IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Utili idioti

di Riccardo Rescio

L’espressione utile idiota descrive qualcuno che, senza rendersene conto, viene manipolato da un’altra persona, da un gruppo ideologico o politico, o da una setta, per raggiungere obiettivi altrui.
L’utile idiota diventa così uno strumento nelle mani di chi lo manovra, e compie azioni vantaggiose per il manipolatore ma spesso dannose per sé e per gli altri.
Sono utili idioti quelle moltitudini, piccole o grandi, di seguaci indottrinati in modo perverso, portati a credere vere una serie di falsità.
Queste moltitudini attraversano censo, cultura, status, ruolo e mansione.
Possono essere dipendenti di un’azienda costretti a compiere azioni nocive per l’ambiente o per la propria salute.
Possono essere cittadini persuasi a partecipare a una guerra inutile e rovinosa.
È importante riconoscere il pericolo rappresentato dagli utili idioti, perché possono essere usati per diffondere disinformazione, alimentare l’odio o condurre verso conflitti armati.
L’espressione viene spesso impiegata in modo dispregiativo, per screditare chi agisce inconsapevolmente a vantaggio di qualcun altro.
Tuttavia l’utile idiota non è necessariamente uno stupido o un ingenuo.
Può trattarsi anche di un insieme di persone semplicemente manipolate da chi ha più esperienza o più potere.
Diventano così sostenitori di un’ideologia o di un movimento politico che non conoscono in profondità, oppure seguaci di una setta, oppure dipendenti obbligati a pratiche dannose, oppure cittadini mandati a morire in una guerra insensata.
La storia insegna che chi di piazza ferisce, di piazza perisce.
Gli utili idioti sono sempre alla mercé di chi parla più forte o in modo più suadente.
L’origine dell’espressione è incerta.
Alcune fonti la attribuiscono a Lenin, che l’avrebbe usata per descrivere i giornalisti e i viaggiatori occidentali sostenitori dell’Unione Sovietica.
Ma non esistono riferimenti diretti nelle opere pubblicate di Lenin dove compaia questa frase.
Altri sostengono che sia stata usata per la prima volta da Jurij Pavlovič Annenkov, un artista russo amico di Lenin, che l’avrebbe vista in alcune carte lasciate da lui.
Indipendentemente dalla sua origine, l’espressione utile idiota è diventata comune nel gergo politico per descrivere chi viene manipolato senza rendersene conto, veri e propri strumenti psicologicamente condizionati, usati da ideologie, fedi, movimenti politici, gruppi terroristici o poteri economici.
Torniamo ora al concetto di influenza e di influenzati, cioè gli utili idioti al servizio più o meno consapevole degli influenzatori.
L’influenza è la possibilità di intervenire nella determinazione o nella modificazione di un fatto, come l’influenza della Luna sulle maree.
Non ho alcuna influenza sulle sue decisioni.
Tutta l’assemblea ha subìto l’influenza della sua opinione.
L’influenza è anche la capacità di condizionare il pensare e l’agire di una o più persone, talvolta in rapporto con una posizione di potere, autorità o prestigio.
Il processo di condizionamento delle menti è abbastanza elementare, si individuano i punti deboli, le paure, le carenze cognitive, l’ignoranza, le illusioni, poi si danno spiegazioni e soluzioni, e infine se ne trae vantaggio personale.
Lo stregone del villaggio primordiale spiegava il perché dei fulmini o del vento, offriva interpretazioni degli eventi e così condizionava i comportamenti di tutti, persino le decisioni del capo tribù.
Nei secoli successivi si sono susseguiti piccoli e grandi fagocitatori, determinando anche immani tragedie.
Parliamo naturalmente degli imbonitori che sono riusciti ad accreditare ideologie e a ottenere proseliti, portandoli al potere politico, economico o sociale.
Gli influencer esisteranno e continueranno a essere investiti di potere, denaro e prestigio finché gli abitanti del villaggio globale non smetteranno di ignorare e cominceranno a studiare il perché dei fulmini e del vento.
Con la conoscenza si sviluppa la capacità critica per capire e non per subire, evitando l’illusione di essere liberi quando invece si fa esattamente ciò che un altro dice di fare, per diventare ciò che non si è e che non si potrà mai essere.
La stampa fa bene a comunicare le situazioni anomale, ma fa male quando dà spazio a immagini e nomi che paradossalmente incrementano l’assurdo consenso concesso solo ed unicamente al vuoto e al nulla.
L’influenza esiste da sempre, e gli influencer sono semplicemente coloro che hanno la capacità di influenzare gli altri.
Possono essere politici, religiosi, imprenditori, celebrità o persone comuni capaci di attirare l’attenzione.
Hanno un ruolo importante nella società, diffondono idee, promuovono prodotti o servizi, intrattengono.
Ma è necessario essere consapevoli del loro potenziale negativo, perché possono diffondere disinformazione, propaganda o comportamenti dannosi.
La stampa ha il compito di limitare questo potere, identificando gli influencer che diffondono notizie false o nocive e fornendo ai lettori gli strumenti per valutare criticamente le informazioni che ricevono.


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