Un confronto dialettico tra Adorno e Alva Noë: l’enigma dell’opera d’arte, moda, funzione e Popular Music
di Domenico Barillaro
Nel saggio Un confronto dialettico tra Adorno e Alva Noë: l’enigma dell’opera d’arte, moda, funzione e Popular Music, Domenico Barillaro propone una lettura comparata tra due prospettive filosofiche distanti ma sorprendentemente dialogiche: la teoria critica di Theodor W. Adorno e l’estetica enattivista di Alva Noë. Pur partendo da presupposti diversi, entrambi gli autori concepiscono l’opera d’arte come un oggetto enigmatico, refrattario alla trasparenza e alla funzione immediata.
Barillaro mostra come Adorno difenda l’arte nella sua negatività: essa resiste alla comunicazione facile, alla mercificazione e alla pressione sociale verso la “facile comprensibilità”. L’opera autentica, per Adorno, è ciò che fallisce e proprio nel fallimento custodisce la sua verità. Noë, da un’altra prospettiva, interpreta l’arte come “strumento strano”, capace di riorganizzare le pratiche percettive e di mettere in crisi l’automatismo funzionale del quotidiano. Se Adorno preserva l’enigma, Noë tende invece a renderlo occasione di comprensione e ristrutturazione cognitiva.
Il saggio evidenzia inoltre una convergenza critica sulla popular music: Adorno la considera paradigma della standardizzazione, mentre Noë la descrive come forma estetica fondata più sulla personalità che sul suono. Entrambi riconoscono nella cultura pop un indebolimento dell’autonomia artistica.
Barillaro approfondisce anche il tema del funzionalismo, mettendo in relazione il saggio adorniano Funzionalismo oggi con le analisi di Noë su design e tecnologia. In entrambi i casi, l’arte appare come ciò che interrompe la funzione, sospende l’ovvio e apre uno spazio critico. Il riferimento ad Arnold Gehlen arricchisce ulteriormente la riflessione: il commento non risolve l’enigma dell’opera, ma ne attesta la persistenza.
In sintesi, il saggio offre una lettura originale del rapporto tra arte, percezione e società, mostrando come Adorno e Noë – pur distanti – condividano l’idea dell’opera d’arte come esperienza di verità per sottrazione, luogo in cui il pensiero incontra il limite e lo trasforma in possibilità critica. Un contributo che illumina la vitalità dell’estetica contemporanea e il ruolo dell’arte nel nostro tempo.