IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Torcito ritorna. Torcito forever?

Torcito

Torcito

di Paolo Protopapa

Ho visto che Torcito ritorna. E ritornerà perché non ha soluzioni a portata di mano, sicché parlarne può essere utile.
Ai primi del novembre scorso 2025 mi permisi di affrontare su più numeri del Pensiero Mediterraneo il tema come problema, non già come ‘Torcitolandia’. Visione quasi sempre implicita e presente, anche se nascosta, in molti punti di vista, più o meno mercificati e tendenzialmente mercificanti. È questo il nostro tempo!
Un territorio, realtà estremamente complessa, richiede enormi risorse per la sua cura, custodia, valorizzazione, sviluppo. Se poi dallo sviluppo si deve passare al ‘progresso’ (si pensi a Rousseau che ne incise la differenza fondamentale e ineludibile ben tre secoli fa!) diventa ancora più ardua la soluzione del problema. Senza un processo (parallelo alla promozione di Torcito) di educazione e di attivismo culturale e di ricerca, il divertimentificio è sempre in agguato. Semplicemente perché, a differenza del gioco-lavoro di tipo intellettuale, il solo gioco-godimento è “pensiero di superficie” (come comprese Ortega Y Gasset novanta anni fa). Ossia una scorciatoia attraverso cui il tecnico-massa e l’uomo-massa percorrono esattamente la scorciatoia tipica della massa per acquisire bellezza, conoscenza e saperi di fruizione spirituale, precipitando inconsapevolmente nella massificazione mentale. Vero e temibile nemico populista della nostra epoca storica.
La democrazia, d’altra parte, offrendo tutto a tutti, ha soltanto (ma è molto) posto le premesse sociali e gli strumenti istituzionali perché l’accesso ai beni pubblici culturali fosse possibile, non facile e accessibile, tantomeno scontato. Tutt’altro. Torcito, ‘bonum omnium’ (eccezionale risorsa pubblica e proprietà di un soggetto pubblico), oltre che speculativamente appetibile, è di facile consumo ordinario, poiché l’occhio si appaga facilmente prima ancora che intervenga la mente. Platone lo capì talmente bene dal mettere in guardia la mente dalle immagini colorate e cortigiane.
I giovani, dite voi. Essi, però, spesso non sono i più idonei alla salvaguardia dei beni, poiché la loro è condizione naturale alla scoperta e non qualità culturale alla tutela. Sono, anzi, i più fragili e, se ineducati, pericolosi consumatori seriali di bellezza e di valore etico. Semplicemente perché ‘non sanno ancora’. Sapranno – così come in parte sapemmo noi, ma solo perché imparammo. E imparammo perché ci furono maestri che ci aiutarono a saperlo fare. Non professori (in realtà davvero pochi!), bensì uomini veri, spesso gente che seppe lottare e fece della lotta e delle istituzioni e dello studio e, soprattutto, della serietà non esibizionistica, la sostanza della vita e dello spirito civico.

Ecco, se e sino a quando Torcito non si incardinerà in una tale cornice di valori e di impegno ampio, collettivo, culturalmente produttivo, rimarrà un’alba senza giorno. E vi faremo belle passeggiate ‘en plain air’. Salutari e ben reclamizzabili, ma… passeggiate.


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