Un caffè con Platone

Quando i grandi del passato si siedono al tavolino accanto al nostro.
Il cameriere si avvicina.
— Buongiorno, cosa prende?
L’uomo con la lunga barba bianca osserva il menù con una certa diffidenza.
— Cos’è un cappuccino decaffeinato con latte di avena?
Il cameriere sorride.
— Una scelta molto richiesta.
Platone sospira.
— Nel mio tempo bastava chiedere del vino.
Mentre aspetta l’ordinazione, tira fuori una tavoletta di cera. Poi la rimette via.
— Ah già… qui usate quei piccoli specchi luminosi.
Accanto a lui un ragazzo sta fissando il telefono da almeno venti minuti.
Platone gli sorride.
— Giovane, stai leggendo qualcosa di interessante?
— No.
— Stai scrivendo?
— No.
— Allora stai pensando?
Il ragazzo alza finalmente gli occhi.
— Veramente sto aspettando che qualcuno metta un “mi piace”.
Platone rimane in silenzio.
Poi annota mentalmente:
“Nuova forma di schiavitù. Catene invisibili.”
Arriva il caffè.
Lo assaggia.
— Ottimo. Molto meglio della cicuta.
Il cameriere lo guarda perplesso.
Nel tavolo accanto due amici discutono animatamente.
— Ho visto un video. Diceva che la Terra è piatta.
L’altro annuisce convinto.
Platone quasi si strozza con il caffè.
— Nell’Accademia ci volevano anni per costruire un’opinione.
Qui bastano trenta secondi e una connessione Wi-Fi.
Nel frattempo passa un influencer.
Si ferma.
— Scusi… lei è perfetto per una foto.
Platone acconsente.
Scattano un selfie.
— Grazie! Quanti follower ha?
Platone riflette.
— Ai miei tempi li chiamavamo… discepoli.
L’influencer lo guarda con compassione.
— Pochissimi, allora.
Platone sorride.
— In compenso leggevano.
Il sole sale alto.
Sul lungomare la gente passeggia.
C’è chi corre, chi ascolta musica, chi parla da solo… o almeno così sembra, finché non si nota l’auricolare.
Platone osserva il mare.
— Sapete qual è la differenza tra la mia caverna e il vostro smartphone?
Nessuno risponde.
Lui sorseggia lentamente il caffè.
— Nella mia caverna gli uomini almeno sapevano di guardare delle ombre.
Qui, invece, molti sono convinti che siano la realtà.
Paga il conto.
Prima di andarsene prende il telefono dimenticato sul tavolo da un turista.
Lo osserva incuriosito.
Lo gira.
Lo rigira.
Poi domanda al cameriere:
— Mi scusi… ma dove si mette il rotolo di papiro?
Il cameriere ride.
Platone no.
Perché non ha ancora capito se il nostro mondo sia il regno delle Idee… oppure una gigantesca barzelletta.
E, a dire il vero, nemmeno noi.
☕ Alla prossima puntata…
Un caffè con Socrate.
Pare che abbia già iniziato a fare domande ai bagnanti. Alcuni sono riusciti a scappare. Altri stanno ancora cercando una risposta.

Rubrica a cura di Pompeo Maritati