IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Uno Sport di Parole-raccolta di poesia e arte a cura di Vincenzo Guarracino

Professore Vincenzo Guarracino

di Rosalba Le Favi

Sondrio. Un’iniziativa meritevole tra sport, arte e letteratura che grazie al poeta e critico letterario
Vincenzo Guarracino, ha preso vita nel coinvolgimento di scrittori e artisti per “Uno Sport di
Parole”, di amore e privo di ogni retorica. Una raccolta di testi poetici e opere d’arte sul tema dello
sport dove gli elaborati verranno presentati in occasione della biennale di Arte e Teatro di Sondrio.
L’inaugurazione si terrà il 28 febbraio alle ore 18:00 presso il presso il MVSA con performance
teatrali che daranno vita alle opere esposte. Un’esperienza multisensoriale dove pittura, scrittura,
scultura e teatro dialogano in modo innovativo con oltre 300 artisti da tutto il mondo si daranno
appuntamento a Sondrio in cui le “Visioni oltre il limite” saranno un viaggio appassionante che
sfideranno i confini della creatività. Tra i numerosi incontri ci sarà quello del prof. Guarracino che
terrà una significativa conversazione su “Uno Sport di Parole” nella biblioteca civica di Sondrio il 4
Marzo sugli artisti, poeti e scrittori che hanno dedicato al tema sportivo una loro opera. «Lo sport è
stato visto da sempre, non solo come un diversivo ma come una potente metafora per esplorare temi
universali come la lotta, il sacrificio, la vittoria e la sconfitta, a partire già dall’antichità, da Omero
fino ai nostri giorni – afferma Guarracino – Nella letteratura e nell’arte, le imprese sportive
assumono l’aspetto di allegorie della condizione umana, un palcoscenico addirittura in grado di
riflettere le sfide, le speranze e le contraddizioni della vita. Agli occhi di chi vi assiste, lo pratica e
ne scrive, lo sport appare, non solo come una gara fisica, ma come una metafora potente per
rappresentare la vita, le sue sfide e le sue emozioni. Che si tratti di lotta, sacrificio o bellezza, offre
insomma un linguaggio universale per esplorare l’esperienza umana e le capacità e risorse
individuali e collettive e per trasmettere al tempo stesso dei valori. Oggi che lo sport è, oltre che
gesto atletico, fatto di costume ed evento mediatico, la molteplicità dei valori, dei caratteri, dei
fenomeni antichi e moderni sottesi al termine ‘sport’, si trasmette ai testi letterari e alle forme della
sua rappresentazione, cui la coscienza creativa individuale di volta in volta si ingegna di dare
espressione conveniente secondo le modalità di ciascuno, come si può desumere dal piccolo
campionario di autori qui presenti, disposti secondo ambiti e generi differenti». Al di là dei più
generici “Sport” (Bruno Bordoli, Gilberto Isella, Silvia Santarpia) e “Olimpiadi” (Antonio
Cantamesse, Ennio Cavalli, Giovanni Lischio, Giorgio Moio, Angela Passarello, Alberto
Schieppati), per non dire di “Coppa” (Filippo Avalle) r “Competizione” (Sabina Barbato e Elio
Cocco), l’interesse prevalente è per quello che è considerato “il gioco più bello del mondo”, se non
addirittura una “scienza da amare”, stando a un’antologia curata da un “tifoso” d’eccezione, Walter
Veltroni Il calcio è una scienza da amare. Trentotto dichiarazioni d’amore al gioco più bello del
mondo, 1982), ossia “Calcio” (Franco Cajani, Fabio Dainotti, Valeria Di Felice, Antonio Donadio,
Cataldo Russo, Adam Vaccaro, Silvia Venuti), seguito da “Sci alpino” (Antonella Casaburi, Gaia
Grimani, Gilberto Isella, Giovanni Lischio, Dante Maffia, Barbara Mastroviti), e, via via, da
“Pattinaggio” (Gianfranco De Palos, Mariella De Santis, Angioletta Di Santolo, Franco Manzoni),
da “Corsa” (Emilio Alberti, Antonio Spagnuolo, Serena Maffia), da “Ciclismo” (Luigi Besana,
Silvio Ramat, Renzo Ricchi), da “Pallavolo” (Alessandro Fo, Francesca Farina, Umberto Piersanti),
da “Tennis” (Rosalba Le Favi, Antonio Murgia, Serena Rossi), da “Pugilato” (Michele Arcangelo
Nigro, Guido Oldani, Michelangelo Salvatore), da “Salto in alto” (Myrna Bongini, Tiberio
Crivellaro), da “Vela” (Daniela Beolchi, Vitaldo Conte), da “Maratona” (Beppe Mariano, Luigi
Picchi) e infine da “Atletica” (Erika Dagnino), da “Fondo” (Mario Benedetti), da “Bob” (Giovanni
Lischio), da “Marcia” (Michele Arcangelo Nigro), da “Sci acquatico” (Nicola Salvatore), da
“Snowboard” (Stefano Donno) e da “Tai Chi” (Mauro Macario).
Di fronte a una situazione tanto vasta e così eterogenea, oltre che in continua evoluzione, e a una
pluralità di forme assunte dalla letteratura legata allo sport diventa necessario concentrare l’analisi
su una serie di testi esemplari, tenendo conto di un fatto: che tutte tendono a esprimere un’esigenza
di messa in gioco della propria voglia di esserci da parte di ciascuno se non attraverso il gesto,
almeno attraverso la parola come fatto liberante e creativo, come di un Valore che possa dare
all’anima un sorriso come è proprio del Gioco.

Biennale di Sondrio
locandina
Ritratto il Professore Vincenzo Guarracino

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