranno, ma non sono più ciò che erano.

La mia interpretazione iniziale, di vedere questi “ strisciatori del tappeto “ siano la metafora simbolica degli spermatozoi, è sorprendentemente coerente con le altre interpretazioni. Gli spermatozoi sono in realtà entità in movimento, guidate da una forza cieca verso una meta ( l’ovulo ), in una corsa collettiva nella quale soltanto uno riuscirà a compiere il passaggio decisivo. Il corridoio lungo e illuminato non è a mio avviso solo un tunnel metafisico, ma il condotto vaginale o l’utero, dentro il quale milioni di entità “strisciano” in una competizione disperata per la sopravvivenza.

“ We got to get in to get out “: Questa è la frase che nella canzone viene ripetuta come un mantra, e descrive perfettamente il paradosso della fecondazione. Bisogna “ entrare “ ( nell’uovo, nella materia) per potere “ uscire”  ( nascere come un individuo completo). È il ciclo della vita che richiede una penetrazione nel buio per generare la luce della coscienza.

In questa lettura, la “ porta d’oro “ verso cui tutti tendono è l’ ovulo, l’obiettivo finale che promette la trasformazione del seme a essere. Tuttavia, il testo suggerisce che questa “ corsa “ sia intrisa di una sofferenza intrinseca, un desiderio che è allo stesso tempo necessità e condanna.

La condanna del ciclo dell’ Eterno Ritorno.

Se uniamo tutti questi elementi, movimento, soglia, collettività, trasformazione, emerge una visione ciclica. I Carpet Crowlers non solo soltanto spermatozoi o anime: sono manifestazioni di un ciclo eterno. Entrano per uscire. Nascono per morire. Muoiono per rinascere. È la manifestazione della vita sulla terra e del suo ciclo vitale.

Questo ciclo può essere letto in chiave esoterica come processo di evoluzione della coscienza. Ogni passaggio attraverso la “ porta “ rappresenta una trasformazione, un cambiamento di stato. Ma anche un elemento inquietante: la possibilità che questo ciclo sia senza fine. In una prospettiva gnostica, questo potrebbe essere visto come una trappola : un eterno ritorno che impedisce la liberazione ( il ciclo terreno del Samsara).

Entrare per uscire.

Il brano The Carpet Crowlers , secondo la mia interpretazione è una meditazione sul passaggio. Non importa se lo leggiamo come nascita, morte,  liberazione e illuminazione. Ciò che conta è il movimento, la tensione verso qualcosa ché non può essere pienamente compreso prima di essere vissuto. La frase “ We got to get in to get out “ diventa allora una chiave universale. Bisogna entrare nella vita per comprenderla. Bisogna attraversare il corpo per trascenderlo. Bisogna affrontare il ciclo per poterlo superare. E questo è un particolare che non deve essere trascurato, perché a mio avviso non si esce evitando il mondo, ma entrandovi pienamente. La porta, in quest’ ottica, non è semplicemente un ingresso fisico, ma una soglia ontologica. È il punto in cui si decide il destino dell’essere. Questa è la soglia gnostica.

Parte seconda : La Prospettiva Gnostica: l’ Anima prigioniera della Materia.

Spostando l’analisi sul piano filosofico- religioso, The Carpet Crowlers risuona di temi profondamente gnostici. Lo Gnosticismo descrive l’anima umana come una scintilla divina intrappolata in un mondo materiale predatorio e difettoso, creato da un Demiurgo cieco. Per tornare alla fonte divina, l’anima deve percorrere un cammino di conoscenza ( gnosis) , attraverso vari stadi o “ stanze “

Il Tappeto di Lana: IP tappeto su cui i personaggi strisciano rappresenta la densità del mondo materiale. È soffice, invitante, ma trattiene. Oggi si potrebbe chiamare questa sensazione con il nome di Zona di Comfort o nel linguaggio più mistico e spirituale si potrebbe affermare che sono figure animiche  bloccate in un limbo. Chi striscia sono coloro che sono ancora troppo pesanti per potere volare, ancora troppo legati ai sensi e alla carne.

Le figure Grottesche: all’interno del testo della canzone troviamo numerosi personaggi che popolano il labirinto immaginato nella canzone: il superuomo ( o Superman)  il mangiatore di pulci, il manichino, la “ gentle ladies “ ….sono tutti archetipi delle diverse  condizioni umane. Rappresentano le distrazioni e i vicoli ciechi dell’esistenza terrena. Ognuno di loro crede di essere arrivato ad uno stadio evoluto, ma sono tutti bloccati nello stesso corridoio.

Il Messaggero : Rael, il protagonista, osserva questa sfilata di anime e comprende che il richiamo del “ Liquidlen “ ( un gioco di parole tra liquido e lente, forse il liquido amniotico della placenta o una visione più chiara della realtà) è l’unica via di fuga.

Il simbolismo Alchemico e la “ Porta Alchemica”.

Il testo cita una “ porta d’oro “ che attira le folle. In Alchimia, l’ oro è il simbolo della perfezione interiore, dello spirito purificato dopo le fasi della Nigredo ( nero/ morte) e dalla Rubedo ( rosso/ rinascita).

Le persone che affollano la porta d’oro sono descritte come attratte da una speranza quasi superstiziosa. Inoltre all’inizio del brano i versi descrivono una salamandra che corre nel tappeto di lana per tuffarsi nel fuoco e bruciare. La salamandra, per gli antichi alchimisti è legata al fuoco e alla rigenerazione. Il cuore filosofico del brano tuttavia, risiede nella folla immensa strisciante nel tappeto di lana che desidera entrare e cerca la via di uscita in un modo facile, cerca la salvezza preconfezionata ; io vero passaggio però richiede un “ andare avanti e indietro “ , un travaglio che non ammette scorciatoie.

La scala di velluto bianco citata nel testo potrebbe essere interpretata come la Scala di Giacobbe, una metafora mistica e simbolica tra la terra e il cielo. Tuttavia , i “ Crowlers” non salgono: essi restano a terra, incapaci di sollevarsi perché sono troppo occupati a cercare l’ingresso nel “ raccolto “ ( the harvest), ovvero la mietitura delle anime.

La Rinascita: il paradosso del “ Get in to get out “.

Filosoficamente, il brano tratta del tema del  Sacrificio dell’ Ego. Per “ uscire “ dal corridoio della sofferenza e della ripetizione meccanica ( stato rappresentato in maniera ironica da un brano dello stesso album The Grand Parade of the lifeless Packing ) , l’individuo deve prima “ entrare “profondamente in se stesso.

Questa decisione per l’individuo- massa e’ molto dolorosa e claustofobica. Il brano infatti è strutturato per trasmettere un senso di sacra e calma urgenza. La musica del brano sembra quasi un brano di Musica Sacra. La musica è infatti circolare, ipnotica, simile a un battito cardiaco e al respiro di un polmone gigante. Non c’è un’esplosione liberatoria, ma una progressione costante. La rinascita non è un evento magico e improvviso, ma un processo si strisciamento consapevole verso la luce.

In questo contesto, il “ tappeto di lana “ può essere visto come la nostra eredità genetica e psicologica. Siamo tutti “ Carpet Crowlers “ finché non toniamo la natura dell’illusione in cui ci muoviamo. E ci muoviamo tutti in un ciclo di desiderio, illusione, angoscia, morte e rinascita. La liberazione può avvenire quando la corsa cieca del seme ( biologia) si trasforma nella ricerca consapevole dello spirito ( gnosi).

Conclusione: l’ eterna Speranza dei Crowlers.

The Carpet Crowlers rimane a mio avviso una canzone molto criptica perché riflette la condizione umana stessa: un misto di biologia brutale e aspirazione divina. Siamo spermatozoi che lottano per la vita e, contemporaneamente, scintille divine che lottano per tornare al Pleroma ( la pienezza celeste).

Il brano ci dice che il corridoio deve essere percorso interamente. Non possiamo saltare le tappe. La bellezza struggente della melodia suggerisce che, nonostante la fatica dello strisciare e l’ orrore delle figure che incontriamo, c’è quindi una verità sacra in questa ricerca.

Siamo creature che “ devono entrare per potere uscire “. Ogni fine è un inizio, ogni utero è una tomba per la cellula e ogni tomba è, potenzialmente, un utero per l’anima. A avviso, le marionette a molla si rompono soltanto quando accettiamo di strisciare verso la porta d’oro , sapendo che l’oro non è dietro la porta, ma nel coraggio di aver percorso il corridoio. Ogni porta ha un diverso significato:

Se leggiamo i Carpet Crowlers come spermatozoi, la porta è la nascita.

Se li leggiamo come anime, la porta è la reincarnazione.

Se li leggiamo come esseri umani, la porta è la morte, o forse l’illuminazione.

In ogni caso, si tratta di un processo irreversibile.

Fabrizio Manco.

Fabrizio Manco nasce a Marsala l’antica Lilibeo Romana dove vive e lavora come Operatore Culturale e turistico accompagnando scuole e turisti alla scoperta dei luoghi culturali della città. Si occupa di organizzare convegni e serate culturali, oltre alla partecipazione del festival “ Le vie dei tesori”. La sua passione per la cultura e la scrittura lo ha portato alla collaborazione con alcune riviste online come il Pensiero Mediterraneo, nelle quali scrive di argomenti culturali più disparati come arte, narrativa, cinema, filosofia e psicologia.


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